mercoledì 20 novembre 2013

Nuova vita per la BD oggi in Italia


Dall’immediato dopoguerra in poi, in Italia sono stati tradotti moltissimi personaggi transalpini, però la loro importazione è stata penalizzata dall’insicurezza degli editori nostrani, che, tranne rare eccezioni, sono stati poco propensi a rischiare in un mercato caratterizzato da alta instabilità di vendite, quale è quello italiano. Storicamente essi hanno sempre preferito affidarsi ai prodotti bonelliani, a quelli provenienti dal Nuovo Mondo e da qualche decennio anche dal Giappone.



Come risultato hanno riprodotto fino a poco tempo fa gli episodi delle serie francesi in maniera caotica, non rispettando le cronologie, spesso in vesti editoriali inadeguate e formati dalle misure differenti rispetto a quelle originali, con interruzioni improvvise delle serie e con passaggi da un editore all’altro: per leggere i 21 episodi di Alexis Mac Coy, splendida serie western di Antonio Hernandez Palacios e Jean-Pierre Gourmelen, i lettori italiani hanno dovuto aspettare 15 anni e numerosi editori (L’Isola Trovata, Comic Art, Bonelli-Dargaud, Eura Editoriale, Vallecchi e Nuova Frontiera), con differenti formati e vesti editoriali. Il risultato di tale sconsiderata politica editoriale è stato di aver creato disorientamento, rabbia e disaffezione nei lettori, che hanno preferito rifugiarsi nei più comodi e confortanti formati Bonelli, comic book o manga.



Solo le cronologie di pochi personaggi franco-belgi, rientranti nella categoria degli evergreen, sono state interamente tradotte, addirittura riproposte più volte in supporti cartacei differenti: Astérix, Tintin, Blueberry, Blake et Mortimer, Les Schtroumpfs, Sitting Bull, Les passagers du vent, Les sept vies du l’Épervier e altri.



Oggi stiamo assistendo a una rinascita di interesse da parte degli editori italiani per il fumetto franco-belga: Nona Arte, 001, Magic Press, Alessandro Editore, Panini e altri si sono buttati su questo quarto universo fumettistico, le cui potenzialità non sono ancora state pienamente apprezzate dal mercato italiano. Purtroppo però, gli errori del passato non sembrano aver insegnato nulla perché sussistono ancora situazioni che disorientano un lettore: per esempio la bella serie Historica della Mondadori presenta in tre volumi cartonati a colori tutto il ciclo de Le sette vite dello Sparviero di Patrick Cothias e André Juillard (peraltro già proposto ottimamente al pubblico italiano da Glénat Italia e Lizard) mentre la Cosmo propone in formato bonelliano e in bianco e nero il ciclo di Masquerouge dei medesimi autori; oppure sempre Cosmo presenta nelle edicole il ciclo di Bouncer di Alejandro Jodorowskj e François Boucq mentre in contemporanea nelle fumetterie la Magic Press ripropone l’integrale del pistolero monco in agili volumi brossurati a colori; le collane di Michel Vaillant, Luky Luke e Buck Danny (personaggi ampiamente già proposti da altri editori nel passato, anche se non integralmente) oggi sono riproposte integralmente ma non in ordine cronologico, con la scusa che i primi episodi potrebbero non piacere a un lettore italiano!



Gli editori dovrebbero ricordare che se uno compra quei magnifici personaggi è perché già li conosce e li apprezza e se è disponibile ad accollarsi una spesa per un prodotto che già possiede, anche se in sequenza incompleta, è perché gradirebbe avere la serie integrale e cronologica: numero 1, 2, 3 e via dicendo. Ma questo rimane un pio desidero dei lettori, che poi sono quelli che sborsano i soldi determinando il successo o meno di una collana.





lunedì 18 novembre 2013

Bravo Bravò!

