sabato 30 novembre 2013

Il primo "figlio" di Goscinny e Uderzo

Quando Silvye Uderzo si autodefinisce “sorella di Oumpah-Pah e di Astérix” si dimentica di un “fratello”, per la precisione del primo figlio di René Goscinny e Albert Uderzo: Jehan Pistolet. Ecco il momento della sua prima apparizione all’inizio degli anni 50: 


Questo personaggio, mai visto in Italia, è il primo nato dalla fertile unione di questa coppia. Appare nel 1952 su Air Libre Junior, il supplemento per i ragazzi del quotidiano belga La Libre Belgique, e lì è pubblicato, una tavola la settimana,  per quattro anni sino al 1956.

Si tratta di cinque avventure in tutto di un pirata per caso, un garzone che decide di tentare l’impresa e si imbarca con una raccogliticcia ciurma su un rottame rimesso a galla. Sono ovviamente avventure umoristiche nelle quali Goscinny e Uderzo mettono a punto la loro vena comica che, negli anni, porterà al grande successo di Asterix. Anche il disegno di Uderzo e le caratteristiche dei personaggi sono in continua evoluzione, come si può vedere dai netti cambiamenti di Jehan Pistolet nei pochi anni che vanno dal primo abbozzo alla sua ultima avventura:


Al di là dei personaggi, Goscinny e Uderzo sono già in sintonia nella costruzione della gag. Per citare solo alcuni degli elementi che ritroveremo ricorrenti in Oumpah-Pah e Asterix, bastano i banchetti conclusivi alla fine della storia o le cene a base di cinghiale, i folli abbordaggi delle navi dei pirati o le strampalate tribù indiane.





La storia editoriale di Jehan Pistolet, dopo la sua prima pubblicazione, è stata travagliata.

Dopo aver concluso la sua vita su La Libre Junior, viene riproposto su Pistolin, settimanale pubblicitario del cioccolato Pupier, ma gli viene cambiato nome in Jehan Soupolet per differenziarlo da Pistolin, il personaggio principale da cui prende nome la rivista. Anche nel nome (Soupolet=Soupe au lait=Zuppa di latte) Goscinny anticipa la sua vena comica nel battesimo dei personaggi, che raggiungerà il suo acme nelle storie di Asterix.


Quando agli inizi degli anni 60 viene creato Pilote, per esigenze di tempi (sia Goscinny che Uderzo sono oberati di lavoro nella produzione di materiale per il settimanale) come pure per probabili motivi affettivi, Pistolet-Soupolet viene riproposto nel settimanale con le sue due prime avventure.


Poi bisogna aspettare quasi trent’anni perché ci sia la prima pubblicazione in libreria. Claude Lefrancq, uno dei coraggiosi editori che hanno ripescato e riproposto tesori della BD, inizia la pubblicazione della “Collection Al Uderzo”. L’ambizioso obiettivo di presentare l’integrale delle opere giovanili di Uderzo, come recita la quarta di copertina, viene mancato e solo le prime due avventure di Pistolet escono in album.
Dieci anni dopo le Edizioni Albert René riescono quasi a ripresentare tutte le storie: quattro albi cartonati e solo l’ultima breve avventura rimane inedita.

Poi quest'anno, a settembre......


....  finalmente, tutte le cinque storie sono disponibili in una splendida edizione integrale, arricchita da un corposo dossier sulla storia del piccolo pirata.


