lunedì 13 luglio 2020

Vetrina del 13 luglio 2020


Uscite della settimana
(I titoli in verde sono inediti in Italia)
Costo totale delle novità della settimana: 9,30

Giornalino 28, Periodici San Paolo - € 2,30


Sister (Les Sisters, Bamboo)
di Christophe Cazenove (t) e William (t/d)
Missione pulizia (tavola)

Raul & Fernando (Raoul & Fernand, Bamboo)
di Erroc (t/d)
4 - Ringraziamenti (tavola) (Tome 4, 2018)


Lanciostory 2362, Editoriale Aurea - € 3,50


L'assassino che parla agli uccelli (L'assassin qui parle aux oiseaux, Dupuis)
di Jean-Claude Servais (t/d)
1 - (volume 1) (2005) 8a parte

La maschera delle mille lacrime (  Acheter
Le masque aux mille larmes, Dargaud)
di David Chauvel (t) e Roberto Ali (d)
1 - La morte cammina con me (La mort marche avec moi, 2019) 2a parte

I vecchi forni (Les vieux forneaux, Dargaud)
di Wilfrid Lupano (t) e Paul Cauuet (d)
3 - Ritorni e partenze (Celui qui part, 2015) 4a parte

Agenzia Hardy (Agence Hardy, Dargaud)
di Pierre Christin (t) e Annie Goetzinger (d)
3 - Veleno rosso (Le poison rouge, 2004) 1a parte

Sisco (Sisco, Le Lombard)
di Benec (t) e Thomas Legrain (d)
11 - Rapsodia belga (Belgian Rhapsody, 2020) 3a parte


Skorpio 2263, Editoriale Aurea - € 3,50

Dea bianca, dea nera (Déesse blanche, déesse noire, Dupuis)
di Jean-Claude Servais (t/d)
1 (Tome 1, 2001) 3a parte


L'ultimo Atlas (Le dernier Atlas, Dupuis)
di Gwen de Bonneval e Fabien Vehlmann (t) e Hervé Tanquerelle (d)
1 - 1 (Tome 1, 2019) 2a parte

Jérôme K. Jérôme Bloche (Jérôme K. Jérôme Bloche, Dupuis)
di Alain Dodier (t/d)
26 - Aïna (Aïna, 2016) 1a parte



Ancora in edicola


Historica 93, Mondadori Comics - € 12,99

Seconda Guerra mondiale (The Regiment, Le Lombard)
di Vincent Brugeas (t) e Thomas Legrain (d)
2 - La vera storia del SAS vol.2 (Livre 2, 2018) 2a parte
3 - La vera storia del SAS vol.3 (Livre 3, 2018)


Historica Biografie 39, Mondadori Comics - € 8,99

Jacques-Louis David (Les Grandes Peintres, Glénat)
di François Dimberton (t/d)
7 - (one shot) (Jacques-Louis David, 2015)


Linus 662, Baldini e Castoldi - € 6,00

Dall'altra parte della frontiera (De l'autre côté de la frontière, Dargaud)
di Jean-Luc Fromental (t) e Philippe Berthet (d)
(one-shot) (2020) 3a parte

Paulette (Paulette, Éditions du Square)
di Georges Wolinski (t) e Georges Pichard (d)
6 - (Paulette va al circo) (Le cirque des femmes, 1971) 3a parte


AureaComix Linea BD 56, Editoriale Aurea - € 10,90

La Venere del Dahomey (La Vénus du Dahomey, Dargaud)
di Laurent Galandon (t) e Stefano Casini (d)
1 - La civilizzazione ostile (La civilisation hostile, 2011)


Integrali BD Nuova Serie 24, Editoriale Aurea - € 13,50

Dantes (Dantès, Dargaud)
di Philippe Guillaume e Pierre Boisserie (t) e Erik Juszezak (d)
3 - Il volto della vendetta (Le Visage de la vengeance, 2009)
4 - La resa dei conti (Pour solde de tout compte, 2010)


giovedì 9 luglio 2020

Due “old chaps” e un malandrino 6

Parte sesta – 1954


1954
L’Onda Septimus (16 episodio, 2013)
Jean Dufaux, Antoine Aubin e Etienne Schréder


Questo episodio è il seguito del Marchio Giallo, anzi un omaggio al celebre racconto. Quattro persone tentano di proseguire la strada intrapresa dal dottor Septimus nelle sue ricerche sull’Onda Mega.


