giovedì 12 dicembre 2019

Da leggere sotto l'albero...



I mesi che precedono il Natale portano nelle librerie e nelle fumetterie della Francia una valanga di bédé, che rappresentano un terzo di tutte le uscite dell’anno. Ma non si tratta solo di una massa di albi che riempiono gli scaffali di un mercato di nicchia come da noi in Italia, perché un incredibile numero di essi si posiziona in cima alla graduatoria dei libri più venduti, indipendentemente dal genere.


In questi giorni in cima alla classifica dei Top Ten sono saldamente posizionati Astérix - La Fille de Vercingétorix al primo posto del podio e “Blake et Mortimer 26 – La vallée des Immortels - Tome 2 – Le Millième Bras du Mékong al secondo. Poco lontano, al sesto, il manga The promised NeverLand 2 e a breve distanza, all’ottavo, Largo Winch 22 - Les voiles écarlates, di Éric Giacometti e Francq. Un secondo manga, questa volta della serie Dragon Ball, lo segue a un’incollatura al nono posto. Come si vede cinque delle prime dieci posizioni sono occupate da volumi di storie disegnate, tre da bédé!


Al di là di questa classifica che mostra la presenza di altre due bédé nelle successive dieci posizioni, ovvero Alix 38 - Les Helvètes di Mathieu Bréda e Marc Jailloux e Lady S 14 - Code Vampiir di Philippe Aymond, proviamo a vedere quali nuove uscite possiamo aspettarci di trovare in edizione italiana. Asterix e Blake e Mortimer come si sa sono già disponibili, pubblicati rispettivamente da Panini e Alessandro



Largo Winch è ovvio aspettarselo prima o poi nella pagine di Lanciostory e Lady S in quelle di Skorpio, e chissà che, vista la fortuna della collana Albi Avventura nella quale sono stati ripresentati tutti gli episodi precedenti dei due, qualcuno non li proponga in albo.


Alix (si tratta della serie principale) non c’è speranza di vederlo, almeno a breve, vista la riuscita sia della collana Mondadori Comics che degli integrali Nona-Arte.
Diamo adesso uno sguardo alle novità che si possono trovare negli scaffali francesi che potrebbero interessare il pubblico italiano.


Les Nouvelles aventures de Bruno Brazil 1 - Black Program è uscito per i tipi di Nona-Arte in contemporanea con la Francia e promette di essere una delle migliori prosecuzioni di una serie classica. A differenza di molte altre riproposizioni, questa volta si tratta di una vera e propria continuazione dell’ultimo episodio disegnato dal grande William Vance.


L’espoir malgré tout – deuxieme partie” è la seconda parte del capolavoro di Emile Bravo che ci mostra le avventure di Spirou e Fantasio nel periodo dell’occupazione nazista del Belgio. Nona-Arte ci ha presentato un anno fa la prima parte in italiano e siamo fiduciosi che tra qualche tempo coninuerà a proporci questa bella saga prevista in quattro volumi.


Undertaker di Xavier Dorison e Ralph Meyer è giunto al quinto episodio, L'Indien blanc. In passato la Collana Western ha pubblicato le prime due storie. Non possiamo credere che qualche editore italiano non sia già al lavoro o stia pensando di offrirli sul mercato italiano. Si tratta di una delle poche serie che sono riuscite finora a mitigare nei lettori la fine del Blueberry di Giraud.


Blake et Mortimer - Le dernier pharaon, storia fuori collana di Blake e Mortimer di Schuiten, è ora proposta nella versione bibliofila, ovvero in bianco e nero. Questo dovrebbe soddisfare tutti i fan dell’artista belga che avevano trovato la colorazione dell’albo decisamente pesante.


Mattéo, la saga di Gibrat sulla guerra di Spagna si arricchisce di un nuovo capitolo, Cinquième époque, relativo al periodo Septembre 1936 - janvier 1939. Magari non immediatamente, ma siano fiduciosi che Alessandro prosegua nella proposizione di questa lunga storia che si avvicina, lentamente, alla conclusione.