Jehan Pistolet  su “La Libre Junior

1. Jehan Pistolet corsaire prodigieux  (43 tavole) dal 26 (26/06/1952) al 16 (16/04/1953)

2. Corsaire du Roy  (45 tavole) dal n.17 (23/04/1953) al n.9 (04/03/1954)

3. Jehan Pistolet et l'espion  (45 tavole) dal n.10 (11/03/1954) al n.2 (13/01/1955)

4. Jehan Pistolet en Amérique (44 tavole) dal n.3 (20/01/1955)      al n.46 (17/11/1955)

5. Jehan Pistolet et le savant fou (23 tavole) dal  n.47 (24/11/1955) al n.17 (26/04/1956)

Jehan Soupolet  su “Pistolin

Riproposizione di alcune storie dal 1954


Jehan Soupolet su “Pilote

1. Jehan Pistolet corsaire prodigieux  (35 tavole rimontate) dal n.14 (/1/ 1960) al n.46 (8/9/1960)

2. Corsaire du Roy  (45 tavole) dal n.67 (2/2/1961) al n.91 (20/7/1961)



Jehan Pistolet, album Lefrancq

1. Jehan Pistolet corsaire prodigieux  (Collection Al Uderzo n.3, 1989)

2. Corsaire du Roy  (Collection Al Uderzo n.6, 1991)




Jehan Pistolet, album Éditions Albert René

1. Jehan Pistolet corsaire prodigieux  (1998)

2. Corsaire du Roy  (1998)

3. Jehan Pistolet et l'espion  (1999)


4. Jehan Pistolet en Amérique (2002)

mercoledì 27 novembre 2013

Appunti sulla bande dessinée franco-belga

L’inserto centrale del numero 87 (Ottobre 2013) del Fumetto, trimestrale dell’ANAFI, Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione, contiene la terza parte degli “Appunti sulla bande dessinée franco-belga”. Le prime due parti sono state pubblicate  nel numero 81 (Marzo 2012) e nel numero 84 (Ottobre 2012). Anche se necessariamente condensata, si tratta comunque di una piccola storia del fumetto francese da non mancare di leggere.



Dopo le parti dedicate rispettivamente al periodo anteguerra, l'Age d'Or, e alle pubblicazioni tascabili, i cosiddetti petits formats, questa volta  tocca ai grandi editori e alle più diffuse pubblicazioni del dopoguerra, da Spirou a Tintin, da Pif a Pilote. L’inserto contiene anche un breve articolo sulla “linea chiara”, stile caratteristico della produzione a fumetti di alcuni dei maggiori nomi del fumetto franco-belga.



Nella copertina dell’inserto una gara tra i personaggi simbolo delle quattro più diffuse testate del periodo, anche se manca Tintin. La politica di protezione dell’immagine attuata da Nick Rodwell, amministratore delegato della Moulinsart, impedisce l’uso dell’immagine della creatura di Hergé anche a scopo di illustrazione o citazione. Rodwell è giunto alla testa della società che amministra l’eredità di Hergé dopo aver sposato Fanny Vlamynck, sua vedova. Per poter utilizzare vignette, tavole o disegni occorre sottostare a una pesante forma di autorizzazione anche del testo. Per questo motivo tanti saggi su Tintin sono pubblicati senza alcuna illustrazione.



Delle quattro testate, solo Spirou si può trovare ancora nelle edicole d’oltralpe. Tintin non è sopravvissuto in nessuna edizione, malgrado un paio di cambi di nome. Pif ha tentato, senza successo, una nuova rinascita nel 2004 ma la sua nuova corsa si è arrestata dopo solo 53 numeri. Pilote ha provato con il cambio di periodicità, poi con la fusione con Charlie Mensuel, poi con qualche speciale a cadenza annuale.
Il vincitore di questa interminabile maratona è dunque il ragazzo dell’ascensore dalle mille vite, che proprio quest'anno festeggia il suo 75mo compleanno!

Per ogni informazione sull'ANAFI e sulla rivista Il Fumetto scrivere a: info@amicidelfumetto.it

martedì 26 novembre 2013

Harry Dickson, il detective sconosciuto della bande dessinée

Tra le serie a fumetti più’ interessanti del panorama franco belga ne troviamo una, ma non è certo la sola, completamente e inspiegabilmente ignorata dagli editori italiani. Si tratta delle avventure di Harry Dickson, un personaggio che trae ispirazione dai romanzi scritti da Jean Ray nella più pura tradizione dei romanzi degli anni '30, i classici con il detective impegnato a risolvere enigmi in una storia di spionaggio. Lo stile del disegno è quello "linea chiara", tanto caro agli appassionati della bande dessinée.




