lunedì 15 febbraio 2021

Vetrina del 15 febbraio 2021

Uscite della settimana

(I titoli in verde sono inediti in Italia)

Costo totale delle novità della settimana: 20,19

 

Il Grande Fumetto d'Aviazione 2, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport - € 4,99


Buck Danny (Buck Danny, Dupuis)

di  Jean-Michel Charlier (t) e Victor Hubinon (d)

15 - NC 22654 non risponde ("NC-22654" ne répond plus, 1957)

16 - Minaccia al Nord (Menace au nord, 1957)

 

 

Giornalino 7, Periodici San Paolo - € 2,30

 

Sister (Les Sisters, Bamboo)

di Christophe Cazenove (t) e William (t/d)

Il feticcio di Marina (tavola)

 

L'isola (Island, Bamboo)

di Sébastien Mao (t) e Waltch (d)

1 - (senza titolo) (De profundis, 2018) Artificiale al 100% (quarta puntata)

 

 

Serie blu 100, Editoriale Cosmo - € 5,90

 


Grandi antichi (Grands anciens, Soleil)

di Jean-Marc Lainé (t) e Bojan Vukic (d)

1 - La balena bianca (La Baleine blanche, 2010)

2 - Il dio piovra (Le Dieu poulpe, 2011)

 

 

Lanciostory 2393, Editoriale Aurea - € 3,50

 


Un lupo mi ha detto (  Acheter

Le loup m'a dit, Dupuis)

di Jean-Claude Servais (t/d)

(one-shot) (2020) 1a parte

 

Il leone di Giuda (Le lion de Judah, Dargaud)

di Stephen Desberg (t) e Hugues Labiano (d)

Libro 2 (Livre 2, 2021) 4a parte

 

Odilon Verjus (Les exploits d'Odilon Verjus, Le Lombard)

di Yann (t) e Laurent Verron (d)

4 - Adolf (Adolf, 1999) 2a parte

 

 

Skorpio 2294, Editoriale Aurea - € 3,50

 

Louisiana (Louisiana, Dargaud)

di Léa Chrétien (t) e Gontran Toussaint (d)

2 - Il colore del sangue (La couleur du Sang, 2021) 2a parte

 

 

 

Ancora in edicola

 

 

Linus 669, Baldini e Castoldi - € 6,00

 

Paulette (Paulette, Éditions du Square)

di Georges Wolinski (t) e Georges Pichard (d)

6 - (Paulette va al circo) (Le cirque des femmes, 1971) 10a parte

 

 

AureaComix Linea BD 63, Editoriale Aurea - € 10,90

 

Golias (Golias, Le Lombard)

di Serge Le Tendre (t) e Jérôme Lereculey (d)

4 - La morte nell'anima (La Mort dans l'Âme, 2015)

 

 

Integrali BD Nuova Serie 31, Editoriale Aurea - € 13,50

 

Doppia maschera (Double masque, Dargaud)

di Jean Dufaux (t) e Martin Jamar

5 - I galli (Les coqs, 2011)

6 - L'ermellino (L'hermine, 2013)

 

mercoledì 10 febbraio 2021

Hergé, dietro le quinte

 


Recentemente Les Cahiers de la Bd, rivista della Vagator Productions, ha dato alle stampe un numero Hors Série intitolato Hergé Le Pére de Tintin se raconte, in cui si ripercorrono le principali tappe della sua vita, le influenze stilistiche, anche attraverso interviste con


Pierre Assoulinne,

Benoît Peeters


e Numa Sadoul, tre fra i maggiori esperti su Georges Remi.


Hergé è senza dubbio l’autore franco-belga più celebre al mondo. La sua vita e le sue opere sono state letteralmente vivisezionate su diecine e diecine di libri e centinaia di articoli scritti da innumerevoli personalità della cultura, dello spettacolo e della politica francofone. Nessun altro autore del fumetto mondiale ha avuto una simile attenzione.




L’altra faccia della medaglia è che ancora oggi, a distanza di oltre due decenni dalla sua scomparsa, l’autore belga è bersaglio di ricorrenti accuse di razzismo, antisemitismo, simpatie di destra e collaborazionismo con i nazisti. Infatti, nella rivista sopradetta sono riportate tutte le notizie negative che riguardano la sua biografia, quasi un accanimento terapeutico contro di lui. 


