sabato 14 giugno 2014

Quanti amici con Ric Roland!


Non è insolito che nelle storie franco-belga compaiano volti noti della BeDé, che prestano il proprio volto ai personaggi o compaiono in qualche vignetta, come di passaggio, impersonando se stessi. Si tratta spesso di strizzatine d’occhio tra amici, piccoli omaggi a compagni o maestri di lavoro e divertimento. Nella storia “Requiem per una star” appena presentata nel primo numero di Ric Roland pubblicato dalla Gazzettadello Sport però non c’è un’apparizione solitaria, nascosta magari sullo sfondo, ma una vera e propria folla in primo piano, che campeggia e domina la prima grande vignetta iniziale.
Qualcuno di questi “nomi” è citato nella presentazione all’albo, ma non tutti. Vediamo di presentarli in ordine di apparizione.


Da sinistra, di spalle Mittéï: si tratta del disegnatore che ha realizzato gli sfondi delle avventure di Ric Roland nella prima parte degli anni ’60. Collaboratore di tanti artisti, ha lavorato anche come sceneggiatore per il settimanale Tintin fino al 1976, passando poi a Le Journal de Spirou.
Intento a chiacchierare con lui, c’è Raymond Leblanc, l’editore fondatore delle Editions du Lombard, degli studio di animazione Belvision e, ovviamente, del settimanale Tintin dove è apparsa a puntate nel 1972 per la prima volta questa storia.
Tra di loro, seminascosto, si intravede François Craenhals, altra colonna del periodico belga, conosciuto in Italia per le avventure di Pom e Teddy ma soprattutto per il Cavaliere Ardente presente alla fine degli anni ’60 sul Corriere dei Piccoli.
Dietro le spalle di Leblanc, impossibile non notare due grandi della BeDé: Edgar P. Jacobs, il papà di Blake e Mortimer (forse era superfluo dirlo, no?) intento a chiacchierare con Jean Graton (no, questo proprio non possiamo spiegare chi è!).
A chiudere il lato sinistro, Denise Greg e Kiki Tibet, ovviamente qui presenti nel loro ruolo di mogli.


Proseguendo sul lato destro, un po’ autoreferenziale la presenza di André-Paul Duchâteau, disegnato sorridente, affabile, con gli onnipresenti baffetti a pennetta. Seguono Jacques Demeester (impiegato nelle Editions de Lombard), Gerì (disegnatore di Mr.Magellan su testi di Duchateau), e Jo-El Azara, noto nel nostro paese per il giapponesino Taka-Takata, apparso sempre alla fine degli anni ’60 sul Monello, e su qualche altra testata italiana.


Nella stessa storia, qualche pagina dopo, in una vignetta possiamo ancora riconoscere sulla sinistra Dany (Oliver Rameau, chiamato in italia Celestino) e a destra René Goscinny (inutile dire, ovviamente, chi è).

Ci sembra di riconoscere qualcun altro, ma l’attribuzione è troppo controversa per riportarla.

11 commenti:

Max Bruni ha detto...

Grandioso! L'affollamento di autori è paragonabile a quello nella celebre vignetta dell'incoronazione in Tintin e lo scettro d'Ottokar.

fortunato ha detto...

Temo ci sia un errore: l'omino elegante con i baffetti non è Tibet, ma André-Paul Duchâteau (lo sceneggiatore).

Tibet era, peraltro, anche un attivissimo caricaturista.

fortunato ha detto...

E, non per fare troppo il saccentone, ma DANI FUTURO e Dany non hanno nulla a che spartire (DANI FUTURO era un personaggio di fantascienza spagnolo di Mora e Giménez)

Rex ha detto...

Ciao Fortunato.

Purtroppo manca la supervisione alla traduzione: molte parole sono mal scelte e rendono poco discorsivo il tutto.

Sono partiti con una storia che presenta un buco narrativo grande come una casa: i lettori di gialli ne saranno disgustati.

Io sono contento lo stesso. Perché questa edizione di Ric Roland, pur con un formato strambo, pur con una scelta discutibile dei primi episodi, pur con una traduzione non perfetta, è un'occasione unica.

Sauro Pennackioli

Zona Bedé ha detto...

Fortunato, due volte grazie! Abbiamo corretto i due errori. Di qualcuno, in passato, ce ne siamo accorti in tempo. Questa volta, no! Grazie a te e a chi ci permette di migliorare il contenuto del blog.

Zona Bedé ha detto...