Leggendo questo fumetto è impossibile non fare paragoni con quello più famoso di Blake e Mortimer di Edgar P. Jacobs. I personaggi, le ambientazioni, le atmosfere e perfino il ritmo di lettura sono quelli. Ma se qualcuno sospetta che si tratti solo di una brutta copia, sbaglia. La sceneggiatura di Christian Vanderhaeghe, che ha adattato a fumetti Harry Dickson, è molto curata e lascia al lettore una gradevole tensione che appassiona alla lettura. Altrettanto buono il lavoro di Pascal J. Zanon, il disegnatore belga di origini italiane.



Il plot narrativo vede il detective Harry Dickson, personaggio centrale della serie, alle prese con un’organizzazione criminale “La banda del ragno”, il cui leader è la bella e giovane francese Georgette Cuvelier, una sorta di colonnello Olrik in gonnella. Dickson e la Cuvelier hanno una forte attrazione l’uno per l’altra, anche se il loro ruolo agli antipodi impedisce che sbocci l’amore. L’assistente di Dickson è l’impetuoso e candido Tom Wills che in più di un’occasione ha tolto le castagne dal fuoco al suo capo. Harry Dickson, famoso e riconosciuto in tutto il Regno Unito, intrattiene rapporti cordiali con Scotland Yard e, in particolare, con il sovrintendente Goodfield con il quale ha instaurato un’ottima collaborazione professionale.



 Harry Dickson è un detective americano, ma vive a Londra in un lussuoso appartamento sito presso la prestigiosa Baker Street. Con lui convivono la domestica Mrs. Crown e l’assistente Tom. Il colto Dickson, oltre al fascino femminile, ha una grande passione per le belle auto e gli aerei, che egli stesso pilota, e che l’autore Pascal Zanon disegna in maniera davvero impeccabile. La serie debutta sul periodico Charlie Mensuel nel numero 37 del 1985 ed è stata pubblicata in volumi cartonati dall’editore Art & B.D e da Dargaud.





lunedì 25 novembre 2013

Vetrina del 25 Novembre 2013


Da questa settimana ogni lunedì segnaleremo quanto è uscito in edicola e in libreria, con informazioni sulla serie e gli autori, il titolo originale e l'anno di prima pubblicazione. Qualche eventuale nota aggiuntiva segnala casi particolari o degni di rilievo.

Oggi le principali case editrici che presentano BD sono:
  • Aurea Editoriale, con il mensile AureaComix (non esclusivamente dedicato a fumetti di provenienza franco-belga), i due settimanali Skorpio e LancioStory che presentano in ogni numero 4/5 lunghe puntate di ogni personaggio o album, e il mensile Blueberry interamente dedicato alla pubblicazione cronologica di Blueberry;
  • Editoriale Cosmo, con ben 6 serie di cui quattro mensili con due avventure in bianco e nero (Serie Blu, Serie Verde, Serie Rossa e Serie Gialla), una bimestrale (Serie Nera) con storie complete (due/tre album originali) e una a colori di formato più grande  (I Grandi Classici dell'Avventura);
  • Mondadori Comics, con il mensile Historica (cartonato a colori contenente tre/quattro albi originali) e Prima di recentissima uscita;
  • La Gazzetta Dello Sport, con le due integrali di Michel Vaillant e Lucky Luke;

nei prossimi post analizzeremo meglio la produzione e la qualità di queste testate.




AureaComix 43, Editoriale Aurea

Long John Silver (Long John Silver, Dargaud)
4 -  Guyanacapac (Gyanacapac, 2013)
di Xavier Dorison (t) e Mathieu Lauffray(d)

La serie si conclude con questo quarto album. I precedenti episodi sono stati pubblicati nei numeri 1 (Lady Vivian Hastings), 3 (Neptune) e 12 (Il labirinto di cristallo).