Non si capisce se sia un’operazione volta a denigrare un importante autore del XX secolo, più che a esaltarlo. Forse gli autori della rivista si sono lasciati prendere la mano da un eccesso di sciovinismo verso un artista belga, che ha conosciuto un successo mondiale, eguagliato solo dal francese Astérix di Goscinny e Uderzo? Prima di condannarlo, però, sarebbe corretto inquadrarne la figura nel contesto storico-sociale dell’epoca.

Il giovane Georges è cresciuto in un Belgio colonialista e razzista, nel periodo in cui sono nati gli esecrabili regimi totalitari europei di destra. È stato educato in un ambiente familiare e scolastico di stampo cattolico. Incontra l’abbate Norbert Wallez, cattolico reazionario di destra e simpatizzante mussoliniano, il quale è contrario alla democrazia parlamentare e al liberalismo. Il prete prende il giovane Georges sotto la sua ala e lo assume nel giornale Le XXe Siécle, da lui diretto, e gli affida un supplemento per ragazzi, Le Petit Vingtiéme, per il quale Hergé disegnerà Tintin. Dunque, un ambiente di lavoro non certo progressista. In redazione Georges conosce Léon Degrelle, che fonderà il movimento di estrema destra Rex,


e Germaine Kieckens, segretaria e grande ammiratrice del prelato, più anziana di lui di un anno, che diventerà la sua sposa. I racconti di Tintin risentono di tale substrato socio-culturale, questo è indubbio!



Quando i nazisti chiudono il quotidiano di Wallez con il relativo supplemento, il giovane autore rientra in Belgio da Parigi, dove si era rifugiato, per far pubblicare Tintin sul quotidiano Le Soir, cosiddetto “volé”, cioè rubato, perché requisito dalla propaganda nazista ai legittimi proprietari. In quella redazione fa amicizia con il caporedattore Raymond De Becker, conosce Jacques Van Melkebeke, futuro collaboratore nel settimanale Tintin, e Bernard Heuvelmans, giornalista scientifico che lo aiuterà nel dittico sulla Luna. Inoltre, rincontra Paul Jamin, suo primo assistente, Marcel Dehaye, suo futuro amico e confidente, e altri redattori del XXe Siécle.

Hergé, pur con le sue idee di destra, non è mai stato un delatore, non è entrato come i veri collaborazionisti negli organigrammi delle strutture naziste belghe, ha solo voluto far pubblicare Tintin su un giornale a qualsiasi costo. E per tale scelta, purtroppo rivelatasi infelice, è finito in un elenco di collaborazionisti! È stato uno stupido per questo? Certamente!


Ha sempre percepito come un’ingiustizia la persecuzione subita da molti amici e colleghi nell’immediato dopoguerra, con alcuni di essi imprigionati, ostracizzati e altri condannati a morte con l’infamante accusa di tradimento e di collaborazionismo con l’invasore. È stato perfino criticato perché, disgustato dalle persecuzioni nei loro confronti, ha semplicemente pensato per un momento di abbandonare il Belgio e trasferirsi in Argentina, una delle nazioni scelte dai nazisti come rifugio dopo la caduta del nazismo. Una semplice idea mai concretizzata e ingenuamente confessata molti anni dopo!


Tali notizie possono avvelenare l’ammirazione di milioni di lettori per le avventure di Tintin e Haddock? Non lo crediamo!



Si vocifera che sia stato abusato sessualmente da piccolo da un fratello della madre, più anziano di lui di dieci anni, e che da scout abbia partecipato a raduni scoutistici in cui avrebbe assistito a cerimonie di sapore sado-maso. Più fonti, compresa la prima moglie Germaine, confermano che Georges è stato un libertino che, talvolta, ha confessato alla moglie i propri incontri a sfondo amoroso. Ciononostante, è sempre ritornato da Germaine, con cui ha avuto un legame fortissimo, un cordone ombelicale mai troncato, neanche dopo il divorzio e le seconde nozze con la giovane Fanny Vlamynck. Sapere queste notizie può incidere sul grado di divertimento che si ricava dalle sue storie? Pensiamo di no.



Cosa si pretende da un giovane cresciuto in un simile ambiente? Avrebbe dovuto essere diverso da molti altri giovani della sua generazione, cresciuti in quel clima e attratti da quelle idee? È vero, non ha avuto una forza interiore, una preparazione culturale e una capacità analitica tali da riuscire ad affrancarsi dall’educazione ricevuta e dall’ambiente in cui è cresciuto. Non tutti nascono eroi! Se è riuscito a svincolarsi in parte, è avvenuto solo nell’età matura.


