giovedì 23 gennaio 2014

Antonio Scuzzarella


Intervista ad Antonio Scuzzarella, direttore editoriale della 001 Edizioni che in questi anni ha pubblicato numerosi volumi di produzione franco belga e che in catalogo conta diverse collane di fumetto internazionale.

Scuzzarella, la sua casa editrice nasce nel 2006 con l’intenzione di pubblicare un fumetto di qualità. Dopo otto anni può ritenersi soddisfatto del suo lavoro ?

AS: Sono stati otto anni straordinari ed abbiamo portato idee e grandi autori nel nostro paese. Siamo stati i primi a concepire l'idea del fumetto francese in paperback e a basso prezzo, formula adesso riconosciuta e imitata da tutti. Abbiamo portato i grandi autori del fumetto spagnolo e il meglio del fumetto sudamericano. La collana Made in Italy propone titoli spesso ristampati, quale indice di gradimento migliore? I lettori ci seguono sempre più apprezzando la passione e la qualità delle nostre pubblicazioni e l'impegno a non interrompere mai nessun progetto che incominciamo. Ma non ci riposiamo sugli allori e i prossimi due anni saranno importanti per la crescita di 001 Edizioni.


Abbiamo avuto modo di incontrarla sempre al Ficomic di Barcellona dove Lei presenta i suoi volumi in lingua spagnola. Le sue pubblicazioni vendono più in terra iberica o qui da noi?

AS: la 001 Ediciones è nata nel 2009, l'interesse per il fumetto e l'attenzione dei media in Spagna è di molto superiore rispetto l'Italia, al Ficomic gli autori sono impegnati in interviste e conferenze stampa con decine di testate tra quotidiani, radio, tivù, a cui si aggiungono webzine e siti specializzati. Anche il governo sostiene questo settore con l'istituzione del Gran premio Nacional del Comic, un premio che focalizza l'attenzione dei lettori su determinate opere o autori. Tutto questo aiuta il sistema fumetto, dall'altro la situazione in Spagna con la crisi economica ha colpito i consumi voluttuari, all'interno ci sono i fumetti sfortunatamente. Questo non vuol dire che non siano letti, è molto fiorente il sistema delle biblioteche pubbliche che hanno ampi settori dedicati al fumetto e molti si rivolgono lì, certo noi editori i libri vogliamo venderli ma con il sistema bibliotecario stiamo piantando dei semi che cresceranno si spera sempre di più in libreria.

Rispetto al nostro paese, in Spagna abbiamo constatato un maggior interesse per il fumetto franco belga. Secondo Lei, per quale motivo da noi questo scuola non è mai riuscita a decollare?

AS: Gli spagnoli amano il libro cartonato, e gli albi alla francese sono dei begli oggetti da mettere in libreria e da leggere, dall'altro la chiusura dei grandi editori degli anni '60 e '70 e la mancanza di un campione nazionale spagnolo come da noi il nostro Sergio Bonelli, ha spinto l'attenzione verso il prodotto franco-belga. L'educazione e le continue edizioni hanno creato uno zoccolo duro di appassionati, anche se negli ultimi anni le tirature sono diminuite, è un trend del sud Europa.



I volumi di Lady S hanno cambiato formato: dal 17x24 cm si è passati ad un più logico 19,5 x 27. Anche Valerian e Janitor saranno aggiornati a quest’ultima misura?

AS: Non so se la logica entri nella questione, quando 001 lanciò per prima in Italia con convinzione il fumetto francese in formato paperback abbiamo avuto grandi soddisfazioni, ed i lettori erano contenti, certo c'era e c'è un gruppo di lettori che aspirano ad edizioni più prestigiose in grande formato, ma l'Italia è anche un paese che vede nel fumetto un medium popolare, vendere albi di 48 pagine a 15/20 euro è complicato e si perde la fascia dei lettori giovani che infatti si sono riversati sui manga e sugli spillati superoistici. 001 France vuole portare il fumetto francese anche ai lettori giovani che rappresentano il futuro per una editoria sana. Riguardo Lady S, avendo avuto notizia che la serie continuerà per lungo tempo e visto che tutte le nuove serie beneficeranno di un formato maggiorato, provato già anni fa in Cryozone, mi è sembrato giusto solo per questa serie aumentare il formato. Le vecchie serie, Valerian, Janitor, Mardi-Gras manterranno il vecchio formato.