Skorpio n. 47, Editoriale Aurea

Solo intorno al mondo (Seul autour du monde, Dargaud)
Vendée Globe (Une historie de Vendée Globe, 2012), 2a parte
di Renaud Garreta (t/d) e Alexandre Chenét (d)

Miss Ottobre (Miss Octobre, Le Lombard)
1 - La morta del mese (Playmates 1961, 2012), 4a parte
di Stephen Desberg (t) e Alain Queireux (d)

Vasco (Vasco, Le Lombard)
11 - Il regno proibito (Le royaume interdit, 1992) 3a parte
di Gilles Chaillet (t/d)

La gioventù di Blueberry (La jeunesse de Blueberry, Dargaud)
7 - Caccia spietata (La poursuite impitoyable, 1992), 1a parte
di François Corteggiani (t) e Colin Wilson (d)

Lancio story n. 47, Editoriale Aurea


SISCO (Sisco, Le Lombard)

6 -Trattativa a 9mm (Négociations en 9 mm, 2013), 2a parte
di Benec (t) e Thomas Legrain (d)

Kogaratsu (Kogaratsu, Dupuis)
6 – L’uomo sull’onda (L'homme sur la vague, 1995),  2a parte
di Bosse (t) e Michetz (d)

I Quattro angoli del mondo (Les Quatre Coins du monde, Dargaud)
2 (Livre 2, 2012), 6a parte
di Hugues Labiano (t/d)

Il convoglio (Le Convoi, Dupuis)
2 (Seconde partie, 2013), 6a parte
di Denis Lapière (t) e Eduard Torrents (d)

Emporio generale (Magasin général, Casterman)
6 – Ernest Latulippe (Ernest Latulippe, 2010), 5a parte
di Régis Loisel (t) e Jean Louis Tripp (d)

Blueberry n. 6, Editoriale Aurea

Blueberry (Blueberry, Dargaud)
11- La miniera del tedesco perduto (La mine de l’alemand perdu, 1972)
12 - Lo spettro dai proiettili d’oro (Le spectre aux balles d’or, 1972)
di Jean Michel Charlier (t) e Jean “Gir” Giraud




Lucky Luke n.18, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport

Lucky Luke (Dupuis, Dargaud, Lucky Productions, Lucky Comics)
40 – Il Granduca (Le Grand Duc, 1973)
9 – Rotaie sulla prateria (Des rails sur la prairie, 1957)
di René Goscinny (t) e Morris (d)

L'avventura Rotaie nella Prateria segna il debutto della collaborazione tra Goscinny e Morris nella realizzazione delle avventure di Lucky Luke. Al tempo della sua prima pubblicazione non era prassi indicare l'autore dei testi, per questo motivo il nome di Goscinny non compare in copertina, e anche i testi sono attribuiti a Morris.


Michel Vaillant n.52, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport


Michel Vaillant (Le Lombard, Graton éditeur)
52 – Formula 3000 (F3000, 1989)
di Jean Graton (t/d) e Guillaume Lopez (d)

Julie Wood (Le Lombard, EDI-3)
4 – Niente regali per Julie (Pas de cadeau pour Julie, 1978) 1a parte
di Jean Graton (t/d)



Collana Prima n.1, Mondadori Comics

Elric (Elric, Glénat)
1 – Il trono di Rubino (Le trône de rubis, 2013)
di Julien Blondel (t) e Didier Poli, Robin Recht e Jean Bastide (d)

Historica n. 13, Mondadori Comics

Piuma al vento (Plume aux vents, Glénat)
1 – La pazza e l’assassino (La folle et l'assassin, 1995)
2 – Falco Tonante (L'oiseau-tonnerre, 1996)
3 – Il bel tenebroso (Beau-Ténébreux, 2001)
4 – Né dio, né demonio (Ni Dieu ni diable, 2002)
di Patrick Cothias (t) e André Juillard (d)

Dopo oltre 10 anni Juillard ha ripreso la matita per disegnare nuove avventure dello Sparviero, la cui uscita è prevista nella prima parte del 2014.  