Le prime storie create da Hergé riflettono il periodo in cui sono state create, al pari di tante altre nel mondo dei fumetti. In pratica, cosa gli si rimprovera? Di essere stato un uomo di destra, come milioni di altri europei della sua generazione? Di avere avuto successo, nonostante tutto? Di essere stato un caposcuola molto esigente, poco disponibile verso gli altri autori, da lui sfruttati e, talvolta, boicottati perché timoroso di un loro successo, che avrebbe potuto oscurare quello del suo Tintin, come è avvenuto con l’amico E.P. Jacobs o con l’assistente Jacques Martin? Di aver scelto di sacrificare l’amico Van Melkebeke pur di continuare l’avventura di Tintin? Un atteggiamento sicuramente deplorevole, nato dal tentativo di difendere il successo, conquistato lavorando duramente!


Dunque, una personalità estremamente complessa, un carattere egoista, chiuso e introverso, in depressione cronica, meritevole di una terapia psicoanalitica. Questo è un dato di fatto!



Malgrado le sue frequentazioni discutibili, i plateali errori di impostazione nelle prime storie di Tintin, Hergé ha creduto nel proprio personaggio e, unico caso nel mondo del fumetto, ha epurato, per meri intenti economici, le prime storie da ogni aspetto che avrebbe potuto urtare la sensibilità di minoranze etniche o religiose. E così facendo ha universalizzato le sue storie. Una decisione furba? Certamente, però lui lo ha fatto, altri no, riuscendo ad assicurare a Tintin una diffusione e una popolarità mondiale che non ha precedenti nel mondo della bédé! È divenuto una star del fumetto europeo quando nessuno lo era ancora diventato.



Tutto sommato, le notizie biografiche poco edificanti dimostrano solo le debolezze del lato umano dell’artista e aiutano a capire meglio la sua psicologia, un uomo come tutti gli altri, con vizi e virtù. Per assurdo, il discorso assomiglia a quello sui capolavori dipinti del passato: non dovremmo più ammirarli in quanto molti pittori erano dei depravati e pagavano poco o niente le modelle, spesso prostitute con cui andavano a letto?



Recentemente il disegno a colori per la copertina di Le Lotus Bleu, inedito perché rifiutato dall’editore Casterman e regalato al di lui figlio dal medesimo Hergé, è stato venduto a un asta per tre milioni e duecentomila euro, una cifra pazzesca per un fumetto!



Piaccia o non piaccia, le storie di Tintin rimarranno valide indipendentemente dal fatto che l’autore abbia avuto debolezze e commesso errori!

 

lunedì 8 febbraio 2021

Vetrina del 8 febbraio 2021

Uscite della settimana

(I titoli in verde sono inediti in Italia)

Costo totale delle novità della settimana: 20,29

 

Il Grande Fumetto d'Aviazione 1, I Fumetti de La Gazzetta Dello Sport - € 4,99

 

Buck Danny (Buck Danny, Dupuis)

di  Jean-Michel Charlier (t) e Victor Hubinon (d)

13 - Un aereo non è rientrato (Un avion n'est pas rentré, 1954)

14 - Pattuglia all’alba (Patrouille à l'aube, 1955)

 

 

Giornalino 6, Periodici San Paolo - € 2,30

 

Sister (Les Sisters, Bamboo)

di Christophe Cazenove (t) e William (t/d)

Ordine in camera (tavola)

 

L'isola (Island, Bamboo)

di Sébastien Mao (t) e Waltch (d)

1 - (senza titolo) (De profundis, 2018) Mega ondata di zombi (terzaa puntata)

 


Cedric (Cédric, Dupuis)

di Raoul Cauvin (t) e Laudec (d)

31 - Ghiaccio che si scioglie (storia brevi) (Temps des chiens!, 2017) 

 

Linus 669, Baldini e Castoldi - € 6,00

 

Paulette (Paulette, Éditions du Square)

di Georges Wolinski (t) e Georges Pichard (d)

6 - (Paulette va al circo) (Le cirque des femmes, 1971) 10a parte

 

 

Lanciostory 2392, Editoriale Aurea - € 3,50

 

Il leone di Giuda (Le lion de Judah, Dargaud)

di Stephen Desberg (t) e Hugues Labiano (d)

Libro 2 (Livre 2, 2021) 3a parte

 

Odilon Verjus (Les exploits d'Odilon Verjus, Le Lombard)

di Yann (t) e Laurent Verron (d)

4 - Adolf (Adolf, 1999) 1a parte

 

 

Skorpio 2293, Editoriale Aurea - € 3,50

 