Quando si parla della storia dei fumetti belgi di solito l’attenzione si focalizza sempre su tre settimanali: Le Petit Vingtiéme [1928-1940], che vide la nascita del fenomeno Hergé-Tintin, Le journal de Spirou [1938 - oggi], fucina di autori che diede origine alla Scuola di Marcinelle e allo Stile Atom, e Tintin [1946-1988], culla della Scuola di Bruxelles. In realtà ci furono altri due importanti periodici belgi, di cui si parla poco in Italia: Heröic Albums [1945-1956] e Bravo! [1936-1951].



Sul periodico Bravo! dell’editore Jan Meuwissen, magnate della stampa olandese, il giornalista saggista Frans Lambeau ha scritto nel 2000 un breve saggio, Bravo! un hebdo des annes 40 [Chambre Belge des Experts en Bandes Dessinées] e ne parla diffusamente nella sua ultima fatica, il documentatissimo Dictionnaire illustré de la Bande Dessinée Belge sous l’Occupation, (André Versaille Éditeur, 2013), 334 pagine a colori in formato orizzontale. Il dizionario, con prefazione di Philippe Goddin, eminente tintinologo autore della monumentale Chronologie d’une œuvre (Editions Moulinsart, 2008-2011), presenta in ordine alfabetico voci che riguardano tutto quel che successe nel mondo del fumetto belga sotto l’occupazione nazista: dagli editori agli autori, dai collaborazionisti veri o presunti (Van Melkebeke, Hergé e compagnia) ai personaggi e alle testate, compreso Bravo!.



Nel panorama dei settimanali belgi dell’anteguerra e del periodo bellico la formula di Bravo!, secondo Lambeau, rappresentava una perfetta miscela fra fumetti (elemento ludico), racconti illustrati (elemento narrativo) e scritti redazionali per il pubblico (elemento comunicativo), oltre a aver stimolato una produzione autoctona  che spinse alcuni giovani autori a credere nel linguaggio fumetto e dare vita a un fenomeno fumettistico di livello europeo. Per tali motivi il giornalista parla addirittura di uno “Stile Bravo!”, imitato da altri periodici per la gioventù: il confessionale Grand Coeurs, i brussellesi Story, Annette e soprattutto Tintin.



Il periodico presentava opere di classici fumetti statunitensi della KFS, di autori olandesi sconosciuti, francesi (Edmond-François Calvo, Raymond Cazanave, Guy Mouminoux, Jacques Martin, Rob-Vel, Alain Saint-Ogan, Albert Uderzo) e, ovviamente, belgi (Paul Cuvelier, Edgar Pierre Jacobs, Jacques Laudy, Max Mayeu detto Sirius, Raymond Reding, Willy Vandersteen, oltre al pittore espressionista Frits Van den Berghe e lo scrittore Jean Ray).
Come si può vedere nel periodico erano presenti alcune delle migliori firme franco-belghe, in particolare quelle che nell’immediato dopoguerra parteciparono al settimanale Tintin.

domenica 17 novembre 2013

Tintin e Asterix: nuove avventure, nuovi autori, o no?

In Francia e in Belgio la notizia è scoppiata come una bomba: sembra che le Edizioni Moulinsart, che gestiscono il personaggio di Tintin e l’opera del suo creatore Hergé, vogliano pubblicare una nuova avventura del popolarissimo personaggio con il “ciuffo”. Per i pochi che non lo sapessero, Georges Remi (Hergé), prima della sua morte, dispose che il personaggio non fosse mai più pubblicato in storie realizzate da altri autori. Gli eredi ora sostengono . cosa non si farebbe per rimpinguare il proprio conto in banca - che le volontà del maestro potrebbero essere interpretate in maniera diversa.



Il pericolo, secondo la Moulinsart, è che l’opera possa diventare di «pubblico dominio» e, a quel punto,che  di Tintin chiunque possa fare tutto quello che vuole. Questa vicenda, che forse starà facendo rivoltare nella tomba il povero Hergé, evidenzia l’interesse, non solo artistico, che suscita la bande dessinée franco belga, seguita ancora da milioni di appassionati lettori europei.