I grandi classici dell’avventura n.2, Editoriale Cosmo

Wanted (Wanted, MC Productions)
 Il canyon della morte (Le canyon de la muerte, 1996)
di Simon Rocca (t) Thierry Girod (d)



Serie blu n. 14, Editoriale Cosmo

Il Decalogo (Le Decalogue, Glénat)
– La meteora (Le météor 2001)
di Frank Giroud (t) e Jean-François Charles (d)
 Il giuramento (Le serment  2001)
di Frank Giroud (t) e TBC (d)

Le (ovviamente) dieci storie che costituiscono questa serie, scritte tutte da Frank Giroud, sono state illustrate ognuna da un diverso disegnatore: Béhé, Giulio De VitaJean-François Charles, TBC, Bruno Rocca, Alain Mounier, Paul Gillon, Lucien Rollin, Michel Faure e Franz.



Serie rossa n. 13, Editoriale Cosmo

Black Crow (Black Crow, Glénat)
– La collina di sangue (La colline de sang, 2009)
 Il tesoro maledetto (Le trésor maudit, 2010)
di Jean-Yves Delitte t/d)

Di Black Crow sono finora stati pubblicati in Francia 4 album, più due della serie Black Crow raconte

Serie gialla n. 14, Editoriale Cosmo

Bouncer (Bouncer , Les Humanöids Associées)
1 – Un diamante per l’aldilà (Un Diamant pour l'Au-delà, 2001)
2 – La pietà dei carnefici (La Pitié des Bourreaux, 2002)
di Alejandro Jodorowsky (t) e François Boucq(d)

Serie verde n. 2, Editoriale Cosmo

La Leggenda (Légende, Soleil)
 La grande battuta (La grande battue, 2006)
4 – Il signore dei sogni (Le maitre des songes, 2008)
di Yves Swolfs (t/d)

domenica 24 novembre 2013

Le Avventure di Tidino






Alla fine degli anni 50, su alcuni settimanali per ragazzi tra cui il Giorno dei Ragazzi e il Corriere dei Piccoli sono apparse, con ritmo saltuario, le avventure di Tidino ,Era un personaggio pubblicitario della Tide, marca di detersivo che metteva tanti regalini nelle scatole (a chi piacevano le macchine a frizione, a chi i soldatini, a tutti il gusto della sorpresa).
In realtà il personaggio si chiamava Bonux Boy ed era disegnato da Benoit Gillain e - pare - anche da suo padre, il grande Jijé.




Si trattava di brevi avventure di tre/quattro tavole pubblicate una alla settimana, apparse dal 1958 al 1961 sul Journal de Mickey, sulle edizioni belga e francese del Tintin, su Spirou, e successivamente anche su Pilote. In quel caso non si trattava del sapone in polvere Tide ma di un'altro prodotto della Procter & Gamble, il Bonus ribattezzato Bonux in Francia.




Nel 1959 Bonux Boy ha goduto anche di una testata a suo nome, durata diciassette di numeri. Si tratta di un albo formato libretto di una cinquantina di pagine in bianco e nero oggi introvabile e molto ricercata. Su questa pubblicazione, oltre a storielle di Bonux Boy di otto paginette, sono apparse anche le firme di alcuni grandi della BD, tra cui Bara, Giraud e Craenhals.