Sauro,
ci sembra che questa edizione di Ric Roland riproponga, tutto sommato, la stessa logica della precedente collana: si parte dalle nuove storie, intervallate dalle prime, in ordine quasi cronologico. Qualche eccezione, forse dovuta a esigenze editoriali non note, non intacca questa logica che ha premiato la serie di Michel Vaillant.
Buchi narrativi, o ingenuità, in Ric Roland ce ne sono in altre storie. Magari su questo e su altre caratteristiche della serie vale la pena di parlarne in futuro. Secondo te, da quale episodio sarebbe stato meglio cominciare?
Quando dici che la traduzione non è perfetta, cosa intendi? Buona ma potrebbe essere meglio? C'è qualche errore? Oppure è troppo letterale? O troppo libera? Puoi dirci di più?
Grazie,

Rex ha detto...

Cara Zona,

sei in qualche modo coinvolta nell’iniziativa?

Mi pare difficile intervenire sul tema, anche perché quelli della Gazzetta hanno dato una manciata di euro a tutti i blog di fumetti per fare pubblicità.

Spoiler. Il buco è che l’attrice sosteneva di essere stata fatta rapire dal produttore e poi alla fine spiega di averlo simulato per promuovere il film che doveva girare: ma a quel punto il produttore sarebbe finito in galera per rapimento e non avrebbe potuto più finanziare il film. Ho anche un’idea su come sia nata questa contraddizione.

Non sono un esperto di Ric Roland. Ricordo che vent’anni fa mi trovai mentalmente d’accordo con Andrea Sani che, sul numero 2 di “If” (non ho voglia di andare a controllare), proponeva di partire dal dodicesimo episodio. Perché fossi d’accordo non me lo ricordo più.

Comunque sia, una volta partiti da un certo episodio si deve andare avanti cronologicamente. Recuperando alla fine, se si può, i primi episodi saltati. Anche quando non sembra, la cronologia è importante per apprezzare l’evoluzione di un personaggio.

Il traduttore, che magari è uno dei tre della Zona, a volte non sceglie la parola italiana “giusta”. Intendo una che giri bene nella frase. Non ho voglia di rileggermi l’episodio, ma ce ne sarà una poco adatta in ogni pagina: magari ne farò un censimento nel prossimo albo. In un’edizione da fumetteria non sarebbe neppure una pecca da considerare, ma in un prodotto di “editoria alta” ci aspetta la presenza di un editor che elimini queste piccole asperità.

In ogni caso, gli aspetti negativi sono secondari: la pubblicazione di Ric Roland è senza dubbio un evento storico.

Sauro Pennackioli

Zona Bedé ha detto...

Caro Sauro :-)
il coinvolgimento di Zona Bedé nell'iniziativa è duplice. Da una parte la presenza sponsorizzata del banner, dall'altra i post che sono assolutamente liberi da ogni condizionamento, economico e non. Ci interessa parlare e sostenere tutte le iniziative che riteniamo valide al di là di qualche differenza di opinione su come sono realizzate, anche e soprattutto tra di noi.

Nel caso invece dei componenti della zona, qualcuno è coinvolto professionalmente. Il difficile compito di tenere separati i due ambiti speriamo di farlo sempre nel migliore dei modi.

Per quanto riguarda le domande sulla traduzione del numero uno, non essendo in nessun modo parte in causa, si trattava di una semplice curiosità.

Grazie anche per le altre cose che hai scritto nella tua risposta. Ne riparleremo…

Anonimo ha detto...

Certo che fa sempre ridere vedere girare Pennacchioli sui blog per affossare completamente a casaccio le meritorie e magnifiche iniziative altrui, quando lui è stato capace davvero di imprese editoriali da far tremare i polsi. Ai lettori e agli editori. Grandissimo. Lo stavo aspettando con ansia anche qui.

Luciano

Rex ha detto...

Caro Luciano,

non capisco cosa voglia dire "affossare completamente a casaccio" quando ho detto e ripetuto che gli aspetti negativi di questo Ric Roland sono decisamente inferirori a quelli positivi. Ho anche definito questa impresa "storica" eccetera. Niente è perfetto e le critiche sono sempre utili. Le mie cosiddette "imprese editoriali" (per quanto fuori tema in questa sede) sono altrettanto criticabili, ma non insultabili: se uno critica deve entrare nello specifico. Grazie per avermi atteso con tanta ansia e lieto di divertirti.

tuo Sauro

Zona Bedé ha detto...

Su Zona-BeDé sono ben accette tutte le critiche al sito, alle pubblicazioni, ai personaggi, alle storie e agli editori. Meno i personalismi di qualsiasi genere, che preferiremmo fossero evitati. Confrontarsi solo sulle cose evita di di ridurre il piacere per chi legge e chi scrive.
Grazie