lunedì 5 maggio 2014

Vetrina del 05 maggio 2014

Uscite della settimana
(I titoli in verde sono inediti in Italia)



Nel Giornalino n.18 la terza puntata di Yakari: Il bisonte bianco (2 - Yakari et le bison blanc, Dargaud 1976) di Lob (t) e Derib(d) e un paio di tavole degli Insetti (Les insectes en bande dessinée, Bamboo 2012) di Christophe Cazenove e François Vodarzac (t) e Cosby (d)




Trent 1, RW - Linea chiara



Trent (Trent, Dargaud)
di Rodolphe (t) e Leo (d)
1 - L'uomo morto (L'homme mort, 1991)
2 - Il ragazzo (Le Kid, 1992)

The Garfield Show n.24, Editoriale Aurea




Nelson (Nelson, Dupuis)
di Christophe Bertschy (td)

Le giacche blu (Les Tuniques bleu, Dupuis)
di Louis Salvérius (t) e Raoul Cauvin (d)
6 - La prigione di Robertsonville ( La prison de Robertsonville, 1975) - quarta puntata

Le Elfe (Les Elfées, Dargaud)
di Serge Carrère e Weissengel (t) e Dollphane (d)
4 – (senza titolo) (tome 1, 2008) - quinta puntata

Il Piccolo Spirou (Le Petit Spirou, Dupuis)
di Tome (t) e Janry (d)

Melusina (Mélusine, Dupuis)
di François Gilson (t) e Clarke (d)

Game Over (Game Over, Dupuis)
di ThitaumeM.FourrierPatelinAugustin, Laurent Noblet (t) eMidamAdam (t/d) e NetchJulien MariollePhilippe Auger (d)

La tribù (La Smala, Casterman/Dargaud)
di Thierry Robberecht (t) e Marco Paulo (d)

Zarla (Zarla, Dupuis)
di Jean-Louis Janssens (t) e Guilhem (d)
2 – (senza titolo) (Le dragon blanc, 2008) -  quinta puntata

Oggy e i maledetti scarafaggi (Oggy et les cafards, Dargaud)

di Aranega (t) e Frévin (d)

AureaComix 47, Editoriale Aurea



Antares (Antares, Dargaud)
di Leo (t/d)
5 - Episodio 5 (Épisode 5, 2013)


LancioStory 18, Editoriale Aurea


Il sangue dei Porphyre (Le sang des Porphyre, Dargaud)
di Balac (t) e Joël Parnotte (t/d)
3 - Gwémon (Gwémon, 2009) 3a parte

La stirpe (La lignée, Bamboo)
di Jérôme Félix, Laurent Galandon, Damien Marie, Olivier Berlion (t) e Olivier Wozniak (t/d)
3 - Maxime 1974 (Maxime Maxime 1974, 2013) 4a parte

La crociata (Croisade, Le Lombard)
di Jean Dufaux (t) e Philippe Xavier
7 - Il Signore delle sabbie (Le maître des sables, 2016) 5a parte

Kogaratsu (Kogaratsu, Dupuis)
di Bosse (t) e Michetz (d)
12 - Il protocollo del male (Le protocole du Mal, 2010) 3a parte


Skorpio 19, Editoriale Aurea

Station 16 (Station 16, Le Lombard)
di Yves H. (t) e Hermann (d)
Nicolas Barral (t/d)
Station 16 (Station 16, 2014) 4a parte


La gioventù di Blueberry (La jeunesse de Blueberry, Dargaud)
di François Corteggiani (t) e Michel Blanc-Dumont (d)
13 - Lincoln deve morire (Il faut tuer Lincoln, 2003) 1a parte

Vasco (Vasco, Le Lombard)
di Gilles Chaillet (t/d)
18 - Rienzo (Rienzo, 2000) 3a parte


Serie rossa 19, Editoriale Cosmo


I pirati di Barataria (Les pirates de Barataria, Glénat)
di Franck Bonnet e Marc Bourgne (t/d)
3 - Grande-Isle (Grande-Isle, 2010)
4 - Oceano (Océan, 2011)


Lucky Luke 42, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport


Kid Lucky (Kid Lucky, Lucky Productions)
di Jean Léturgie (t) e Pearce (d)
1 - Kid Lucky (Kid Lucky, 1995)


Lucky Luke (Le aventures de Lucky Luke, Lucky Comics)
di Laurent Gerra (t) e Achdé (t/d)
3 - L'uomo di Washington (L'homme de Washington, 2008)