In contemporanea sul Giorno dei Ragazzi e sul Corriere dei Piccoli sono state pubblicate le seguenti mini-avventure:
  • Il tesoro di Tidino dal n. 25 al 27 del 1959 (GdR e CdP)
  • Tidino gioca ai pirati dal n. 28 al 30 del 1959 (GdR e CdP)
  • Tidino e la festa di Natale dal n. 39 al 42 del 1959 (GdR e CdP)
  • Tidino e Babbo Natale dal n. 43 al 46 del 1959 (GdR e CdP)
  • Tidino in montagna dal n. 50 del 1959 al 1 del 1960 (GdR), dal n. 49 al 52 del 1959 (CdP)
  • Il sogno di Tidino dal n. 2 al 5 del 1960 (GdR),  dal n. 1 al 4 del 1960 (CdP)
Solo sul Corriere dei Piccoli:
  • Tidino in America sui n. 14, 16 e 18 del 1960
  • Tide park sui n. 24 e 26 del 1960
  • Tidino al mare sui n. 39, 41 e 46 del 1960 (B/N)
  • Tidino e il maragià sui n. 45, 47 e 49 del 1960 (B/N)
  • Tidino, Mimmo e la tombola nel n. 52 del 1960 (B/N)

venerdì 22 novembre 2013

Le tre vite di Bravo

Nella vita editoriale di Bravo! è possibile distinguere tre periodi:

Periodo fiammingo [1936-1940]

Emigrato in Belgio agli inizi del secolo, l’olandese Jan Meuwissen diventò editore di periodici di moda. Dopo la prima guerra mondiale diversificò la produzione pubblicando anche Cine Revue, Femmes d’Aujourd’hui/Het Rijk der Vrouw, ABC e AZ, organo culturale del partito socialista belga, allora in espansione. Avendo seguito con interesse le pubblicazioni di Paul Winkler e della sua Opéra Mundi, decise di editare un settimanale per la gioventù, Bravo! affidandone la stampa alla Nederlandsche Rotogravuur Maatschappu (NRM), che stampava anche Femmes d’Aujourd’hui.


La gestione del settimanale in lingua olandese fu affidata allo scrittore Jean Ray, che sotto vari pseudonimi ha pubblicato in quattro anni ben 197 racconti e 23 romanzi a puntate. La veste editoriale ricordava quella degli illustrati dell’epoca per la carta, il formato e i colori in bicromia blu e rossa in tutte le sfumature. C’erano i fumetti e una parte redazionale. Pregevoli le avventure poliziesche di Edmund Bell, con testo di Ray sottostante le vignette e disegni del pittore Van den Berghe.




Periodo bellico in francese e olandese [1940-1945]

Per vicissitudini conseguenti all’Occupazione nazista, l’editore decise di creare una versione francese del periodico cambiando il proprio nome in Jean Meuwissen e passando la produzione alla Sociéte Anonyme de Rotogravure d’Art (SAR), equipaggiata per la stampa in elioincisione. Sotto la direzione artistica di Jean Dratz e il caporedattore Eugéne Peeters il settimanale uscì a colori, con il concorso di nuovi autori e illustratori. Il target dei lettori non era più quello adolescenziale ma dei giovanissimi (6-12 anni) perché era quello su cui i nazisti non esercitavano una vera censura. In pratica i lettori erano più giovani di quelli di Spirou. Con l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto le strisce americane furono sospese e con urgenza furono reclutati i nuovi autori Laudy, Sirius, Jacobs, Vandersteen, il cui impulso, grazie anche alla sospensione di Aventures illustrées-Bimbo, Petits Belges e Le Journal de Spirou, permise a Bravo! di superare le 300.000 copie, di cui oltre i due terzi nella versione francese. 
Jacobs (futuro creatore di Blake et Mortimer) in brevissimo tempo riuscì a creare delle tavole che conclusero in maniera dignitosa la storia di Gordon l’intrépide (Flash Gordon), al contrario di quanto successe in Italia sull’Avventuroso di Nerbini, i cui lettori non seppero come finirono le avventure del biondo eroe sul pianeta Mongo, sostituite all’improvviso da un tedioso I tre di Macallé di Giove Toppi, un racconto coloniale che pagava un tributo all’apologia del fascismo e dell’italianità.