Olrik, uscito in stato confusionale dalla prigionia mentale del dottore, è tenuto sedato con sostanze stupefacenti in una fumeria d’oppio londinese di proprietà di Lily Sing, una signora cinese, in combutta con i quattro. La droga seda il suo stato psicotico che si manifesta con crisi violente.


Come spiega il soggettista Dufaux, Olrik è un uomo molto orgoglioso che è stato al fianco di un imperatore (Basam-Damdu) e che poi ha dovuto umiliarsi con Septimus, il quale lo ha costretto a prostrarsi davanti a lui e lo ha considerato come una cavia, chiamata Guinea-Pig. La sua mente non riesce ad accettare questo fatto e da questo stato conflittuale hanno origine le sue crisi psicotiche. Olrik afferma, inoltre, di avere letto in gioventù i filosofi, i quali gli hanno insegnato a preferire la pratica alla teoria, i vincitori ai vinti: una nota sulla cultura classica del perfido malandrino!


Anche Mortimer ha realizzato una copia del laboratorio di Septimus, aiutato dal fedele Nasir, contrario a questi esperimenti sull’Onda Mega.


Il mistero si infittisce per alcuni effetti collaterali paranormali che rendono avvincente la lettura del racconto.


L’episodio è pieno di strizzatine d’occhio, per esempio, nell’ultima vignetta della diciottesima tavola un passante è il critico letterario Francis Albany, il personaggio di Jean-Louis Floc’h e François Rivière.


Altro omaggio sono alcuni poveri soldati ricoverati nel Bedlam Hospital, che a un’ora precisa si riuniscono, tutti angosciati, per far fronte a un imminente attacco immaginario e che ricordano i sette esploratori preda di una trance di possessione collettiva nel tredicesimo episodio di Tintin, Le 7 Bolle di Cristallo, nella cui realizzazione Hergé è stato aiutato da Edgar P. Jacobs. Alla fine della realistica esibizione i soldati si inginocchiano e recitano la litania di lode che Septimus ha imposto ai suoi tre ex-amici, resi schiavi dall’Onda Mega nell’episodio del Marchio Giallo.


Per uno spostamento in taxi, Mortimer chiama il baffuto Dick, anche lui presente nel precedente episodio.


Nelle concitate scene finali, per un attimo i due nemici mortali, Mortimer e Olrik, si alleano per fronteggiare la straordinaria invasione di centinaia di Septimus attirati dalla presenza dell’originale Guinea-Pig. Per giunta, il professore aiuta il malandrino a sfuggire al loro inseguimento e lo porta in salvo nel suo laboratorio, dove lo sottopone a un esperimento con l’Onda Septimus, così chiamata da lui, per cancellare gli effetti dell’Onda Mega e gli ordini del folle dottore dalla mente di Olrik.


Alla fine degli eventi il povero Olrik rimane in uno stato demenziale, in preda all’Onda Septimus. E nell’ultima vignetta si vede il cattivo nel Bedlam Hospital, seduto in trance davanti ai soldati, mentre tutti ripetono in coro una medesima parola: Asilo.


1954
L’Affare Francis Blake (9 episodio, 1996)
Jean Van Hamme, Ted Benoit

In questo racconto c’è un salto, perché manca un legame con il precedente episodio finito con Olrik rinchiuso nell’ospedale militare psichiatrico, mentre adesso è perfettamente “sano” di mente, così come può esserlo uno psicopatico par suo. Nell’episodio che dovrebbe uscire prossimamente sarà colmato questo “buco”. Si sa solo che dovrebbe essere il seguito dell’Onda Septimus.