Diversa la posizione di Albert Uderzo che ha disposto che il suo personaggio più famoso cominciasse una nuova vita subito, sotto mani e penne diverse dalla sua. Questa sua decisione ha portato alla rottura con sua figlia Sylvie che ha accusato alcuni vicini al padre di aver abusato delle sue condizioni di salute. Dopo aver perduto una prima volta, la sedicente "sorella di Oumpah-Pah e di Asterix" oggi continua la sua battaglia contro questa decisione sul suo blog e nella aule dei tribunali.



Il nuovo libro di Astérix, uscito in 24 Ottobre, è andato letteralmente a ruba nel giro di pochi giorni dall’uscita. Si tratta di Astérix chez les  Pictes, un volume è firmato dalla coppia francese Jean-Yves Ferri, per i testi, e Didier Conrad, per i disegni. Questa volta i galli devono vedersela con simpatici personaggi del popolo celtico, in una storia nel solco della tradizione, lontana sia dall'incomprensibile "Quando il cielo gli cadde sulla testa" che da sperimentazioni innovatrici. Il volume in Italia è, come sempre, pubblicato da Mondadori.

venerdì 15 novembre 2013

Michel Vaillant, mai dire integrale!

Prosegue felicemente la pubblicazione delle avventure di Michel Vaillant in allegato alla Gazzetta dello Sport. Anche se l’ordine di pubblicazione delle storie poteva sembrare incomprensibile o perlomeno non in ordine cronologico, in realtà si sono bilanciate le storie nuove per lo più inedite con quelle più vecchie e già pubblicate in Italia in passato. Adesso, completata la fase di incastro, la numerazione corrisponde a quella degli albi originali.
Manca solo qualche mese alla conclusione dell’opera che costituirà la più completa pubblicazione di un personaggio mito della BD mai apparsa in Italia, a un prezzo stracciato e di una qualità notevole. Con l’inclusione delle storie brevi e di quelle pubblicitarie, rappresenta una vera e propria integrale, sulla falsariga dell’edizione francese pubblicata negli anni scorsi in venti corposi volumi. In più contiene anche le avventure della serie spin-off di Julie Wood, pubblicata in ogni albo a completamento delle avventure a partire dal numero 43.
Integrale? Non proprio, perché la prima famosa avventura di Michel Vaillant, “La grande sfida”, non è composta da 62 pagine come appare anche nelle edizioni francesi dalla prima pubblicazione in albo, ma da 63, tante sono le tavole pubblicate su Tintin edizione belga dal numero 1 al numero 43 del 1958. La tavola sacrificata alla foliazione dell’albo è la seguente:



Si tratta della trentaduesima, o della trentunesima bis se si fa riferimento alle pagine della versione in albo. Questa pagina “saltata” si trova tra le due pagine seguenti, qui tratte dalla prima apparizione in assoluto di Michel Vaillant in Italia sul numero 1 dei Classici Audacia della Mondadori nel dicembre 1963.






In quegli anni il rispetto dell’integralità in una pubblicazione a fumetti non era certo una preoccupazione primaria, e altri personaggi famosi ne hanno sofferto ben di più…
Per un'ampia e approfondita analisi delle parti modificate e mancanti nelle edizioni italiane di Michel Vaillant basta andare alle pagine vignette mancanti del sito dei fan di Michel Vaillant, con tutto e più di tutto per gli amanti di questo personaggio.

giovedì 14 novembre 2013

Benvenuti in questo nuovo blog dedicato al fumetto franco-belga


Siamo tre appassionati lettori\collezionisti di Bandes Dessinées che intendono aprire una finestra su un universo fumettistico, soffocato da decenni in Italia da altri più agguerriti: gli universi Disney e Bonelli, quello supereroistico statunitense e quello giapponese dei manga. Pur avendo numerose e strabilianti frecce al proprio arco la produzione franco-belga ha sempre stentato a imporsi fra i lettori italiani.