Ecco le cinque puntate di Gordon l'Intrépide disegnate da Jacobs:







Nell’aprile del 1944 la tiratura del settimanale aumentò ulteriormente in concomitanza con la pubblicazione di Sindbad le marin di Vandersteen,  Le Rayon U di Jacobs e altri fumetti.
Sul piano ideologico i contenuti del periodico furono inattaccabili dalla censura nazista, non essendovi che poche allusioni indirette al conflitto in corso. Alla fine della guerra, nella relazione dell’esperto contabile designato dal tribunale militare c’era scritto di non aver trovato alcun tipo di propaganda per i nazisti, anzi si sottolineava come era stata rifiutata una pubblicità per reclutare lavoratori in Germania.

Periodo post bellico [1946-1951]




Nell’ottobre 1944 il periodico ricompariva con la scritta “Nuova Serie” e privo di data, con grande disappunto dei collezionisti. Nonostante l’impostazione della rivista fosse ancora quella di Dratz, purtroppo i “vecchi” autori avevano diradato le loro collaborazioni, perché attirati da altre pubblicazioni. Il che portò nel 1951  a un cambiamento della testata in Journal des enfants de Femmes d’Aujourd’hui, anticamera della chiusura definitiva nel 1951.








mercoledì 20 novembre 2013

Nuova vita per la BD oggi in Italia


Dall’immediato dopoguerra in poi, in Italia sono stati tradotti moltissimi personaggi transalpini, però la loro importazione è stata penalizzata dall’insicurezza degli editori nostrani, che, tranne rare eccezioni, sono stati poco propensi a rischiare in un mercato caratterizzato da alta instabilità di vendite, quale è quello italiano. Storicamente essi hanno sempre preferito affidarsi ai prodotti bonelliani, a quelli provenienti dal Nuovo Mondo e da qualche decennio anche dal Giappone.



Come risultato hanno riprodotto fino a poco tempo fa gli episodi delle serie francesi in maniera caotica, non rispettando le cronologie, spesso in vesti editoriali inadeguate e formati dalle misure differenti rispetto a quelle originali, con interruzioni improvvise delle serie e con passaggi da un editore all’altro: per leggere i 21 episodi di Alexis Mac Coy, splendida serie western di Antonio Hernandez Palacios e Jean-Pierre Gourmelen, i lettori italiani hanno dovuto aspettare 15 anni e numerosi editori (L’Isola Trovata, Comic Art, Bonelli-Dargaud, Eura Editoriale, Vallecchi e Nuova Frontiera), con differenti formati e vesti editoriali. Il risultato di tale sconsiderata politica editoriale è stato di aver creato disorientamento, rabbia e disaffezione nei lettori, che hanno preferito rifugiarsi nei più comodi e confortanti formati Bonelli, comic book o manga.



Solo le cronologie di pochi personaggi franco-belgi, rientranti nella categoria degli evergreen, sono state interamente tradotte, addirittura riproposte più volte in supporti cartacei differenti: Astérix, Tintin, Blueberry, Blake et Mortimer, Les Schtroumpfs, Sitting Bull, Les passagers du vent, Les sept vies du l’Épervier e altri.



Oggi stiamo assistendo a una rinascita di interesse da parte degli editori italiani per il fumetto franco-belga: Nona Arte, 001, Magic Press, Alessandro Editore, Panini e altri si sono buttati su questo quarto universo fumettistico, le cui potenzialità non sono ancora state pienamente apprezzate dal mercato italiano. Purtroppo però, gli errori del passato non sembrano aver insegnato nulla perché sussistono ancora situazioni che disorientano un lettore: per esempio la bella serie Historica della Mondadori presenta in tre volumi cartonati a colori tutto il ciclo de Le sette vite dello Sparviero di Patrick Cothias e André Juillard (peraltro già proposto ottimamente al pubblico italiano da Glénat Italia e Lizard) mentre la Cosmo propone in formato bonelliano e in bianco e nero il ciclo di Masquerouge dei medesimi autori; oppure sempre Cosmo presenta nelle edicole il ciclo di Bouncer di Alejandro Jodorowskj e François Boucq mentre in contemporanea nelle fumetterie la Magic Press ripropone l’integrale del pistolero monco in agili volumi brossurati a colori; le collane di Michel Vaillant, Luky Luke e Buck Danny (personaggi ampiamente già proposti da altri editori nel passato, anche se non integralmente) oggi sono riproposte integralmente ma non in ordine cronologico, con la scusa che i primi episodi potrebbero non piacere a un lettore italiano!



