lunedì 20 aprile 2020

Vetrina del 20 aprile 2020


Uscite della settimana
(I titoli in verde sono inediti in Italia)
Costo totale delle novità della settimana: 9,30

Giornalino 16, Periodici San Paolo - € 2,30

Sister (Les Sisters, Bamboo)
di Christophe Cazenove (t) e William (t/d)
Rumori inventati (tavola)

I dinosauri (Les dinosaures en BD, Bamboo)
di Arnaud Plumeri (t) Bloz (d)
1 - Ancora a caccia di uova (tavola) (Tome 1, 2010)


Lanciostory 2350, Editoriale Aurea - € 3,50


Undertaker (Undertaker, Dargaud)
di Xavier Dorison (t) e Ralph Meyer (d)
Il mangiatore d'oro (1. Le Mangeur d'or, 2015) 1a parte

Il sogno di Gerusalemme (Le rêve de Jérusalem, Dupuis)
di Philippe Thirault (t) e Lionel Marty (d)
La milizia sacra (La milice sacrée, 2007) 2a parte

Lena (Lena, Dargaud)
di Pierre Christin (t) e André Juillard (d)
3 - Léna dans le brasier (Nel braciere, 2020) 4a parte


Skorpio 2251, Editoriale Aurea - € 3,50


L'ultimo bramito (Le dernier brame, Dupuis)
di Jean-Claude Servais (t/d)
(one-shot) (2011) 2a parte

La diavolessa e l'angelo (Anges & diablesses, Dupuis)
di Stephen Desberg (t) e Marc Hardy (d)
1 - Nel più alto dei cieli (Au plus haut des cieux, 2009) 3a parte

Cezembre (Cezembre, Dupuis)
di Nicolas Malfin (t/d)
2 - 4a parte (Seconde partie, 2019)

S.O.S. Felicità (S.O.S. Bonheur Saison 2, Dupuis)
di Stephen Desberg (t) e Griffo (d)
4 - (stagione 2 volume 1) (Saison 2 Volume 1, 2017) 9a parte

Jérôme K. Jérôme Bloche (Jérôme K. Jérôme Bloche, Dupuis)
di Alain Dodier (t/d)
22 - Mathias (Mathias, 2011) 1a parte



Ancora in edicola


Historica 90, Mondadori Comics - € 12,99

Alix Senator (Alix Senator, Casterman)
di Valérie Mangin  (t) e Thierry Démarez (d)
8 - La città dei veleni (La cité des poisons, 2018)
9 - Gli spettri di Roma (Les Spectres de Rome, 2019)


Historica Biografie 36, Mondadori Comics - € 8,99

Leonardo da Vinci (Les Grandes Peintres, Glénat)
di Patrick Weber (t) e Olivier Pâques (d)
6 - (one shot) (Leonardo da Vinci, 2015)


Linus 659, Baldini e Castoldi - € 6,00

Blueberry (Blueberry, Dargaud)
di Joann Sfar (t) e Christophe Blain (t/d)
1 - Vendetta Apache (Amertume Apache, 2019) 4a parte


AureaComix Linea BD 53, Editoriale Aurea - € 10,90

Alpha (Alpha, Le Lombard)
di Emmanuel Herzet (t) e Alain Queireix (d)
14 - Domino (Dominos, 2019)


Integrali BD Nuova Serie 21, Editoriale Aurea - € 13,50

Sortilegi (Sortilèges, Dargaud)
di Jean Dufaux (t) e José-Luis Munuera (d)
1 - 1 (Livre 1, 2012)
2 - 2 (Livre 2, 2013)


venerdì 17 aprile 2020

Da Hara-Kiri a Charlie Hebdo



Una storia “bête et mechant” lunga 60 anni - prima parte

Desideriamo parlare sulla storia di un gruppo di autori umoristici che con i loro periodici pubblicati nel corso di sessant’anni hanno sconvolto il modo di fare giornalismo, incidendo sui costumi della società francese e scrivendo, purtroppo, i loro nomi nella Storia di Francia.
A metà degli anni ’50, nella redazione della rivista satirica Zéro, venduta porta a porta, si incontrano il direttore delle vendite Georges Berniér e il caporedattore François Cavanna


L’equipe redazionale è composta da Fred Othon Aristidés, in arte Fred, Jacques Lob, in arte Lob e Pellotsch. Poi il nome della testata è cambiato in Les Cordées, più rassicurante e meno sospetto per la polizia francese. Ma il cambiamento di nome non piace a Cavanna, che vorrebbe fare una rivista sul genere dello statunitense Mad Magazine, per parodiare la politica e la società francese attraverso la bedé. A Cavanna si presenta un diciassettenne che si firma Jiem, in realtà si chiama Jean-Marc Reiser, un artista prodigioso, purtroppo scomparso precocemente, e che sarà sempre legato al caporedattore, considerato da lui quasi come un padre. 