Little England (Little England, Zéphyr)

di Jean-Claude Van Rijckeghem (t) e Thomas Du Caju (d)

2 - Cobra reale (Cobra royal, 2018) 4a parte

 

Louisiana (Louisiana, Dargaud)

di Léa Chrétien (t) e Gontran Toussaint (d)

2 - Il colore del sangue (La couleur du Sang, 2021) 1a parte

 

 

 

Ancora in edicola

 

 

Serie blu 100, Editoriale Cosmo - € 5,90

 

Sherlock Holmes e il Necronomicon (Sherlock Holmes & le Necronomicon, Soleil)

di Sylvain Cordurié (t) e Laci (d)

1 - Il nemico interiore (L'Ennemi intérieur, 2011)

2 - La notte sul mondo (La Nuit sur le Monde, 2013)

 

 

AureaComix Linea BD 63, Editoriale Aurea - € 10,90

 

Golias (Golias, Le Lombard)

di Serge Le Tendre (t) e Jérôme Lereculey (d)

4 - La morte nell'anima (La Mort dans l'Âme, 2015)

 

 

Integrali BD Nuova Serie 31, Editoriale Aurea - € 13,50

 

Doppia maschera (Double masque, Dargaud)

di Jean Dufaux (t) e Martin Jamar

5 - I galli (Les coqs, 2011)

6 - L'ermellino (L'hermine, 2013)

 

sabato 6 febbraio 2021

Blueberry 1900


Blueberry 1900 sarebbe dovuta essere l’ennesima serie spin-off sul personaggio creato da Jean Giraud e Jean-Michel Charlier ma per una serie di ragioni, non fu mai realizzata.

Ideata da Giraud all’inizio degli anni novanta, la storia doveva essere ambientata, come si intuisce dal titolo, sotto la presidenza degli Stati Uniti d’America di William McKinley e, in un ruolo comprimario, era prevista la presenza del figlio di Blueberry ormai adulto. Il progetto prevedeva un ciclo composto da cinque album.


In una lunga intervista di Erik Svane e Gerard Förster sul tedesco Zack Dossier 1 - Blueberry und der europäische Western-Comic del 2003, Giraud racconta quello che aveva in mente: «In questa storia Blueberry ha la stessa età che ho ora io  [57 anni]  e vive con gli indiani Hopi. È una sorta di fusione fra Mœbius e Giraud, dal momento che nella storia ci sono stregonerie e sciamani, roba dell’altro mondo. Tutto gira intorno al tentato omicidio del presidente McKinley. Non vi sono né McClureRed Neck. Il presidente McKinley entra in coma e inizia a levitare. Pertanto lo legano al letto affinché non voli via, ma per tutta risposta il giaciglio stesso si solleva. Quindi ora sono costretti a trattenere l’intero letto! Blueberry 1900 si ispira a un sogno lucido che ebbi nei Pirenei nel 1981


Blueberry anziano e dedito all’assunzione di sostanze psicotrope è una caratterizzazione del personaggio che si allontana enormemente da quella originale. Questo rapporto mistico non piacque a Philippe Charlier, figlio di Jean-Michel, che, come possessore del 50% dei diritti, si oppose alla realizzazione del progetto. Conservatore come il padre, a differenza di quest’ultimo non aveva alcuna tolleranza nei confronti delle stramberie di Giraud. In seguito, Philippe Charlier, proprietario della JMC Aventures (la fondazione detentrice dei diritti del padre), Con il fine di proteggere l’integrità creativa e morale del personaggio, portò Giraud perfino in tribunale. Philippe, esasperato dalla vicenda, mal sopportava Giraud anche nei confronti del ciclo di Mister Blueberry. Per questo, però, fu impossibilitato a fermare la realizzazione a causa di un contratto precedentemente stipulato dal padre con Giraud. Philippe riuscì a fermare anche la produzione del film Fort Mescalero, la cui sceneggiatura, scritta da Giraud, prevedeva la partecipazione di Blueberry in alcune scene di carattere psichedelico e di impedire che Giraud utilizzasse queste tematiche nel fumetto western Jim Cutlass, anch’esso ideato da Charlier e Giraud.


Come, poi però vedremo, Giraud riuscì a riciclare alcuni elementi della sceneggiatura del film Fort Mescalero per l’album di Mister Blueberry “hors-série” Apache e per la sceneggiatura del film Blueberry¸ uscito nel 2004, diretto da Jan Kounen, già autore di un documentario sugli effetti psicotropi del peyote. Nella pellicola interpretata da Vincent Cassel, Blueberry affronterà un lungo viaggio psichedelico con la ayahuasca.