Gli editori dovrebbero ricordare che se uno compra quei magnifici personaggi è perché già li conosce e li apprezza e se è disponibile ad accollarsi una spesa per un prodotto che già possiede, anche se in sequenza incompleta, è perché gradirebbe avere la serie integrale e cronologica: numero 1, 2, 3 e via dicendo. Ma questo rimane un pio desidero dei lettori, che poi sono quelli che sborsano i soldi determinando il successo o meno di una collana.





lunedì 18 novembre 2013

Bravo Bravò!

Quando si parla della storia dei fumetti belgi di solito l’attenzione si focalizza sempre su tre settimanali: Le Petit Vingtiéme [1928-1940], che vide la nascita del fenomeno Hergé-Tintin, Le journal de Spirou [1938 - oggi], fucina di autori che diede origine alla Scuola di Marcinelle e allo Stile Atom, e Tintin [1946-1988], culla della Scuola di Bruxelles. In realtà ci furono altri due importanti periodici belgi, di cui si parla poco in Italia: Heröic Albums [1945-1956] e Bravo! [1936-1951].



Sul periodico Bravo! dell’editore Jan Meuwissen, magnate della stampa olandese, il giornalista saggista Frans Lambeau ha scritto nel 2000 un breve saggio, Bravo! un hebdo des annes 40 [Chambre Belge des Experts en Bandes Dessinées] e ne parla diffusamente nella sua ultima fatica, il documentatissimo Dictionnaire illustré de la Bande Dessinée Belge sous l’Occupation, (André Versaille Éditeur, 2013), 334 pagine a colori in formato orizzontale. Il dizionario, con prefazione di Philippe Goddin, eminente tintinologo autore della monumentale Chronologie d’une œuvre (Editions Moulinsart, 2008-2011), presenta in ordine alfabetico voci che riguardano tutto quel che successe nel mondo del fumetto belga sotto l’occupazione nazista: dagli editori agli autori, dai collaborazionisti veri o presunti (Van Melkebeke, Hergé e compagnia) ai personaggi e alle testate, compreso Bravo!.



Nel panorama dei settimanali belgi dell’anteguerra e del periodo bellico la formula di Bravo!, secondo Lambeau, rappresentava una perfetta miscela fra fumetti (elemento ludico), racconti illustrati (elemento narrativo) e scritti redazionali per il pubblico (elemento comunicativo), oltre a aver stimolato una produzione autoctona  che spinse alcuni giovani autori a credere nel linguaggio fumetto e dare vita a un fenomeno fumettistico di livello europeo. Per tali motivi il giornalista parla addirittura di uno “Stile Bravo!”, imitato da altri periodici per la gioventù: il confessionale Grand Coeurs, i brussellesi Story, Annette e soprattutto Tintin.



Il periodico presentava opere di classici fumetti statunitensi della KFS, di autori olandesi sconosciuti, francesi (Edmond-François Calvo, Raymond Cazanave, Guy Mouminoux, Jacques Martin, Rob-Vel, Alain Saint-Ogan, Albert Uderzo) e, ovviamente, belgi (Paul Cuvelier, Edgar Pierre Jacobs, Jacques Laudy, Max Mayeu detto Sirius, Raymond Reding, Willy Vandersteen, oltre al pittore espressionista Frits Van den Berghe e lo scrittore Jean Ray).
Come si può vedere nel periodico erano presenti alcune delle migliori firme franco-belghe, in particolare quelle che nell’immediato dopoguerra parteciparono al settimanale Tintin.