E per concludere questa veloce e sommaria rassegna senza pretesa di essere esaustiva, Amertume Apache, il nuovo albo di Blueberry ad opera di Joann Sfar e Christophe Blain, proposto da subito anche nella versione in bianco e nero. Si tratta del primo episodio di una storia a continuazione, della quale si sa giù il titolo successivo, Les Hommes de non-justice. Sull’edizione italiana possiamo metterci la mano sul fuoco, sulla possibilità che la coppia possa farci dimenticare Giraud un po’ meno…



lunedì 9 dicembre 2019

Vetrina del 9 dicembre 2019


Uscite della settimana
(I titoli in verde sono inediti in Italia)
Costo totale delle novità della settimana: 18,29

Historica Biografie 32, Mondadori Comics - € 8,99


Napoleone (Jacques Martin présente, Casterman)
di Pascal Davoz (t) e Jean Torton (d)
7 - Napoleone - parte quarta (Napoléon Bonaparte - Tome 4, 2015)


Giornalino 48, Periodici San Paolo - € 2,30

I dinosauri (Les dinosaures en BD, Bamboo)
di Arnaud Plumeri (t) Bloz (d)
1 - Triceratopo (tavola) (Tome 1, 2010)

Raul & Fernando (Raoul & Fernand, Bamboo)
di Erroc (t/d)
3 - Lingua da star (tavola) (La loi du canapé, 2007)

Enola (Enola et les animaux extraordinaires, Les éditions de la Gouttière)
di Joris Chamblain (t) e Lucile Thibaudier (d)
5 - Aiuto, i lupi mannari! (Le loup garou qui faisait d'une pierre deux coups, 2019) Prima parte


Lanciostory 2331, Editoriale Aurea - € 3,50

Aristophania (Aristophania, Dargaud)
di Xavier Dorison (t) e Joël Parnotte (d)
2 - Evoluzione (Progredientes, 2019) 2a parte


Rampokan (Rampokan, Vertige Graphic)
di Peter Van Dongen (t/d)
2 - Celebes (Célèbes, 2005) 2a parte

XIII (XIII, Dargaud)
di Yves Sente (t) e Youri Jigounov (d)
24 - L'eredità di Jason Mac Lane (Le Message du martyr, 2016) 2a parte


Skorpio 2232, Editoriale Aurea - € 3,50

XIII Mystery (XIII Mystery, Dargaud)
di Jean Van Hamme (t) e Olivier Grenson (d)
13 - Judith Warner (Judith Warner, 2018) 4a parte


Jérôme K. Jérôme Bloche (Jérôme K. Jérôme Bloche, Dupuis)
di Alain Dodier (t/d)
17 - La marionnetta (La marionnette, 2003) 2a parte



Ancora in edicola


Historica 85, Mondadori Comics - € 12,99

I cinque di Cambridge (Les cinq de Cambridge, Casterman)
di Valérie Lemaire (t) e Olivier Neuray (d)
1 - Trinity (Trinity, 2015)
2 - 54 Broadway (54 Broadway, 2016)
3 - Gli stagni del patriarca (Les étangs du patriarche, 2018)


AureaComix Linea BD 49, Editoriale Aurea - € 9,90

Amazzonia (Amazonie, Dargaud)
di Leo e Rodolphe (t) e Bertrand Marchal (d)
2 - (volume 4) (Épisode 4, 2019)


Integrali BD Nuova Serie 17, Editoriale Aurea - € 11,90

I.R.$. - All Watcher (I.R.$. - All Watcher, Dargaud)
di Stephen Desberg (t) e Alain Queireix (d)
3 - Petra (Petra, 2010)
di Stephen Desberg (t) e Andrea Mutti (d)
4 - La Spirale Mc Parnell (La Spirale Mc Parnell, 2010)


venerdì 6 dicembre 2019

La diabolica trappola nella camera di Horus



Ancora una volta parliamo di Alain S. Lerman, soprannominato Kronos dal nome della sua associazione. Lerman è lo studioso francese che analizza in maniera molto particolareggiata gli episodi della cronologia di Blake et Mortimer realizzati da Edgar Pierre Jacobs.


Si tratta di una sorta di enciclopedia che analizza ogni vignetta, ogni costume, arma, oggetto, veicolo, evento storico e luogo disegnati da Jacobs nei palpitanti episodi dei nostri due eroi.