Michel Vaillant 75, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport


Michel Vaillant (Michel Vaillant - Dossiers, Graton)
di Jean Graton (t/d)
10 - Gilles Villeneuve (Gilles Villeneuve - Je ne serai pas long…, 2008)


Collana Prima 4, Mondadori Comics


Universal War Two (Universal War Two, Casterman)
di Denis Bajram (t/d)
1 - Il tempo del deserto (Le temps du désert, 2013)



Ancora in edicola


Blueberry 12, Editoriale Aurea

Blueberry (Blueberry, Dargaud)
di Jean Michel Charlier (t) e Jean “Gir” Giraud (d)
22 - La fine della pista (Le bout de la piste, 1986)
23 - Arizona love (Arizona love, 1990)


Almanacco Cosmo 1, Editoriale Cosmo


Ayrton Senna (Ayrton Senna, Glénat)
di Lionel Froissart (t), Robert Paquet (d) e Christian Papazoglakis (d)
Ayrton Senna (Histoires d'un mythe, 2014)


Cosmo Color 8, Editoriale Cosmo

Deadline (Deadline, Glénat)
di Laurent-Frédéric Bollée (t) e Christian Rossi (d)
Deadline (Deadline, 2013)


Cosmo Color Extra 2, Editoriale Cosmo

Mortemer (Mortemer, Soleil)
di Valérie Mangin (t) e Alberti, Mario (d)
1 - La dama bianca (Mortemer, 2008)


Serie blu 19, Editoriale Cosmo


Malemort (Le roman de Malemort, Glénat)
di Éric Stalner (t/d)
3 - Il dono di sangue (Le don du sang, 2001)
4 - Quando cala la notte (Lorsque vient la nuit…, 2002)


Serie gialla 19, Editoriale Cosmo

I pionieri del Nuovo Mondo (Les pionniers du Nouveau Monde, Glénat)
di Jean-François Charles (t) e Ersel (d)
9 - Il fiume in fiamme (La rivière en flammes, 1996)
10 - Come il respiro del bisonte in inverno (Comme le souffle d'un bison en hiver, 1997)


Serie grigia 2, Editoriale Cosmo


Hans (Hans, Lombard)
di André-Paul Duchâteau (t) e Grzegorz Rosinski (d)
4 - I gladiatori (Les gladiateurs, 1988)
5 - La legge d'Ardélia (La loi d'Ardélia, 1990)
di André-Paul Duchâteau (t) e Grzegorz Rosinski e Kas (d)
6 - Il pianeta stregato (La planète aux sortilèges, 1993)


Serie verde 7, Editoriale Cosmo

Elias il maledetto (Élias le maudit, Les Humanöids Associées)
di Sylviane Corgiat (t) e Corrado Mastantuono (d)
1 - Il gioco dei corpi celesti (Le jeu des corps célestes, 2004)
2 - La peste rossa (La peste rousse, 2007)
3 - Il soldato d'argilla (Le soldat d'argile, 2007)


Collana Fantastica 3, Mondadori Comics


Tenebre (Ténèbres, Soleil)
di Christophe Bec (t) e Iko (d)
1 - Fuoco (Ioen, 2009)
2 - Tifenn (Tifenn, 2010)
3 - La cittadella (Citadelle, 2012)


Historica 19, Mondadori Comics

Ambulanza 13 (L'ambulance 13, Bamboo)
di Patrick Cothias e Patrice Ordas (t) e Alain Mounier (d)
1 - Croce di sangue (Croix de sang, 2010)
2 - Nel nome degli uomini (Au nom des hommes, 2012)
3 - La brava gente (Les Braves Gens, 2013)
4 - Morti senza nome (Des morts sans nom, 2014)


sabato 3 maggio 2014

La Pep-art!


Oltre alla rivista Kuifje (nome fiammingo-olandese di Tintin e del settimanale a lui dedicato), negli Anni Sessanta nei Paesi Bassi nasce una nuovo periodico che pubblica a puntate le storie dei personaggi classici del fumetto franco-belga. Il suo suo nome è Pep.


Il primo numero viene pubblicato il 6 ottobre del 1962 dalla De Geïllustreerde Pers di Amsterdam. Non per caso, sulla copertina ci sono Topolino e Tintin che si stringono la mano, infatti, il settimanale contiene per lo più fumetti di scuola belga, come il colonnello Clifton, Michel Vaillant, Dan Cooper, Tintin e materiale Disney.