Torniamo a quello di cui stiamo parlando. Nella trama non ci sono manoscritti favolosi o affascinanti ipotesi fantascientifiche; il racconto si svolge negli anni della Guerra Fredda, con infiltrazioni di spie russe nell’amministrazione britannica. In quel periodo ha fatto molto scalpore lo scandalo spionistico dei Cinque di Cambridge, ovvero cinque giovani britannici, agenti segreti doppiogiochisti al servizio dell’Unione Sovietica: Kim Philby, Guy Burgess, Donald Duart Mclean, Anthony Blunt e John Calmcross, la cui storia, realizzata da Valerie Lemaire e Olivier Neuray, è stata pubblicata su Historica n.86 (Mondadori Comics). Il clima di quegli anni nell’intelligence inglese rivive perfettamente nei romanzi del ciclo su John Smiley di John Le Carré, cui sembra ispirarsi Jean Van Hamme.


Incentrato su Francis Blake, il racconto parla dei soldati nell’ombra, cioè le spie. Inizia durante una riunione dell’Intelligence Service a Scotland Yard, fra cui sono presenti Blake, il suo vice Honeychurch e il suo vecchio compagno di addestramento William Steele, capo dell’MI6, per discutere di talpe e falle nei servizi segreti britannici.


Segue un incontro di Blake con Mortimer nel Centaur Club, sempre serviti dall’’impeccabile maggiordomo James. Il lettore scopre che in questo momento il barbuto professore lavora come ricercatore presso il Center of Scientific and Industrial Research, situato alla periferia di Londra.


Nel corso del racconto torna l’ispettore capo Kendall di Scotland Yard.


Blake, incolpato di essere la talpa fugge da Londra e si ritrova prigioniero nelle grinfie di Olrik e del suo aiutante/assassino Jack.


Quando Mortimer arriva in Scozia dice che la propria madre era imparentata con il clan dei Macquarrie.


I nostri, ovviamente, scoprono i traditori e smantellano la rete spionistica, sconfiggendo ancora una volta il perfido Olrik, che, però, riesce a sfuggire.


Alla fine, ovviamente, Blake sarà riabilitato e i due amici riceveranno la Victoria Cross, concessa da Sua Maestà per aver smascherato la talpa e la rete spionistica. 



lunedì 6 luglio 2020

Vetrina del 6 luglio 2020


Uscite della settimana
(I titoli in verde sono inediti in Italia)
Costo totale delle novità della settimana: 35,19

Historica Biografie 39, Mondadori Comics - € 8,99


Jacques-Louis David (Les Grandes Peintres, Glénat)
di François Dimberton (t/d)
7 - (one shot) (Jacques-Louis David, 2015)


Giornalino 27, Periodici San Paolo - € 2,30

Sister (Les Sisters, Bamboo)
di Christophe Cazenove (t) e William (t/d)
Promesse mantenute (tavola)

I dinosauri (Les dinosaures en BD, Bamboo)
di Arnaud Plumeri (t) Bloz (d)
1 - Iguanodonte (tavola) (Tome 1, 2010)


Linus 662, Baldini e Castoldi - € 6,00

Dall'altra parte della frontiera (De l'autre côté de la frontière, Dargaud)
di Jean-Luc Fromental (t) e Philippe Berthet (d)
(one-shot) (2020) 3a parte

Paulette (Paulette, Éditions du Square)
di Georges Wolinski (t) e Georges Pichard (d)
6 - (Paulette va al circo) (Le cirque des femmes, 1971) 3a parte


AureaComix Linea BD 56, Editoriale Aurea - € 10,90


La Venere del Dahomey (La Vénus du Dahomey, Dargaud)
di Laurent Galandon (t) e Stefano Casini (d)
1 - La civilizzazione ostile (La civilisation hostile, 2011)


Lanciostory 2361, Editoriale Aurea - € 3,50

La maschera delle mille lacrime (  Acheter
Le masque aux mille larmes, Dargaud)
di David Chauvel (t) e Roberto Ali (d)
1 - La morte cammina con me (La mort marche avec moi, 2019) 1a parte

L'assassino che parla agli uccelli (L'assassin qui parle aux oiseaux, Dupuis)
di Jean-Claude Servais (t/d)
1 - (volume 1) (2005) 7a parte

Agenzia Hardy (Agence Hardy, Dargaud)
di Pierre Christin (t) e Annie Goetzinger (d)
2 - Una lieve traccia (La trace pâle, 2002) 4a parte

I vecchi forni (Les vieux forneaux, Dargaud)
di Wilfrid Lupano (t) e Paul Cauuet (d)
3 - Ritorni e partenze (Celui qui part, 2015) 3a parte