Le sue minuziose ricerche confluiscono in volumi, pubblicati dall’Association Kronos in una pregevole collana di saggi.


Recentemente sono usciti altri due volumi, il primo intitolato Les Pièges de Miloch (2018), dedicato al sesto episodio Le Piège diabolique,


e il secondo Les Mystères de la Chambre d’Horus (2019), dedicato al celebre Mystère de la Grande Pyramide.


Come nei precedenti saggi, anche in questi risulta imponente l’apparato iconografico (peccato solo per il piccolo formato delle immagini), che mette a confronto la realtà con la riproduzione operata da Jacobs, il tutto accompagnato da un’impressionante dovizia di particolari nel testo, frutto di accuratissime ricerche dello studioso francese.


Les Pièges de Miloch è una rigorosa analisi sull’episodio Le Piège diabolique, forse il racconto più “politico” realizzato da Jacobs, una sorta di libello contro qualsiasi tipo di dittatura, e infatti, all’uscita dell’edizione in volume, è stato censurato in Francia. Potrebbe essere inquadrato sotto la voce della fantascienza sociologica, corrente letteraria di anticipazione a cavallo del secondo conflitto mondiale.


L’idea della storia nasce da una riflessione di Jacobs sulla frase sul “buon tempo antico”.



Come noto, l’autore belga sviluppa il racconto in vari capitoli, ognuno vissuto dal prof. Mortimer in un epoca differente, per sottolineare la falsità della suddetta frase.


Il volume fa vedere gli studi per la celebre macchina del tempo, il Chronoscaphe, e la puntuale contestualizzazione degli episodi che compongono il racconto, operata da Lerman.


La visione di Jacobs di un mondo futuro postatomico dominato da una tirannia totalitaria che annulla la volontà dei cittadini (cosa da cui, a ben guardare, non siamo molto lontani grazie agli infernali mezzi informatici) risulta un poco profetica!


È bene ricordare che la stesura dell’episodio che si svolge nel Medioevo fu realizzato in collaborazione con i coniugi Fred e Liliane Funcken, acclamati autori specialisti in uniformologia.


Il secondo volume è su Le Mystère de la Grande Pyramide, e ci immerge nel mondo della Piramide di Cheope. E’ stato il primo emozionante episodio tradotto sui Classici dell’Audacia Mondadori.


All’epoca non si è capito perché Enrico Bagnoli, curatore della collana Mondadori, abbia preferito iniziare dal secondo episodio, piuttosto che dal primo, Le Secret de l’Éspadon, come invece, avvenuto per tutti gli altri personaggi presentati sulla celebre collana. Oggi, a distanza di più di mezzo secolo, si deve ammettere che è stata una scelta intelligente. Se avesse seguito l’esatta cronologia pubblicando il primo episodio, questo non avrebbe avuto il medesimo impatto sui giovani lettori.


Infatti Il Mistero della Grande Piramide è un racconto particolarissimo, che mescola sapientemente e in maniera perfetta aspetti avventurosi, fantastici, misteriosi, archeologici, storici e biografici.


Abbiamo scritto biografici? Si, non è un errore, perché non tutti sanno che il racconto presenta un piano di lettura nascosto che fa riferimento alla vita privata dell’autore. Infatti  Jacobs, anche per prendersi qualche piccola rivincita sul destino avverso, ha volutamente inserito nella bedé alcuni personaggi, tra cui semplici comparse, frasi e situazioni che fanno riferimento alla realtà da lui vissuta in quell’anno, a causa del devastante divorzio dalla prima moglie Ninie, molto amata.


Da sottolineare l’aiuto da lui ricevuto all’epoca nella stesura delle prime tavole sulla Grande Piramide da parte di Albert Weinberg, autore di Dan Cooper.


I volumi della collana realizzata da Lerman dovrebbero essere presenti nella fumettoteca di qualsiasi bedefilo appassionato di Jacobs e dei suoi straordinari personaggi.



mercoledì 4 dicembre 2019

Il ritorno di Toutankhamon da un passato oscuro



Nel “lontano” marzo 2016 abbiamo proposto un post intitolato Egitto e Linea Chiara per sottolineare gli stretti legami della bedé con la civiltà egizia, con particolare riguardo all’opera di Edgar Pierre Jacobs.



