Il
magico mondo di Willy Vandersteen – prima parte
In
Belgio, come noto, esistono due importanti scuole di bedé, la École de Bruxelles altrimenti detta Ligne Claire, il cui capostipite è
stato Hergé, e la École de Marcinelle, caratterizzata dallo
Style Atomium, il cui capostipite è stato
Jijé. Ma forse non tutti sanno o
ricordano che esiste anche una terza scuola, la École Flamande de Antwerpen, cosiddetta perché le bedé sono
pubblicate in lingua fiamminga e il centro produttivo principale è ad Antwerpen
(Anversa).
I suoi
rappresentanti più validi sono:
Josef
“Jef” Nys,
autore di Jommeke (Jojo),
Marc Sleen,
creatore
di Nero (Néron),
Robert “Bob” De Moor,
creatore
di Cori,
Barelli,
nonché braccio destro di Hergé per Tintin e disegnatore di un episodio di Blake et Mortimer e uno di Lefranc,
e Willy Vandersteen,
autore
di Suske en
Wiske (Bob et Bobette),
Bessy
e De Rode Ridder (Le
Chevalier Rouge).
Al
contrario delle prime due, caratterizzate entrambe da un preciso stile grafico
comune agli artisti, la Scuola di
Anversa non ne ha uno particolare, essendo individuata più che altro da una
maniera comune di impostare le bedé create. Infatti in quelle storie i lettori possono
trovare aspetti sia realistici, che fantastici e umoristici,
oltre
a una malizia gioiosa alla Thyl
Uilenspiegel,
una
certa truculenza alla Breughel
o il
surreale alla Bosch. Un concetto
costante è, invece, quello della famiglia, molto sentito nei Paesi Bassi.
In
realtà da un punto da un punto di vista grafico i quattro autori su menzionati sembrano,
in qualche maniera, essere emuli di Hergé,
influenzati dal suo modo di concepire le storie, quindi naturalmente affini
alla Ligne Claire.
Willy Vandersteen,
in realtà, si considerava più un narratore che un disegnatore, come dimostrato
innegabilmente dalla sua capacità di creare contemporaneamente tante serie con
grande gradimento popolare, obiettivo irraggiungibile per gli altri grandi autori
della bedé belga.
Giova
ricordare che a Marc Sleen e ai suoi
personaggi è dedicato un museo a Bruxelles, situato in rue du Sables, di fronte
al Centre Belge de la Bande Dessinée,
visitabili entrambi con un unico biglietto.
Di
tutta questa produzione di bedé in lingua fiamminga, che riscuotono grande
successo di vendite nelle Fiandre, ben poco, o quasi nulla, è stato tradotto in
Italia, forse anche per una diversa sensibilità fumettistica che difficilmente
può fare breccia nel pubblico nostrano.
Le uniche eccezioni risalgono a un paio
di episodi di Bob et Bobette, versione francofona
di Suske en
Wiske,
e alcune strisce comiche mute del Principe Ri-ri (Le Prince Riri, versione francofona di ‘t Prinske),
entrambi pubblicati sul settimanale Tintin
della Vallardi nei lontani 1955-1956, e sei albi di Bob e Bobette editi dalla De Agostini
nel 1977, tutti firmati da Vandersteen,
più gli episodi dei celebri personaggi dei maestri della Ligne Claire realizzati da Bob
De Moor per il settimanale Tintin
e la recente traduzione del suo Cori. Una goccia nel mare!
Willy Vandersteen è
per le Fiandre ciò che Hergé è per
la Vallonia francofona, come testimoniano
il
museo nella sua casa di Anversa, lo studio omonimo ancora in attività a
Kalmthout,
le
numerose statue dedicate ai suoi personaggi, i 1800 albi pubblicati fino al
momento della sua scomparsa e 200 milioni di copie vendute, con correlato
merchandising.
Nel
1983, ha ricevuto nel suo studio perfino una visita della regina Fabiola, a
dimostrazione della sua popolarità e della considerazione di cui godeva.
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