Cavanna espone, inutilmente, il suo progetto alla nuova proprietaria di Cordées, per cui con Fred decidono di fondare una propria testata chiedendo aiuto a Berniér. Dopo qualche tentennamento, nel maggio 1960 Berniér, che ha molta influenza sui venditori porta a porta, si lancia anche lui in quell’avventura entrando nella nuova redazione, situata in un suo locale in affitto, in rue Choron n.4, nel IX arrondissement. A questo punto mancano i soldi e il titolo della pubblicazione. Ai soldi ci pensa Berniér, mentre il titolo è scelto da Cavanna, Hara-Kiri, breve e scioccante, un magazine che deve sovvertire i canoni del giornalismo.

Le diecimila copie del primo numero mensile sono distribuite porta a porta nel settembre 1960 e nella sola Parigi. Diretta da Berniér, la rivista, in formato piccolo e più pratico, costa 1,90 franchi ed ha 64 pagine con testi in maggior parte scritti da Cavanna, anche sotto vari pseudonimi, e disegni di Fred, Reiser, Lob, Pellotsch e Antoine Raymond, in arte Vicq.


La copertina che mostra un giapponese che compie il rituale suicidio è opera di Fred, il quale disegnerà molte copertine di grande impatto grafico, rivelandosi un vero artista, poco apprezzato, purtroppo, dagli editori italiani che non lo hanno quasi mai degnato di attenzione. Peccato!

Dal terzo numero il formato si allunga e arriva nelle edicole. Dal settimo la rivista è sottotitolata, in maniera provocatrice e ironica, « journal bête et méchant », parole riprese da Berniér da una lettera di protesta di un lettore e che rimarranno come definizione della politica editoriale della pubblicazione!


Tra la fine del 1960 e l’inizio del 1962 la redazione si irrobustisce con l’ingresso di Jean Cabut, in arte Cabu, Roland Topor, Georges Wolinski e Georges Blondeaux, in arte Gebé, i quali, con Fred e Reiser, fanno acquistare alla rivista satirica la potenza di fuoco di una supercorazzata. I loro nomi sono nella storia della bedé e, purtroppo, non solo in quella per due di loro.


Nel 1965 Fred e Topor abbandonano la rivista per motivi economici, subito sostituiti dal belga Guy Pellaert, dall’olandese Bernard Willem Holtrop, in arte Willem, e dal giornalista disegnatore Pierre Fournier. Ma quello che dà una spinta alla redazione è l’ingresso nel 1967 di Henri Roussel, in arte Delfeil De Ton, uno dei redattori più prolifici. Collaboratori saltuari sono Guy Mouminoux, Raymond Queneau e un giovane Jean Giraud, che si firma per l’occasione Moebius, e scusate se è poco. 


La redazione, quindi, è completa, manca solo un personaggio che sia l’espressione vivente della “filosofia” scema e cattiva della rivista. E sarà lo stesso Berniér a impersonare questo personaggio, il prof. Choron, dal nome della strada. Vestito sempre con polo rosse, con il cranio rasato e con perenne bocchino e sigaretta, sarà il simbolo vivente della rivista.
Nel corso degli anni ’60 il giornale subisce cambiamenti in meglio: dall’iniziale bianco e nero si passa al colore e si aggiungono fotografie per pubblicità e fotoromanzi demenziali, anche erotici, chiedendo aiuto per questo alle stupende ballerine del Crazy Horse.


Il disegno, però, rimane la punta di diamante della pubblicazione, grazie ai nomi citati sopra. Vedono la luce opere quali: Berck di Gébé, Le Journal de Catherine di Cabu, Le Bistrot d’Émile e Hit-Parade di Wolinski, Le Petit Cirque e Tarsinge, l’homme Zan di Fred, Mon Papa di Reiser e Pravda la Survireuse di Pellaert.


Per molto tempo, per mancanza di sponsor, la tiratura è assestata sulle sessantamila copie, affidandosi solo alla pubblicità nelle edicole. Poi, fortunatamente, il giornale inizia a diventare un fatto di costume di cui si parla in tv e alla radio, per cui le vendite salgono a 250 mila nel 1966.



Il giornale cambia radicalmente il concetto di satira e umorismo nella stampa francese. Pervaso da uno spirito fortemente anarcoide, si scatena contro ogni autorità, ecclesiastica, militare, politica, padronale, familiare, scolastica. In pratica gli autori hanno carta bianca, senza censure o tabù, ognuno è responsabile di quello che scrive o disegna sulla propria pagina, scegliendo in autonomia l’argomento di cui trattare. Cavanna pone solo un limite ai suoi autori: niente calembours, gag, carognate e allegorie.