Il 22 settembre di quest’anno, nella Grand Halle de la Villette, a Parigi, si è chiusa un’emozionante mostra di 150 manufatti di incredibile bellezza, una piccola parte dei tesori ritrovati nella tomba di Toutankhamon,



il giovane faraone figlio dell’eretico Akhenaton morto a 19 anni, oggi il più celebre sovrano dell’antico Egitto. La mostra è ora a Londra.


La sua misteriosa tomba nella Valle dei Re, nominata dagli archeologi KV62 (King Valley 62), fu scoperta nel 1922 dall’archeologo Howard Carter con l’aiuto di George Edward Stanhope Molyneux Herbert, V conte di Carnavon.


Recentemente , una miniserie televisiva intitolata Tut - Il destino di un faraone racconta, per la prima volta in televisione, la vita del giovane faraone, dall'ascesa al potere al suo impegno per portare alla gloria l'Antico Egitto.


Questo perché, dopo trentatré secoli dalla sua sepoltura, il ritrovamento della tomba, con i sigilli reali integri e ancora inviolata, è stato permesso grazie agli scellerati successori di Toutankhamon, i quali fecero di tutto per cancellarne il ricordo nel suo popolo, riuscendo perfettamente nel loro intento.


Difatti le dimensioni della stessa tomba sono più piccole rispetto a quelle usuali per un faraone. Forse inizialmente progettata per un parente o un dignitario di corte, fu utilizzata per nasconderne le spoglie e il suo ingresso fu occultato così bene che non fu mai trovato dai profanatori di tombe. Oggi circola un’interessante ipotesi sul fatto che molti dei manufatti scoperti facessero parte del corredo funerario della regina Nefertiti e che furono riadattati per il giovane faraone. Ma noi non siamo in grado di avvalorare o meno tale ipotesi.



Comunque sia, l’oblio ha fortunatamente permesso di preservare la mummia



e il tesoro, costituito da oltre 3000 manufatti di splendida fattura, che hanno contribuito in maniera determinate alla comprensione della civiltà egizia. 



Il ritrovamento archeologico, per certi versi insperato, ha ottenuto una grande notorietà a livello mondiale, costituendo una spettacolare molla per l’egittologia e l’egittomania con film, immagini, racconti, fumetti, mode su quell’affascinate civiltà, per certi versi ancora oggi misteriosa.


Nell’ammirare gli stupendi reperti archeologici nell’esposizione parigina, un bedefilo non può non ripensare alla short story in quattro tavole disegnata nel 1963 da Edgar Pierre Jacobs e dedicata proprio a quell’incredibile scoperta. Il raccontino, come ormai risaputo, è un fill-in, forse richiesto all’epoca da Enrico Bagnoli, curatore della celebre collana Mondadori dei Classici Audacia, per riempire le pagine del numero 9, contenente La camera di Horus, seconda parte de Il mistero della Grande piramide, secondo episodio di Blake et Mortimer e primo tradotto in Italia.


Successivamente è stato pubblicato sul numero 49 (1964) del settimanale Tintin.


A tutt’oggi il racconto non fa parte degli episodi di Blake et Mortimer ed è stato riproposto solo due volte, sul libro Le Monde de E. P. Jacobs (1984)


e sul numero 4 della rivista Bang (2005).


Guardando le quattro tavole di Jacobs si rimane stupefatti dalla precisione nella realizzazione della sua ricostruzione dei reperti archeologici, in un epoca in cui ancora non esisteva internet ed era quasi impossibile documentarsi con facilità.


Ovviamente il ritrovamento del tesoro deve averlo entusiasmato a suo tempo e non dimentichiamo il legame parentale che legava Akhenaton, argomento cardine della trama de Le Mystére de la Grand Pyramide, al successore Toutankhamon.


È di questi giorni la notizia del restauro, fatto per la prima volta, del suo meraviglioso sarcofago nel nuovo grande museo del Cairo, interamente dedicato alla civiltà egizia, di cui il giovane faraone sembra essere destinato a diventare sicuramente la star e una delle meraviglie museali più gettonate.


Quasi una giusta compensazione postuma per l’oltraggio subito alla propria morte.