 
Quale, tra le serie francesi, Le ha dato maggior soddisfazioni in termine di vendite e da quale, invece, si aspettava un interesse maggiore?

AS: La selezione delle opere è molto accurata e cerchiamo di battere strade non sempre scontate, è facile pubblicare Moebius, 001 cerca di portare in Italia autori anche poco conosciuti nel nostro paese ma di grande valore. Una bella sorpresa è stata Fog di Bonin e Seiter che ha raggiunto anche il pubblico femminile.



Il Triangolo segreto con le sue stagioni, I.N.R.I., I custodi del sangue e le nuove Hertz e Lachrima Cristi hanno creato una base di appassionati.



Abbiamo fatto conoscere Bajram con Universal War One a breve ristampato. Meno attenzione dei lettori per i fumetti francesi più autoriali come Quartetto di Catel o Pascin di Sfar, anche se ultimamente c'è un risveglio anche per questo settore. Ottimi i primi risultati dell'ultimo David Prudhomme, La traversata del Louvre.

Durante le ultime mostre abbiamo visto che nel suo stand sono presenti i volumi pubblicati da Nova Express. In quale modo Lei è coinvolto in questa particolare iniziativa editoriale?

AS: 001 partecipa con una piccola quota in questo progetto che vuole creare un legame forte tra lettori ed editore, il lettore "entra" in redazione e propone titoli, se intorno a questo titolo si crea un gruppo sufficiente viene pubblicato. Anche titoli difficili. Il primo, Lefranc di Jacques Martin è stato scelto da un gruppo più ristretto e in poco tempo, mentre altri editori, e ci metto anche 001 nel novero, impiegherebbero minimo 3/4 anni.


Dopo Lefranc e Cori il mozzo, saranno pubblicate altre serie?

AS: Cori il mozzo di Bob de Moor arriva tutto insieme a fine gennaio, cinque volumi cartonati in grande formato. Per il 2014 sono previsti gli ultimi tre di Lefranc e due nuove serie: Storm di Don Lawrence, grande saga tra sci-fi e fantasy, un superclassico e Dan Dare di Frank Hampson, per entrambe sono previsti quattro volumi, ma per i dettagli preferisco parliate con il direttore di Nova Express.

Ci può fare qualche anticipazione anche per quanto riguarda il catalogo di 001 France?


AS: A febbraio uscirà il primo volume di Ladri di imperi di Dufaux e Jamar, il secondo a marzo e l'ultimo ad aprile, un feuilletton di grande bellezza. Quest'anno vogliamo diminuire l'intervallo di tempo tra un volume di una serie ed il successivo. A febbraio/marzo usciranno, infatti, l'ultimo de I custodi del sangue di Convard e Falque, il finale di Mardi-gras di Liberge e il quarto di Lady S di Van Hamme e Aymond. Tra marzo e aprile pubblicheremo due opere selezionate ad Angouleme 2014, Kabul Disco di Nicolas Wild e Il cane dagli occhi strabici di Étienne Davodeau. Finito Fog nel primo semestre 2014 arriverà H.M.S. His Majesty Shipil nuovo lavoro di Seiter, questa volta insieme a Roussel.


Grazie.


AS: Grazie anche a voi e complimenti per Zona-bedé, mi ricorda il mio vecchio blog tonnerredeBrest! dedicato al fumetto francese che qualche lettore ancora ricorda.

martedì 21 gennaio 2014

Jacques Laudy, uno “scozzese” alla corte di re Hergé


Fra i tanti artisti che brillano nel pantheon della Bedé belga, molti furono in realtà pittori o grafici pubblicitari prestati, con successo, al fumetto. Uno di essi fu Jacques Laudy, nato a Schaerbeeck nel 1907 (stesso anno di Hergé) e figlio di un ritrattista di origine olandese. 
Pittore classico allievo del simbolista Costant Montald, Laudy dipinse quadri con una finezza, che testimoniava il suo talento, soprattutto per i ritratti. Purtroppo, la Pop Art e l’Iperrealismo imperanti nell’ultimo periodo della sua vita, non gli permisero come pittore quel riconoscimento che meritava, fatto questo che lo amareggiò. Medesima cosa successe nel campo del fumetto, da lui considerato un ripiego, un semplice interludio nella sua vita.