Dal 1970 si aggiungono interessanti fumetti olandesi come Agent 327 di Martin Lodewiik e De Generaal di Peter de Smet che affiancano personaggi famosi in tutta Europa come Asterix, Lucky Luke, Blueberry e Blake & Mortimer. La formula della rivista prevede anche la pubblicazione di pagine redazionali e di racconti illustrati, alcuni di questi sono realizzati graficamente dal grande Hans G. Kresse.


Una particolarità del periodico è quella della pubblicazione di inedite copertine pittoriche paragonabili a quelle che Pino D’angelico realizzava per la collana italiana dei Classici Audacia.

Le cover, come potete vedere nelle immagini, sono realizzate in uno stile completamente diverso da quello degli autori originali. Herson (Herman Behrens) e Jan Wesseling sono tra gli artisti olandesi che si avvicendano alla realizzazione delle stesse.


L'ultimo numero di Pep viene pubblicato il 26 settembre del 1975.





venerdì 2 maggio 2014

I Chromos Voir et Savoir di Hergè


Verso il 1940 Hergè ha ideato un ambizioso progetto per un’enciclopedia che, tramite la figura di Tintin, potesse descrivere la storia delle scienze, dei costumi dei popoli antichi, dei paesi, della flora, della fauna e dei personaggi celebri. L’iniziale disegno progettuale dell’autore si riduce poi a una più semplice storia sui mezzi di trasporto.





Dopo il suo incontro nel 1944 con Edgar P. Jacobs, il progetto inizia a concretizzarsi e le immagini sono annunciate subito sul n.1 del 1946 del settimanale Tintin per poi iniziare a essere pubblicate dal n.2 nelle due rubriche “Les entretiens du capitaine Haddock” e “Les propos du major Wings”, le quali trattano alternativamente di marina e di aviazione.


L’editore Leblanc, dotato di grande intuito per lo sfruttamento commerciale del suo settimanale, partendo dall’idea di Hergé firma un accordo con alcune aziende di prodotti di consumo alimentare per un progetto pubblicitario che coinvolga da una parte il periodico e dall’altra vari sponsor. Il passo successivo è la creazione del “timbre Tintin” (un bollino a forma di francobollo con la testa del reporter), che può essere ritagliato dalle pagine del settimanale e dagli imballaggi cartacei dei prodotti commerciali correlati e che prevede come premio principale la consegna delle figurine “Voir et Savoir” (Guarda e Impara).




Raymond Leblanc racconta così l'impatto di questa campagna pubblicitaria:
«Ciò ha fatto crescere il nome di Tintin in proporzione inverosimile. Un piccolo acquirente della Wallonia o delle Fiandre, comprando della confettura Materne o del cioccolato Victoria, trovava il “Bollino Tintin”, lo collezionava e arrivava inevitabilmente verso il giornale, verso i volumi. È stata dunque una propaganda “dalla base”»
[Raymond Leblanc, Le Journal Tintin - Les coulisses d'une aventure, Moulinsart, 2006]

Un’operazione in cui tutti vincono, da una parte il periodico di Leblanc aumenta le vendite e dall’altra le aziende sponsor guadagnano una nuova clientela!



Dal 1950 Le Lombard stampa le figurine educative (chromos in francese) a colori, a gruppi di 6 tipo quelle Liebig, che possono essere richieste dietro presentazione di un certo numero di “bollini Tintin”. Le figurine hanno misure grandi per i nostri standard, 19x13 cm circa, e contengono le immagini di un mezzo di locomozione terrestre, marino e aereo, disegnato con precisione di particolari, nello stile di Hergé; nella parte inferiore sono aggiunti un Tintin e Milou in atteggiamenti umoristici, abbigliati secondo l’epoca e il paese di origine del mezzo.



Su di un totale di 366 mirabili figurine prodotte, una ha creato un problema: nella n.43 della collezione dedicata all’Aviazione durante il conflitto mondiale si vede un Tintin vestito con una divisa delle Waffen-SS, verosimilmente della Divisione Wallonia, costituita da belgi arruolati dai nazisti.
Tale immagine ha provocato un rinfocolamento della diatriba, riproposta ciclicamente nei decenni, sulle accuse contro Hergé per presumibili simpatie verso l’estrema destra e per collaborazionismo con i nazisti.




Nel 1953, l’edizione francese del settimanale Tintin pubblica la sua versione del bollino, che, per problemi di diritti legali, è ribattezzato “chèque Tintin”.