Il sesso, argomento molto di moda alla fine degli anni Sessanta, è trattato con irriverente umorismo e leggerezza, soprattutto nelle bedé di Wolinski, anche mostrando foto di belle ragazze nude in situazioni grottesche. E come non ricordare le copertine e i disegni su irriverenti argomenti scatologici?


Non è un giornale politico o eversivo, anche per la sua periodicità mensile che non consente di stare dietro ai fatti dell’attualità, come invece riuscirà a fare per un periodo di tempo il settimanale Pilote, grazie anche al contributo di alcuni autori transfughi da Hara-Kiri.
Negli anni Sessanta il giornale subisce sequestri e per due volte (nel 1961 e nel 1966) è vietata la sua vendita al pubblico per colpa della censura francese, molto presente nell’epoca gollista, segno di un duro scontro fra “l’esprit Hara-Kiri” e la morale pubblica.


Quando riappare nelle edicole nel 1967, Berniér fonda Les Éditions du Square. In conseguenza dei lunghi sequestri, le vendite però calano quasi ai livelli iniziali. Dal 1969 Reiser, Gebé, Cabu emigrano su Pilote, settimanale Dargaud diretto da René Goscinny, o vi collaborano part time, come Wolinski. Con il loro arrivo, che rimpolpa la redazione già ricca di nomi eccellenti (Goscinny, Charlier, Uderzo, Fred, Giraud, Hubinon, Godard, Ribera e altri), il periodico Dargaud diviene il più bel settimanale mai stampato in Francia.



Parte seconda: Da Hara-Kiri Hebdo a Charlie

lunedì 13 aprile 2020

Vetrina del 13 aprile 2020


Uscite della settimana
(I titoli in verde sono inediti in Italia)
Costo totale delle novità della settimana: 15,30

Giornalino 15, Periodici San Paolo - € 2,30

Kev (Le monde selon Kev, Le Lombard)
di Chico (t) e Minte (d)
1 - Poeta maledetto (storia breve) (C'est qui le patron?, 2019)

I dinosauri (Les dinosaures en BD, Bamboo)
di Arnaud Plumeri (t) Bloz (d)
1 - La deriva dei continenti (tavola) (Tome 1, 2010)

Raul & Fernando (Raoul & Fernand, Bamboo)
di Erroc (t/d)
4 - Risate a strisce (strips) (Tome 4, 2018)

Il mio amico Yeti (Mon ami Grompf, Glénat)
di Julien Neel (t) e Nob (t/d)
5 - Il peluche (storia breve) (Soutien de famille, 2009)


Linus 659, Baldini e Castoldi - € 6,00

Blueberry (Blueberry, Dargaud)
di Joann Sfar (t) e Christophe Blain (t/d)
1 - Vendetta Apache (Amertume Apache, 2019) 4a parte


Lanciostory 2349, Editoriale Aurea - € 3,50


Il sogno di Gerusalemme (Le rêve de Jérusalem, Dupuis)
di Philippe Thirault (t) e Lionel Marty (d)
La milizia sacra (La milice sacrée, 2007) 1a parte

Lena (Lena, Dargaud)
di Pierre Christin (t) e André Juillard (d)
3 - Léna dans le brasier (Nel braciere, 2020) 3a parte

Ira Dei (Ira Dei, Dargaud)
di Vincent Brugeas (t) e Ronan Toulhoat (d)
3 - Il furore dei Normanni (Fureur normande, 2019) 4a parte


Skorpio 2250, Editoriale Aurea - € 3,50

L'ultimo bramito (Le dernier brame, Dupuis)
di Jean-Claude Servais (t/d)
(one-shot) (2011) 1a parte


La diavolessa e l'angelo (Anges & diablesses, Dupuis)
di Stephen Desberg (t) e Marc Hardy (d)
1 - Nel più alto dei cieli (Au plus haut des cieux, 2009) 2a parte

Cezembre (Cezembre, Dupuis)
di Nicolas Malfin (t/d)
2 - 3a parte (Seconde partie, 2019)

S.O.S. Felicità (S.O.S. Bonheur Saison 2, Dupuis)
di Stephen Desberg (t) e Griffo (d)
4 - (stagione 2 volume 1) (Saison 2 Volume 1, 2017) 8a parte

Jérôme K. Jérôme Bloche (Jérôme K. Jérôme Bloche, Dupuis)
di Alain Dodier (t/d)
21 - Omissione di soccorso (Déni de fuite, 2009) 4a parte



Ancora in edicola


Historica 90, Mondadori Comics - € 12,99

Alix Senator (Alix Senator, Casterman)
di Valérie Mangin  (t) e Thierry Démarez (d)
8 - La città dei veleni (La cité des poisons, 2018)
9 - Gli spettri di Roma (Les Spectres de Rome, 2019)


Historica Biografie 36, Mondadori Comics - € 8,99

Leonardo da Vinci (Les Grandes Peintres, Glénat)
di Patrick Weber (t) e Olivier Pâques (d)
6 - (one shot) (Leonardo da Vinci, 2015)


AureaComix Linea BD 53, Editoriale Aurea - € 10,90

Alpha (Alpha, Le Lombard)
di Emmanuel Herzet (t) e Alain Queireix (d)
14 - Domino (Dominos, 2019)


Integrali BD Nuova Serie 21, Editoriale Aurea - € 13,50

Sortilegi (Sortilèges, Dargaud)
di Jean Dufaux (t) e José-Luis Munuera (d)
1 - 1 (Livre 1, 2012)
2 - 2 (Livre 2, 2013)


giovedì 9 aprile 2020

Jijé, l’altro padre delle bedé



Una corposa collana di saggi sul fumetto in generale è Mémoire vive diretta da Philippe Morin per i tipi di PLG.


PLG è la contrazione dall’acronimo P.L.G.P.P.L.R. delle parole Plein le gueule pour pas le rond, curioso titolo di una fanzine francese pubblicata dal 1978 da Morin con Pierre-Marie Jamet e Dominique Poncet. La rivista ha proposto sulle sue pagine articoli di critica, interviste, reportage, opere di giovani autori e interventi di autori di grido. Fino al 2003 sono usciti in totale 32 numeri, a cadenza prima quadri o semestrale e dal 1987 annuale, più due numeri hors-série. Dal 1986 ha accorciato il titolo in PLG.


Oggi è rimasto il solo Morin, che ha proseguito il progetto pubblicando la collana Mémoire vive, giunta al n.26, intitolato Jijé L’autre pére de la BD franco-belge.


Come tutti ormai sanno tre sono i padri nobili della bedé belga: Hergé, Jijé e Willy Vandersteen, ognuno capostipite di una scuola. Nonostante l’enorme influenza avuta da Jijé su numerosi autori franco-belgi, esistono pochi saggi dedicati a lui, una goccia in mezzo al mare delle pubblicazioni dedicate invece a Hergé.


Il volume in questione è scritto da Philippe Delisle e Benoît Glaude (PLG, 2019).
Delisle è noto per aver pubblicato alcuni saggi su aspetti religiosi della bedé nella collana Ésprit BD, da lui diretta, delle Éditions Karthala di Parigi.
Il volume, di 180 pagine, è molto ricco di testo e passa in rassegna i vari periodi della vita e della carriera di Jijé, definito da Yves Chaland il grande precursore della bedé moderna.


Indubbiamente è stato l’autore bedé più artista nel vero senso della parola, in quanto incisore, illustratore, pittore e scultore, oltre che autore di bedé pubblicate su diverse testate. Purtroppo né i suoi eredi né le Éditions Dupuis sono riuscite a organizzare dei fondi di archivio.


Un vero peccato che a Bruxelles non ci sia più un museo dedicato a questo maestro della Nona Arte, come del resto, neanche a Jacobs e a Franquin.
I capitoli in cui è diviso il volume si intitolano:


1) Fils de Tintin, in cui sono evidenziati i suoi primi passi sotto l’influenza dell’arte di Hergé, da cui si stacca via via per trovare un proprio stile grafico.


2) Fils d’écrivain, che descrive i primi anni in cui era ancora incerto sulla strada da prendere, per cui ha realizzato numerose illustrazioni per libri, a noi praticamente ignote.


3) Fils de curé, dove è descritta la sua carriera di autore della bedé confessionale, confermandosi il migliore specialista in questo campo con le biografie di Don Bosco, la più celebre, di Bernadette Soubiros, Blanc Casque e Charles de Foucauld. La sua opera più importante in questo settore è Emmanuel. Persino nelle storie avventurose di Blondin et Cirage, Jerry Spring e Jean Valhardi è costante la sua preoccupazione di descrivere la “bonne morte”, cioè una morte cristiana anche per i cattivi.


4) Jijé confrère descrive negli anni Cinquanta il suo perfezionamento stilistico senza sosta, da buon autodidatta. Collabora con Jean-Michel Charlier, René Goscinny, Jacques Lob, Maurice Rosy e Jean Doisy.


Sono gli anni in cui subisce anche l’influsso delle inquadrature cinematografiche, come si evidenzia nel racconto El Senserenico, per il settimanale Bonnes Soirées della Dupuis.


5) Frére des peuples, in cui si sottolinea la sua battaglia contro i pregiudizi razziali, un tema caro a un vero credente nel Cristianesimo, quale è lui.


6) Pére fondateur, in cui si evidenzia l’importanza del suo influsso su tutta la bedé franco-belga attraverso nomi importanti, quali: Eddy Paape, Will, Morris, Sirius, Mouminoux, Franquin, Jean Giraud, Hermann, Cosey e Derib, tanto per citare i più noti.