Sisco (Sisco, Le Lombard)
di Benec (t) e Thomas Legrain (d)
11 - Rapsodia belga (Belgian Rhapsody, 2020) 2a parte


Skorpio 2262, Editoriale Aurea - € 3,50


Dea bianca, dea nera (Déesse blanche, déesse noire, Dupuis)
di Jean-Claude Servais (t/d)
1 (Tome 1, 2001) 2a parte

L'ultimo Atlas (Le dernier Atlas, Dupuis)
di Gwen de Bonneval e Fabien Vehlmann (t) e Hervé Tanquerelle (d)
1 - 1 (Tome 1, 2019) 1a parte

Jérôme K. Jérôme Bloche (Jérôme K. Jérôme Bloche, Dupuis)
di Alain Dodier (t/d)
24 - L'eremita (L'ermite, 2014) 4a parte



Ancora in edicola


Historica 93, Mondadori Comics - € 12,99

Seconda Guerra mondiale (The Regiment, Le Lombard)
di Vincent Brugeas (t) e Thomas Legrain (d)
2 - La vera storia del SAS vol.2 (Livre 2, 2018) 2a parte
3 - La vera storia del SAS vol.3 (Livre 3, 2018)


Integrali BD Nuova Serie 24, Editoriale Aurea - € 13,50

Dantes (Dantès, Dargaud)
di Philippe Guillaume e Pierre Boisserie (t) e Erik Juszezak (d)
3 - Il volto della vendetta (Le Visage de la vengeance, 2009)
4 - La resa dei conti (Pour solde de tout compte, 2010)


giovedì 2 luglio 2020

Barbarossa salpa dall’Italia verso nuove avventure!



Il nostro amico Stefano Carloni, torna a sorprenderci disegnando un classicissimo del fumetto franco-belga: Barbarossa!
Il prossimo 28 agosto, le edizioni Dargaud pubblicano in Francia il volume Les Nouvelles aventures de Barbe-Rouge - Pendu haut et Court!, scritto da Jean-Charles Kraehn e disegnato magnificamente dal nostro disegnatore italiano. Abbiamo approfittato della sua consueta gentilezza per farci dire qualcosa su questa nuova avventura editoriale.


Ciao Stefano, come è nata la tua collaborazione al proseguimento delle avventure di Barbarossa?

SC: Ciao! Innanzitutto è un piacere fare di nuovo due chiacchiere con gli amici di Zona Bedé.
Dunque, nell’ottobre 2018, il direttore editoriale di Dargaud, François Le Bescond, mi contattava per dirmi che avrebbe voluto vedermi al festival di St Malo, che si sarebbe tenuto qualche settimana dopo, per parlarmi di un progetto. Ci siamo quindi incontrati lì, e non è andato diretto al punto: mi ha prima chiesto se ci fosse qualcosa che amassi disegnare in particolare, perché non gli andava a genio assegnare progetti generici su commissione, sarebbe stato più felice di affidarmi un progetto che sentissi nelle mie corde.


Avrei voluto dirgli che ho sempre adorato disegnare epoche passate, con un po’ di avventura, come per esempio l’universo dei pirati. Ma dal momento che Dargaud aveva già pubblicato diverse serie di successo con il medesimo soggetto (Long John Silver, Barracuda, e lo stesso intramontabile Barbarossa…), mi sono limitato a dire delle epoche passate e dell’avventura. François ha proseguito: “Ci sarebbe un grosso progetto sulla pirateria, se ti stuzzica questo tema…”. Ho sorriso, ma mai avrei pensato che si sarebbe trattato di riprendere Barbe-Rouge.


A botta calda, ho provato un misto di emozioni tra entusiasmo strabordante e ansia da prestazione. Al ritorno a casa, nel fare i primi bozzetti dei personaggi ho appoggiato la matita sul foglio con la stessa cautela che userebbe un restauratore nel mettere le mani su un’opera antica. Appena la matita ha iniziato a scorrere sul foglio, il divertimento ha preso il sopravvento sui pensieri. Tutt’oggi continuo a credere che se mi fossi soffermato troppo a pensare all’importanza di Barbarossa, senza alcun dubbio il pirata più celebre della BD franco-belga, ed al carico di responsabilità sulle mie spalle, carico doppio perché ho proposto di occuparmi anche del colore, forse mi sarei bloccato. A forza di disegnarlo, tutto è venuto talmente naturale che neanche mi sono accorto.