La Dargaud non avrebbe comunque stampato la serie Blueberry 1900 prima del completamento della trilogia di Marshal Blueberry che era ad un punto morto per la rinuncia di William Vance.


Nelle intenzioni di Giraud, il fumettista francese Michel Blanc-Dumont sarebbe stato l’autore giusto per disegnare le storie. Il disegnatore di Cartland, nonostante fosse lusingato dell’offerta di Giraud, rifiutò in quanto ritenne la sceneggiatura oltremodo onirica.

Lui stesso fece a Giraud il nome di François Boucq. Questi, che incontrò Giraud in occasione di un evento in onore di un amico comune, era, invece, molto interessato al progetto ma, poi, visti gli impedimenti, dispiaciuto finì per accettare la proposta di Alejandro Jodorowsky per lavorare su Bouncer.


Nonostante l’immutata opposizione di Philippe Charlier, Giraud, in relazione alle dichiarazioni rilasciate nel corso di alcune interviste, sembrò non aver mai abbandonato l’idea di realizzare Blueberry 1900 anche negli ultimi anni della sua vita.

giovedì 4 febbraio 2021

Classici Audacia - Missione in Liberia

 

Scheda 11

Dan Cooper – Missione in Liberia

Arnoldo Mondadori Editore – Pubblicazione mensile - 1 ottobre 1964.

(brossurato, 64 tavole a colori). Direttore responsabile: Mario Gentilini.



Prima pubblicazione in lingua originale:

4 – Dan Cooper – Opération Jupiter



(Testo e disegni di Albert Weinberg)

Tintin edizione belga dal n. dal n. 35 del 1957 al n. 13 del 1958 (45 tavole).

Tintin edizione francese dal n. 476 del 1957 al n. 506 del 1958 (45 tavole).

volume edizioni Lombard, luglio 1979 (49 tavole).



Sinossi:

In questo quarto episodio delle avventure di Dan Cooper, L’ufficiale della Royal Canadian Air Force, come simulazione, finge un naufragio nel Pacifico ma qualcosa non funziona nella nave vedetta che avrebbe dovuto ripescarlo. Dan si salva ugualmente, raggiungendo a bordo del canotto, la riva. Qui si imbatte in un misterioso incidente. Un uomo caduto alla guida della sua auto da un dirupo, prima di morire  rivela a Dan alcune frasi su un indecifrabile caso di spionaggio. Deciso di andare in fondo alla faccenda, Dan Cooper arriverà a risolvere il mistero nello stato dell'Africa Occidentale della Liberia.


Note:

In mancanza di una splash-page, l’edizione dei Classici Audacia inserisce il titolo nella prima tavola, sacrificando, però, le vignette 4, 5 e 6. Senza aggiungere altro testo, abbiamo ricostruito la tavola con le vignette mancanti.


Altre pagine contenute nell’albo:

La storia lunga solo 45 pagine, obbliga la redazione dei Classici Audacia ad inserire altro materiale redazionale disegnato da Albert Weinberg e due brevi storie a fumetti scritte e disegnate dallo stesso autore:


Il sacrificio del sergente Jerry

Storia a fumetti di guerra di 4 tavole

(Testo e disegni di Albert Weinberg)

 

Opération boomerang

Tintin edizione belga n. 29 del 1953.

Tintin edizione francese n. 254 del 1953.


Il pianeta Omega

Storia a fumetti di fantascienza di 4 tavole

(Testo e disegni di Albert Weinberg)


La planète Omega

Tintin edizione belga n. 17 del 1957.

Tintin edizione francese n. 508 del 1957.

L’edizione francese in album dell'episodio: Opération Jupiter, non viene programmata cronologicamente nei volumi della Lombard perché la storia conta solamente 45 tavole e all’epoca i tomi francesi ne contenevano 62. Il titolo sarà recuperato solo nel 1979, come ventitreesimo titolo della collana.


Per mantenere la logica continuità, nella collezione dei volumi, la storia è narrata in flash-back, con l’aggiunta di quattro tavole, due all’inizio e due alla fine, realizzate appositamente dallo stesso autore. Queste nuove planches sono disegnate con un segno più maturo che stride non poco con quello del racconto originario.



Le pagine pubblicitarie sui periodici Mondadori





Le ristampe italiane:

La storia non è mai stata ristampata in Italia.

Nel prossimo numero: