mercoledì 25 ottobre 2017

Valérian, ovvero il medioevo imperiale galattico – parte seconda


L’ambassadeur des ombres (1975)


Forse è uno degli episodi più belli e anche fondamentali della serie. Diciamo subito che dalla trama è stata tratta la sceneggiatura del film di Luc Besson intitolato Valérian e Laureline, attualmente in proiezione nelle nostre sale cinematografiche. Ma non solo, infatti nel film La minaccia fantasma (1999) della saga Guerre Stellari, George Lucas ha ripreso alcune idee dal racconto.




I nostri innamorati raggiungono Punto Centrale, un agglomerato cosmico di astronavi e di parti di mondi dove convivono tutte le razze della galassia, ognuna con caratteristiche e psicologie differenti, a testimonianza della creatività dei due autori. 


ognuna rappresentata da un ambasciatore che partecipa a sessioni tipo ONU. L’idea è ripresa da Lucas per il Senato Galattico sul pianeta Coruscant, con rappresentanti di tutti i pianeti, ognuno nel suo balconcino mobile!


La trama è avvincente e gli autori affiancano alla coppia di agenti della SST una serie di personaggi alieni riuscitissimi. Il primo è il piccolo Grognon (Brontolone), Trasmutatore di Bluxte, un esserino dello zoo fantastico creato dagli autori, che tutti vorremmo avere a disposizione al momento della spesa, perché se mangia una perla o una moneta ne crea migliaia tutte uguali emettendole dalla parte posteriore del corpo.


Utile, no? Concettualmente ricorda gli Shmoo di Al Capp, almeno nello scopo di rendere felice un essere umano, se non proprio nella forma.


Poi un vero colpo di genio degli autori! Creano gli Shingouz, tre esseri parlanti a metà strada fra un formichiere e un volatile terrestre (nel senso che non sa volare). Spie di professione, sanno tutto di tutti e spuntano al momento giusto, anche in situazioni drammatiche, vendendo le informazioni adatte a chiunque paghi un prezzo adeguato,


magari uscendo qualcosa dalle loro borse a tracolla, che ricordano i pantaloncini di Ega Beeva (Eta Beta), il simpatico personaggio del futuro creato da Floyd Gottfredson, da cui uscivano le cose più incredibili.


Con il tempo si affezionano, tipo cagnolini, a Laureline dandole talvolta anche informazioni gratuitamente, il che, per i tipi in questione, la dice lunga!


Sempre nel sopradetto film di Lucas compare Watto, un extraterrestre venditore di oggetti usati nella città di Mos Espa, sul pianeta Tattoine, personaggio fotocopia degli Shingouz, con la differenza che nel film vola, al contrario delle versioni originali.


Quando i due protagonisti-colleghi fanno pace assistiamo anche al primo bacio, a dimostrazione di un legame che oramai trascende l’aspetto puramente professionale e che andrà approfondendosi nel corso degli episodi seguenti. Laureline, protagonista assoluta dell’episodio, oramai chiama il ritrovato Valérianil mio Valérian

Sur les terres truquees (1976)


La clonazione è il tema centrale dell’episodio, anche se all’epoca era un argomento poco trattato.


Una studiosa di Galaxity si imbarca sull’astronave di Valérian per sventare le trame temporali di un alieno che è una specie di Dio, che ricorda il Collector (Collezionista) creato da Stan Lee e Don Heck su Avengers n.28 (1966).


E a proposito dell’astronave, in una vignetta una furibonda Laureline apostrofa la studiosa dicendo “la mia astronave” e un frastornato Valérian tenta di intromettersi, inascoltato: “Ehm…L’astronave è anche un po’ mia, no?” Ecco, in questa simpatica vignetta si intuisce come ormai l’affascinante e graziosa Laureline abbia compiuto un altro passo in avanti nella serie, in quanto da semplice comprimaria nel primo episodio è divenuta via via allieva e poi agente del SST, per diventare, in seguito, grazie al suo charme, alla sua intelligenza,  e al suo senso pratico, compagna di Valérian fino ad assurgere a protagonista principale della bedé.


Il racconto vede numerosi cloni di Valérian inviati in epoche storiche terrestri differenti, ricreate artificialmente dall’alieno, che solo in una successiva pubblicazione i lettori scopriranno chiamarsi le Grand Truqueur.


Come riassume una furibonda Laureline\Christin, l’epoca della conquista britannica dell’India rappresenta il Colonialismo,


l’Inghilterra vittoriana di Gladstone l’Imperialismo,


la conquista del West a San Francisco il Capitalismo e il genocidio dei nativi americani,


mentre il gangsterismo dei primi decenni del Novecento indica la nascita dei grandi traffici illeciti


e la Prima Guerra Mondiale l’inizio degli insensati massacri e delle nefaste ideologie del XX secolo. Questi salti nella storia terrestre sono ben realizzati da Mézières.


Il racconto finisce con un meritato riposo dei nostri innamorati in un luogo ed epoca particolari, la Francia dell’Impressionismo, in una vignetta in cui sono inseriti nel celeberrimo dipinto di Pierre-Auguste Renoir La colazione dei canottieri (1880 circa).


Nel 1969, Stan Lee e Jack Kirby fecero scontrare in un memorabile episodio i Fantastici Quattro contro i mutaforma Skrulls, i quali avevano riprodotto in un pianeta l’età del proibizionismo degli Anni Venti, con abiti, armi, mezzi di trasporto e slang tipici dell’epoca.

Les Héros de l'Equinoxe (1978)


Tutto il racconto è un’allegoria sulla riproduzione fertile, oltre che essere una metafora sulle ideologie del XX secolo: nazismo, comunismo, spiritualismo.


L’agente spazio-temporale è scelto come campione terrestre e inviato in missione sul pianeta Simlane, dove una società di vecchi ha bisogno ciclicamente di uomini prestanti provenienti da altri pianeti, che possano assicurare una discendenza.


I campioni, provenienti da pianeti in cui esistono società dominate dalle ideologie di cui sopra, devono sottoporsi a delle prove da cui uscirà un vincitore che avrà il compito dell’inseminazione. Si tratta di una parodia dei supereroi americani, che non riscuotevano il gradimento degli autori quando erano negli USA.


Per la Terra gareggia Valérian che, pur non essendo aitante e dotato di poteri, con la normale prestanza fisica e intelligenza di un giovane terrestre, riesce a imporsi sugli avversari più dotati e vincere la gara, scelto dalla Mére Suprême de Filéne.


In tal modo contribuisce a ringiovanire la razza del pianeta, dopo un amplesso con l’avvenente donna, scatenando la gelosia della sua amata Laureline.



In alcune vignette del racconto, Mézières rende omaggio a Philippe Druillet e ai suoi mondi allucinati rifacendosi al suo stile grafico.

1 commento:

joe7 ha detto...

Ottimo servizio, spero di poter prendere un buon libro di critica e interviste agli autori di Valerian, anche in francese, oltre ad una raccolta dei disegni di Mezieres. Avete in mente un buon volume da consigliare?

Inoltre, gli Shinguz mi sembrano anche un omaggio agli alieni di Jeff Hawke, nel suo periodo migliore. Senza contare che, in ambito disneyano, oltre ad Eta Beta, ricordano anche Qui, Quo e Qua, visto che uno continua il discorso dell'altro... ^_^