Dato il successo dell’iniziativa (motivo per cui è quasi impossibile per un tintinofilo trovare annate intonse del periodico) sono pubblicati anche gli album in cui incollare le varie collezioni. Benché firmate da Hergé, in realtà le figurine sono frutto di collaborazioni con altri artisti, fra cui alcuni artisti fondamentali nella storia della Linea Chiara. All’inizio l’autore chiede a Jacobs, che accetta, infatti nelle prime due collezioni ci sono suoi disegni; purtroppo, poi, il creatore di Blake et Mortimer interrompe prematuramente la sua collaborazione lasciando incompleta la collezione sulla ferrovia.


- Album Chromos Voir et Savoir 1Chemin de Fer, 1 serie di 6 figurine.



- Album Chromos Voir et Savoir 2: Aérostation, 10 serie di 6 figurine ciascuna.

Dopo l’abbandono di Jacobs, Hergé offre il posto a Jacques Martin (Alix, Lefranc), che accetta. Grazie a lui sono stati pubblicate 5 collezioni complete, ciascuna costituita da 10 serie di 6 figurine, 60 figurine per collezione. Alla realizzazione partecipano altri componenti degli Studios Hergé: Michel Demarets, assistente personale di Jacques Martin, per le immagini tecniche, Roger Leloup (Yoko Tsuno) nelle due collezioni sull’Aviazione, Bob de Moor (Cori, Barelli) nelle due dedicate alla Marina, avvalendosi per queste ultime del supporto di Georges Fouillé, pittore ufficiale della Marina francese, e nel secondo anche di Marjolane Matikhine. In quest'ultima serie non compaiono le consuete divertenti immagini di Tintin e Milou in abiti e atteggiamenti dell'epoca.


A proposito dei chromos, Jacques Martin ha detto:
«Hergé aveva domandato a Edgar P. Jacobs di avviare queste serie e quello ha realizzato i due, tre primi disegni di ogni tema. In quel momento si è posto il problema della firma sulle immagini e della sempre famosa produttività del disegnatore. Le discussioni non hanno sortito una soluzione e, pressato dalla necessità, Hergé mi ha domandato di proseguire la realizzazione dei chromos, cosa che ho fatto dalla fine del 1952…Ciò è durato anni, fino al momento in cui le vendite con premi sono state proibite in Belgio [fino al 1963 n.d.t.]. È vero che il considerevole successo dei bollini ha fatto molto per la reputazione del giornale e del personaggio di Hergé. Per contro, il successo molto fiorente ha suscitato delle gelosie che hanno provocato il divieto di questa formula di vendita commerciale. […] All’inizio riunivo quanti più documenti possibile concernenti l’aviazione, le ferrovie, l’automobile, ecc. Poi passavo alla realizzazione. Ne eseguivo almeno due a settimana ed è a causa dell’aumento di richieste che avevo accettato, che in quel momento Michel Demarets, con Roger Leloup, mi ha aiutato molto in questo lavoro. Ne abbiamo disegnati tanti e se io ne realizzavo la composizione, Hergé disegnava le teste, le mani e talvolta anche i piedi, ma niente di più.»
[La voie d’Alix, entretiens avec Jacques Martin, Michel Robert, Portraits, Dargaud Éditeur, 1999]


In effetti, come sempre avviene, quel che è negato al primo per necessità è concesso al secondo, per cui nei successivi tre album realizzati da Martin risulta il suo nome come direzione storica e artistica, mentre negli ultimi due è citato solo come direttore, con l’aggiunta di Collaborazione storica e tecnica di George Fouillé e Bob de Moor!
Sui chromos Michel Demarets, entrato alla giovane età di 19 anni presso gli Studios Hergè al seguito di Martin e al quale nel gennaio 2012 è stata dedicata un’interessante mostra a Dison, ricorda che fu impiegato come accessorista per disegnare migliaia di treni, auto, aerei, scenografie interne ed esterne in collaborazione con gli altri autori ivi presenti, rispettando sempre le rigide regole degli Studios sull’autenticità degli oggetti raffigurati.