Ho avuto comunque bisogno di parecchi mesi di prove per la ricerca stilistica, ma soprattutto per poter riprendere la serie con una certà maturità. Barbarossa è una serie piuttosto classica che andava necessariamente modernizzata ma senza perdere lo spirito originale, nel rispetto dei creatori Charlier e Hubinon: un principio semplice, ma complicatissimo a farsi. Da Dargaud sono stati molto pazienti e comprensivi. Esattamente ad un anno di distanza dalla proposta mi ritrovavo a firmare il contratto.


In futuro, intendi proseguire disegnando ancora il classicissimo personaggio creato da Charlier e Hubinon?
SC: Sono già al lavoro sul secondo volume, dove si concluderà la vicenda. Da parte mia e dello sceneggiatore, e includo anche Dargaud, c’è l’entusiasmo e la disponibilità a proseguire, il fattore determinante nella scelta sarà il livello di apprezzamento del pubblico. 


Da parte nostra, dita incrociate nel continuare con altri volumi. D’altro canto, ho voluto chiarire fin da subito che non vorrò e non potrò lavorare esclusivamente a questo progetto per il resto della mia carriera. Non sono il creatore di Barbarossa, il mio è un adattamento personale, come credo valga per gli altri autori che sono succeduti a Hubinon; sento quindi il bisogno di lanciare prima o poi un progetto originale, magari comunque insieme a Jean-Charles Kraehn, con cui si è instaurato un feeling lavorativo eccellente. Questo non significa che abbandonerei Barbarossa, nel caso porterei avanti anche altri progetti, compatibilmente alle tempistiche.


Che tu sappia, c’è già l’interessamento di qualche editore italiano alla sua pubblicazione?
SC: Sì, assolutamente, pochi giorni dopo l’annuncio della data di uscita dell’edizione francese, sono stato contattato da Andrea Rivi per conto di Editoriale Cosmo/Nona Arte, già editori di Barbarossa in Italia, come di altri classici franco-belga. Nonostante abbiano sottolineato, perplessi, che Barbarossa non sia esattamente uno dei personaggi che hanno riscosso più successo tra i lettori italiani, si sono dimostrati molto interessati a pubblicare il nostro volume l’anno prossimo, ma ancora niente di ufficiale. Fa doppiamente piacere riscuotere interesse in un editore connazionale ma soprattutto di poter condividere anche con i lettori italiani questo progetto che tengo a cuore.



Come hai trascorso questo periodo di pandemia?
SC: Ipotizzo che i disegnatori di fumetti siano stati quelli più “preparati” a vivere il periodo di isolamento in casa, che corrisponde alla routine per la maggior parte di noi. Per quanto mi riguarda abito in campagna, ma preferisco lavorare in uno studio da solo, che rimane al centro del paese, così non ho distrazioni di alcun tipo e riesco a lavorare con maggiore concentrazione.


Per il lockdown però, ho preferito fare un trasloco veloce di tutto il materiale necessario a disegnare, e sono tornato a lavorare a casa in aperta campagna e in totale relax. Tavolo in giardino, sotto le fronde degli alberi, arietta fresca e bibite ghiacciate. Una situazione ideale che mi avrebbe permesso di lavorare più del solito per il tempo a disposizione: invece, anche a causa dell’impressione che tutto il mondo intorno si fosse fermato per qualche settimana, ho perso completamente la carica e l’entusiasmo per mettermi a lavorare con continuità.


Il lockdown è arrivato subito dopo aver consegnato le tavole del primo volume di Barbarossa, avevo già ricevuto la sceneggiatura del secondo volume, ma non c’era un’estrema fretta; mi sono potuto prendere quindi una piccola pausa che ha permesso di divagarmi facendo illustrazioni, sperimentando un po’ di tecniche con il colore, tutte cose che non richiedevano la stessa grossa concentrazione necessaria a produrre tavole, ed è così che ho ritrovato la carica e ingranato la marcia per partire con il secondo volume.


Grazie Stefano.