giovedì 10 novembre 2016

Jehanne la Pucelle


Paul Gillon, uno dei massimi autori francesi di BD avventurose, nel 1998 è stato ospite di Expocartoon a Roma dove ha presentato il volume brossurato con l’integrale di Jehanne la Pucelle, da lui pubblicata su L’Echo des savanes in due episodi, inediti in Italia.


Il piacere di avere incontrato in quell’occasione un maestro della BD francese e di avere acquistato la sua opera inedita in Italia è stato controbilanciato dall’irritazione (oggi considerata altamente stupida) provata con la scoperta, che l’autore in questione non concedeva disegnini ma soltanto firme agli acquirenti delle sue opere.


Jehanne la Pucelle è la storia dissacratoria di Giovanna d’Arco, la Pulzella d’Orleans. Indubbiamente parlare di un’icona della Francia e della Chiesa in termini dissacratori non è facile, anche in tempi non sospetti come negli anni ’90, quando erano inimmaginabili stragi alla Charlie Hebdo per intransigenza religiosa. Ma la storia ideata da Gillon ha una sua verosimiglianza, se si sfronda la biografia della Pulzella d’Orleans da tutta la sovrastruttura mistico-leggendaria.


L’azione si svolge durante la Guerra dei Cent’Anni fra inglesi invasori e i francesi, questi ultimi divisi in due fazioni, i Borgognoni, alleati del re inglese, e gli Armagnacchi, sostenitori del re di Francia. In quel periodo una giovane pastorella visionaria, figlia di un agricoltore e di una paesana devota, spinta da uno slancio mistico, riuscì a portare per un breve periodo i francesi alla riscossa contro gli inglesi. Purtroppo i suoi successi sui campi di battaglia le causarono le solite invidie nella corte francese per cui fu in qualche modo venduta dai Borgognoni agli inglesi, che la processarono e condannarono al rogo a Rouen, dove fu bruciata viva il 30 maggio 1431.


I patiti di teorie del complotto sostengono che quella bruciata sul rogo non fosse la Pulzella, che in realtà fosse sopravvissuta, che fosse figlia bastarda della moglie del re Carlo VII di Valois detto il Vittorioso, che fosse protetta dalla potente duchessa Iolanda d’Angiò e via dicendo. Non siamo in grado di confutare o meno tali teorie, è reale, invece, il legame affettivo con Gilles de Rais, che provò per lei un’ammirazione sconfinata e restò fedele alla sua memoria anche dopo esser divenuto il noto serial killer pedofilo.


Ecco, Gillon si sofferma proprio sullo strano rapporto fra Gilles de Rais, uno dei primi mostri pedofili passati alla storia, e una vergine venerata come Santa protettrice della nazione francese. L’affetto fra i due è trasformato in attrazione sessuale che, con ingegnosa fantasia, l’autore sublima in atti sodomitici compiuti da lui su di lei per preservare la verginità della Pulzella.


Anzi Gillon insinua l’idea che Gilles divenne un mostro proprio perché ossessionato da lei, tanto da usare nelle sue notti d’amore giovani abbigliati come la Pulzella! Nel racconto la giovane vergine muore con il nome di Gilles sulle labbra! Su Gilles de Rais torneremo a proposito di un’altra serie medievale di cui è un comprimario importante.


Nella storia di Gillon non mancano scene di lussuria anche presso la corte francese e gli accampamenti dei soldati. A parte questo aspetto erotico hard, dissacrante, tipico della produzione di BD pubblicate su L’Echo des Savanes e descritto con distaccato pudore dall’autore, il racconto è una splendida lezione di Storia sulla Francia lacerata da una guerra d’invasione e da una lotta fratricida in quel tormentato periodo.


Non mancano assedi, battaglie, cariche di cavalleria e complotti di corte fra le due fazioni francesi nemiche. I primi piani dei personaggi e delle comparse sono da manuale! Le scene di massa disegnate da Gillon sono perfette, per impostazione, per ricostruzione storica e dei costumi dell’epoca.


I suoi disegni sono semplicemente sublimi, si rileva un’abitudine dell’autore nel lasciare nelle vignette, dove si svolge l’azione, sempre bianchi o indistinti sia un pavimento o un prato erboso sia un muro, un cielo sullo sfondo, quasi per non distrarre il lettore e focalizzarne l’attenzione solo su quanto egli ha disegnato.
Peccato sia inedito in Italia!

Jehanne


1 - La sève et le sang (Albin Michel 1993)
a colori


Jehanne La pucelle - integrale (Albin Michel, 1997)
in bianco e nero

5 commenti:

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Dany Yellow ha detto...
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ZonaBeDé ha detto...
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