Agli inizi degli anni 20, mentre frequentava l’Accademia di Belle Arti, conobbe Jacques Van Melkebeke, che, a sua volta, lo presentò a Edgar Pierre Jacobs. I tre formarono un trio di amici inseparabili e una traccia indelebile della loro amicizia è rimasta nei numerosi ritratti che si sono fatti l’un l’altro: l’esempio più eclatante è senza dubbio quello di Jacobs che prese Laudy a modello sia per Ron Calder, protagonista di Rayon U, che per il capitano Francis Blake, mentre utilizzò Van Melkebeke per il prof. Philip Mortimer.



Nel dicembre 1940, Jean Dratz, direttore artistico del settimanale Bravo!, chiese a Laudy di entrare a far parte della redazione come illustratore. Laudy realizzò una superba copertina a colori per il primo numero e  successivamente alcune illustrazioni per racconti scritti.






L’anno successivo presentò l’amico Jacobs a Dratz. Se da un lato a Laudy si deve l’ingresso dell’amico Jacobs nel mondo della Bedé, dall’altro Jacobs incoraggiò Laudy a disegnare sul periodico i suoi primi fumetti:

- Les aventures de Bilelabom et sa sœur Chibiche (1944-‘46) 
- Gust le flibustier (1946-‘48).



Con Bielabom Laudy affrontò il primo dei grandi temi della sua produzione, il fiabesco. Il secondo tema nell’episodio seguente fu il viaggio fino in Medio-Oriente. In Gust invece c’era l’altro grande tema prediletto, l’amore per la Scozia, che lo spinse a imparare a suonare la cornamusa e a girare per Bruxelles indossando il kilt!

Con Dratz e Jacobs collaborò anche al periodico fiammingo ABC e poi a Le petit Monde e Petits Belges-Zonnenland. Per Ons Volkske-Junior disegnò delle storielle comiche in silhouette. Utilizzò ampiamente le silhouette anche in molte vignette delle storie di Hassan et Kaddour. 



Nel 1946 Laudy fu chiamato dall’editore Raymond Leblanc a far parte dell’equipe di un nuovo settimanale, Tintin, insieme a Hergé, Jacobs e Paul Cuvelier, con caporedattore Van Melkebeke.

«Laudy è un tipo straordinario, ma - ricordava Hergé  - è l’uomo del Medioevo: quando viene a trovarmi, rifiuta di prendere l’ascensore…Non ha mai potuto o voluto adattarsi realmente alla tecnica del fumetto. Eppure, che talento, che poesia in ciò che faceva! Ma egli si considera soprattutto un pittore e un illustratore. Questo è il caso di Laudy [..] Noi, Jacobs e io, abbiamo per lui la più grande ammirazione. E siamo andati a trovarlo per chiedergli di lavorare con noi per Tintin. Allora ci ha detto una cosa incredibile: Il fumetto non mi interessa. Voi capite, quando non sapete più che fare mettete un testo per nascondere il disegno. È  un riempitivo!»
[Jean-Louis Lechat, Le Lombard 1946-1996 Un demi siecle d’aventure Tomo 1, 1946-1969]. 

Laudy disegnò fin dal primo numero di Tintin una storia medioevale su una leggenda delle Ardenne imperniata sul Cavallo Bayard e sui 4 figli di Aimone:

- La Légende des Quatre fils de Aymon (1946-‘47).


Disegno per copertina di Tintin




In questa storia, molto bella, ma di un realismo sanguinario che ricordava le Chansons de geste cavalleresche, si rivelava tutta la sua passione per il Medioevo e per le armi bianche, di cui possedeva una collezione di 6.000 pezzi circa. Purtroppo la riproduzione dei colori su Tintin non rese giustizia al cromatismo originale di Laudy, soprattutto per il rosso: il risultato non convinse l’editore Leblanc.

Sempre per Tintin, Laudy disegnò anche due racconti storici in cui l’insolito uso di acquerelli si mescolava alla sua passione per la Scozia:





- Rob Roy, dal romanzo di Walter Scott (1947-‘48) 
- David Balfour, dal romanzo di Robert L. Stevenson, su adattamento del quattordicenne Yves Duval (1952-‘53).




Poi diede vita a una coppia di inseparabili amici, Hassan et Kaddour, che sembravano una versione mediorientale di Zig et Puce di Allain Saint-Ogan o, forse più esattamente, di Don Chisciotte e Sancio Panza. Nelle loro storie, ideate con la complicità dell’amico Van Melkebeke, regnavano il fantastico e il meraviglioso, pur in un contesto storico preciso come nel caso della campagna napoleonica in Egitto. Di Hassan et Kaddour uscirono 6 episodi, più uno rimasto incompiuto per la sua scomparsa.

1. Le voleur de Bagdad (1948-‘49) - Volume Ed. Bédéscope (1979)  
2. Le Miroir Enchanté (1949-‘50) - Volume Ed. Bédéscope (1983)



3. Le Mamelouks de Bonaparte (1950-‘52) - Volume Ed. RTP (1975)



4. Les Emeraudes du Conquistador (1951-‘52) - Volume Ed. Bédéscope (1978)
5. Le Voeu Magique (1960-‘61) - Volume Ed. Bédéscope (1980)  
6La Mission du Major Redstone (1962) - Volume Ed. Bédéscope (1979) - Ed. Magic Strip (1986)


da "Le voleur de Bagdad"
Alcune tavole da "Le Mamelouks de Bonaparte"







Lo stile grafico di Laudy era più quello di un illustratore di storie fiabesche, da Mille e una notte, che non di un disegnatore di fumetti, infatti preferiva l’uso dei colori acquerellati a quello dei contorni neri e netti, cari alla Scuola di Bruxelles. Le storie piacquero ai lettori, meno alla direzione del settimanale.

Disegno per copertina di Tintin

Nessuna meraviglia che le relazioni con Hergé si deteriorassero, trovandosi su posizioni differenti sulla gestione di un giornale a fumetti. Non interessandogli minimamente rispettare i tempi di consegna dei lavori o che la lettura in un fumetto dovesse avvenire in senso obbligato entrò fatalmente in rotta di collisione con Hergé, il quale gli rimproverava, inoltre, l’utilizzo della magia nei suoi fumetti, contrariamente all’impostazione realistica che il creatore di Tintin aveva dato al periodico. Laudy proseguì la sua collaborazione con qualche opera per poi abbandonare definitivamente il settimanale nel 1962 e dedicarsi alla pittura.

La sua mania per il racconto storico lo portava a curare più la scenografia, l’atmosfera che non il racconto in se e per sé. Però i suoi racconti, pieni di ironia, candore e calore umano riflettevano la sua bontà d’animo. 

Nel 1993 scomparve lasciando un’autobiografia, le Royaume d’Edgar J., in cui mescolando reale e immaginario faceva intervenire i personaggi dei fumetti e i suoi due cari amici, van Melkebeke e Jacobs. In alcuni delicati disegni, ivi contenuti, ha ritratto se stesso e suoi due amici agli inizi della loro duratura amicizia quando erravano per le strade di Bruxelles.







Un segno dell’ostracismo di cui fu oggetto l’autore nel campo fumettistico fu la mancata riedizione in albi delle sue opere, di cui invece usufruirono quelle degli altri autori di Tintin. Solo dopo trent’anni dalla pubblicazione su Tintin alcune piccole case editrici ebbero il coraggio di editare in albi quelle storie. 

La sua produzione fumettistica, inedita in Italia, non è vasta ma gli spetta di diritto un posto di rilievo nella storia della Bedé belga sia per l’amicizia con Jacobs e van Melkebeke, sia per aver contribuito alla fama dei settimanali Bravo! e, soprattutto, Tintin, del quale, giova ricordarlo, fu uno dei quattro artisti fondatori.

lunedì 20 gennaio 2014

Vetrina del 20 Gennaio 2014

Uscite della settimana
(I titoli in verde sono inediti in Italia)


All'introvabile The Garfield Show e al suo contenuto è dedicato uno dei prossimi post.

LancioStory 3, Editoriale Aurea


Dopoguerra (Après-guerre, Le Lombard)
di Raives e Éric Warnauts (t/d)
1 - La speranza (L'espoir, 2013) 2a parte

Haggarth (Haggarth, Casterman)
di Victor De La Fuente(t/d)
2 - Il gioco degli scacchi (Le jeu d’échecs, 1979) 3a parte

Emporio generale (Magasin général, Casterman)
di Régis Loisel (t) e Jean Louis Tripp (d)
7 - Charleston (Charleston, 2011) 7a parte

Kogaratsu (Kogaratsu, Dupuis)
di Bosse (t) e Michetz (d)
8 - Sotto lo sguardo della luna (Sous le regard de la lune, 1999) 2a parte


Skorpio 4, Editoriale Aurea


HSE - Human Stock Exchange (HSE - Human Stock Exchange, Dargaud)
di Xavier Dorison (t) e Thomas Allart (d)
1 - Borsa umana (Tome 1, 2012) 2a parte

Rani (Rani, Le Lombard)
di Jean Van Hamme (t) e Francis Vallès (d)
4 - Maitresse (Maîtresse, 2013) 4a parte

La gioventù di Blueberry (La jeunesse de Blueberry, Dargaud)
di François Corteggiani (t) e Colin Wilson (d)
9 - Il prezzo del sangue (Le prix du sang, 1994) 2a parte


Vasco (Vasco, Le Lombard)
di Gilles Chaillet (t/d)
13 - I becchini di Belzebù (Les fossoyeurs de Belzébuth, 1994) 4a parte


Cosmo Color 5, Editoriale Cosmo



Wanted (Wanted, MC Productions)
di Simon Rocca (t) e Thierry Girod (d)
5 - Superstition Mountains (Superstition Mountains, 2000)


Lucky Luke 27, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport


Lucky Luke (Lucky Luke, Dupuis-Dargaud-Lucky Productions-Lucky Comics)
di René Goscinny e altri (t) e Morris (d)
49 - La corda dell'impiccato e altre storie (La corde du pendu et autres histoires, 1982)

di René Goscinny (t) e Pascal Dabere (d)
51 - Daisy Town (Daisy Town, 1983)


Michel Vaillant 60, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport

Julie Wood (Julie  Wood, Le Lombard, EDI-3)
di Jean Graton (t/d)
6 - Un orso, una scimmia e un side-car (Un ours, un singe...et un side-car, 1979) 3a parte


Michel Vaillant (Michel Vaillant, Le Lombard, Graton éditeur)
di Philippe Graton (t) e Jean Graton (d)
61 - La febbre di Bercy (La fièvre de Bercy, 1998)


Ancora in edicola


Blueberry 8, Editoriale Aurea

Blueberry (Blueberry, Dargaud)
di Jean Michel Charlier (t) e Jean “Gir” Giraud (d)
15 - Ballata per una bara (Ballade pour un cercueil, 1974)


Serie blu 16, Editoriale Cosmo


Il Decalogo (Le Decalogue, Glénat)
di Frank Giroud (t) e Paul Gillon (d)
7 - I congiurati (Les conjurés, 2002)
di Frank Giroud (t) e Lucien Rollin (d)
8 - Nahik (Nahik, 2002)
di Frank Giroud (t) e Michel Faure (d)
9 - Il papiro di Kôm-Ombo (Le papyrus de Kôm-Ombo, 2003)
di Frank Giroud (t) e Franz (d)
10 - L'ultima sura (La dernière sourate, 2003)


Serie gialla 16, Editoriale Cosmo


Bouncer (Bouncer, Les Humanöids Associées)
di Alejandro Jodorowsky (t) e François Boucq(d)
6 - La vedova nera (La Veuve noire, 2008)
7 - Due cuori (Cœur double, 2009)


Serie nera 4, Editoriale Cosmo

I ribelli (Les Revoltes, Glénat)
di Jean Dufaux (t) e Marc Malès (d)
1 - Primo sangue (Tome 1, 1998)
2 - Incubo americano (Tome 3, 1999)
3 - Vulcano (Tome 2, 2000)


Serie rossa 15, Editoriale Cosmo

I sentieri di Malefosse (Les chemins de Malefosse, Glénat)
di Daniel Bardet (t) e François Dermaut (d)
1 - Il diavolo nero (Le diable Noir, 1983)
2 - L'attentato (L'attentement, 1984)


Serie verde 4, Editoriale Cosmo

Millennium (Millénaire, Les Humanöids Associées)
di Richard D. Nolane (t) e François Miville-Deschênes (d)
1 - I mastini di Dio (Les chiens de Dieu, 2003)
2 - Lo scheletro degli angeli (Le squelette des anges, 2004)


Collana Prima 2, Mondadori Comics


La Via della Spada (La Voie du Sabre, Glénat)
di Mathieu Mariolle (t) e Federico Carlo Ferniani (d)
1 - Le ceneri dell'infanzia (Les Cendres de l'enfance, 2013)


Historica 15, Mondadori Comics


Belem (Belem, Glénat)
di Jean-Yves Delitte (t/d)
1 - Il tempo dei naufraghi (Le Temps des naufrageurs, 2006)
2 - Inferno in Martinica (Enfer en Martinique, 2008)
3 - Il vascello penale (Le yacht du bagne, 2009)
4 - L'ultimo viaggio (La dernière traversée, 2011)