Le Éditions du Lombard editano cinque lussuosi album in tela nella Collection Voir et Savoir su cui incollare le figurine delle collezioni, ottenendo praticamente un vero e proprio libro più che un album di figurine, grazie alle schede ricche di testo per ogni figurina:




- Album Chromos Voir et Savoir 3: L'Automobile, tome I, des origines à 1900 (1953)
Direction historique et technique: Jacques Martin.
- Album Chromos Voir et Savoir 4: L'Aviation, tome I, des origines à 1914 (1954)
Direction historique et technique: Jacques Martin
- Album Chromos Voir et Savoir 5: L'Aviation, tomeII, guerre 1939-1945 (1953).
Direction historique et technique: Jacques Martin
- Album Chromos Voir et Savoir 6; La Marine, tome I, des origines à 1700 (1954)
Direction: Jacques Martin
Collaboration historique et technique: Georges Fouillé e Bob de Moor
Album Chromos Voir et Savoir 7; La Marine, tome II, de 1700 à 1850 (1963)
Direction: Jacques Martin
Collaboration historique et technique: Georges Fouillé e Bob de Moor


Gli Studios Hergé hanno preparato anche altre collezioni sui costumi e sulle armi, ma tali figurine, mai pubblicate, sono conservate negli archivi della Fondazione Hergé. Alcuni esempi di originali abbozzati dal duo Hergé-Jacobs, anche per l’inedita Petit histoire du costume, sono visibili  nelle pagine di Hergé Chronologie d’une œuvre, Tome 5 1943-1949, di Philippe Goddin, Editions Moulinsart, 2004.

Gli album sono stati ristampati sotto forma di libri dalle Editions Septimus nella serie Tintin raconte…, ognuno con un disegno originale di Hergé in sovracopertina e con le figurine già stampate sulle pagine:



Tintin raconte... L'histoire de l'Automobile, des origines à 1900 (1978)
Tintin raconte... L'histoire de l'Aviation, guerre 1939-1945 (1979)
Tintin raconte... L'histoire de la Marine, des origines à 1700 (1979)
Tintin raconte... L'histoire de l'Aviation, des origines à 1914 (1980)
Tintin raconte... L'histoire de l'Aérostation, des origines à 1940 (1980)
Tintin raconte... L'histoire de la Marine, de 1700 à 1850 (1981)

In Italia, in contemporanea con gli albi e volumi di Tintin, l’editore Gandus pubblica 4 dei 6 album francesi (quello incompleto sulla ferrovia non può essere conteggiato). Mancando un settimanale dedicato al reporter con il ciuffo e non essendo possibile una raccolta di bollini Tintin, l’editore genovese rispetta ugualmente la filosofia del giveaway di Leblanc. Infatti fa un accordo con la Shell, per cui all’automobilista che fa rifornimento di benzina presso le stazioni di servizio è regalata una figurina alla volta, da incollare nel rispettivo album. Almeno, questo è valido per i primi due album con intestazione Shell e con figurine aventi sul retro, ovviamente, la pubblicità dell’industria petrolifera.

Gli album cartonati hanno grande formato, con 66 pagine simili a quelli dell’edizione originale. Similmente alla versione originale c’è molto testo di commento alle immagini delle figurine.




Hergé, L'automobile dalle origini al 1900, Gandus, 1964
edizione speciale per la Shell italiana
Due facciate di introduzione probabilmente tradotte dall’originale. L’opera, come le altre due successive, è accreditata alla direzione artistica e tecnica di Jacques Martin.





Hergé, L'aviazione dalle origini al 1914, Gandus, 1965
edizione speciale per la Shell italiana.
Questo album fa eccezione per avere, oltre alle due pagine di introduzione, anche un altro testo di due pagine intitolato L’editore italiano ai lettori, per sottolineare la presenza di pionieri italiani dell’aviazione, esclusi nella versione francese. Ha quindi 70 pagine, perché presenta 62 figurine.



In pratica una figurina è stata eliminata (n.23, Triplano danese del 1908) e ne sono state aggiunte tre nuove su aerei italiani (n° 38, 40 e 52), assenti nelle edizioni in francese e pertanto ricercate dai collezionisti tintinofili transalpini.



Hergé, La Marina dalle origini al 1700, Gandus, 1966.
Le figurine di questa raccolta e della successiva hanno il retro bianco.


Hergé, Palloni e dirigibili dalle origini ai giorni nostri, Gandus, 1967.
L’introduzione è firmata da Giuseppe Borselli, direttore responsabile anche degli Albi di Tintin

I copyright della Casterman sono del 1954 per il secondo e terzo album, del 1963 per il primo, mentre privo di data è il quarto, disegnato da Jacobs.


Già nel dicembre 1965, sul secondo numero degli Albi di Tintin appare una pubblicità in cui si annuncia l’uscita in libreria di due volumi rilegati on linson, a lire 5000 l’uno, quelli sulle automobili e sull’aviazione. In effetti, dal 1964 al 1967, sono stati editati tutti e quattro gli album in libreria, con sovracopertine diverse.