mercoledì 11 marzo 2015

Harry Dickson



Per la Dargaud è uscita la prima parte de Les gardiens du Gouffre, 9 volume di Harry Dickson, disegnato da Pascal J. Zanon e da Philippe Chapelle su soggetto di Christian Vanderhaeghe.


Questa serie è una delle migliori fra quelle nate sulla scia del successo di Blake et Mortimer, infatti si ritrovano le ambientazioni londinesi del Marchio Giallo e le tematiche da science-fiction, riprese dall’inventiva di Jean Ray, maestro dell’anticipazione, e si può ammirare il disegno di Zanon in perfetto stile Linea Chiara.


Il racconto in questione, però, si svolge nell’America del Sud e presenta alcuni omaggi degli autori anche all’universo di Hergé. Gli Incas, citati nell’episodio, e il sito archeologico di Machu Picchu rimandano a Il tempio del sole, i cenni sulla guerra del Chaco non possono non far venire alla mente l’episodio L’orecchio spezzato e si fa cenno a un generale Zalhazar, ovvero Alcazar, uno dei protagonisti ricorrenti nelle avventure tintiniane.


E nell’ultima vignetta della tavola n.21 vediamo il suddetto generale di tre quarti: è proprio l’amico sudamericano di Tintin! Ça suffit? No, perché il generale dice, testualmente, al re dei detectives: «Sono aiutato da un reporter belga che ho nominato colonnello»


Inoltre, quando Dickson, l’aiutante Tom e gli altri esploratori si calano nel crepaccio e vanno avanti con l’esplorazione del mondo sotterraneo, alcune inquadrature non possono non richiamare alla mente il Raggio U, L’Enigma di Atlantide e l’interno della grande piramide!


La verbosità dei testi nelle storie di Edgar Pierre Jacobs è un fatto proverbiale nel mondo della BD, ma in una vignetta c’è il più lungo testo mai visto nella storia della Linea Chiara!


Inverosimile la tavola n.40 con un omaggio alle costruzioni impossibili di Cornelis Escher. Del resto è questo il fascino del personaggio.



13 commenti:

Andrea ha detto...

Ma c'è speranza di averlo un giorno pubblicato in Italia?

roberto ha detto...

Il non averlo finora pubblicato da noi lo trovo scandaloso.

Anonimo ha detto...

Gli amici del GAF di Firenze hanno pubblicato i primi quattro albi nella bellissima collana Albi di Exploit e sono intenzionati a pubblicarli tutti. Naturalmente gli albi sono spillati e fotocopiati dagli originali, ma ben tradotti e con un bellissimo e chiaro lettering. Sicuramente qualcuno torcerà il naso...

Anonimo ha detto...

A parte che trovare le loro pubblicazioni non è facile ed è pure costoso, il problema non è la qualità di stampa, è che che tutto il sistema è 'antico'.
Quello che mi impedisce di comprare gli originali è la lingua. Basterebbe un editore che avesse il coraggio di proporre le opere in formato digitale. L'unica spesa, oltre ai diritti, sarebbe la traduzione ed il lettering, e farlo col computer è semplice. E poi vendi l'albo a 3-5 euro su Amazon o direttamente sul tuo sito. Si potrebbero avere decine di volumi francesi disponibili rapidamente.
In America tutti gli editori lo fanno da tempo. Poi se l'opera merita posso sempre comprarmi il volume da mettere in libreria. E addio agli albi usa e getta.
Riccardo Battaglia
P.S. Ho fatto una ricerca su eBay per gli albi di Exploit. Ho trovato solo i Bruce Hawker a 18 euro l'uno più spese postali. Meno male che la Mondadori esiste.

ZonaBeDé ha detto...

Il GAF è un'associazione di appassionati di fumetti, molto attiva da anni. Confrontare le sue realizzazioni con prodotti editoriali è un po' improprio.
Tra l'altro eBay non è certo il luogo migliore dove cercarle. Perché non rivolgersi a loro?

Anonimo ha detto...

La vostra risposta dimostra che non avete capito bene quello che ho detto.
Ho 50 anni, leggo fumetti da sempre, e pur essendo romano conosco il GAF da quando è nato, anche se non mi sono mai iscritto. Sono stato persino ad una loro convention a Firenze quando ero ragazzino e ho anche qualche loro rivista. Non li critico come appassionati, critico il metodo di pubblicazione e diffusione.
Come faccio a sapere quali albi di Exploit esistono e soprattutto se esistono? Non ne parlano neanche nel loro sito, alquanto scarno. L'unica traccia della loro esistenza sono due albi nell'elenco delle pubblicazioni disponibili.
Quindi dovrei iscrivermi per riceverli e lo farei pure se almeno pubblicizzassero il fatto che li pubblicano. Se cerchi GAF su Facebook esce un gruppo acquariofilo.
Ripeto, sono antichi.
Con i computer ed internet il concetto di amatoriale è labile. La casa editrice Italycomics è gestita da una sola persona che compra i diritti, traduce e fa il lettering. Lui poi ha scelto di mandarli in stampa. Ma nessuno gli impedirebbe di venderli in digitale.
Basterebbe poco per avere disponibili molte più opere francesi. Almeno sarebbero a colori, si potrebbero ripubblicare anche le miniature della cosmo...
Riccardo Battaglia

Anonimo ha detto...

Immaginate di andare in un sito come bedetheque e poter leggere qualsiasi cosa vogliate con un paio di clic e a prezzi contenuti e magari scontati per le cose più vecchie.
In America questo è già possiblie, tutte le case editrici lo fanno.
Noi siamo ANTIQUATI.
Riccardo Battaglia

ZonaBeDé ha detto...

Ho riletto quello che hai scritto e non capisco cosa non avevo capito... (grave, vero? :-))
Ho solo detto che ritengo improprio il confronto tra prodotti amatoriali e commerciali, come del resto anche tra prodotti per canali diversi come l'edicola o la libreria, o su piattaforme diverse, mai interscambiabili totalmente.
Per quanto riguarda il GAF, scusami tu, avendo indicato eBay come luogo dove acquistare loro pubblicazioni, ho (erroneamente) ritenuto che non lo conoscessi.

Pietro Sgobba ha detto...

Cosa possiamo fare noi lettori/appassionati per sensibilizzare qualche editore affinchè si pubblichi da noi)

Dany Yellow ha detto...

Mi sono associato al GAF proprio perché ero interessato a Dickson... Meglio le loro fotocopie che i bonellidi cosmo in bianco e nero !! Ognuno ha le proprie opinioni, giustamente. Sono comunque dell'idea di Pietro. Come si può' fare per istigare qualche editore, Mondadori magari....???

Pietro Sgobba ha detto...

Nona Arte potrebbe pubblicarli, magari con 1 o 2 integrali.
Così come l'investigatore privato Dick Errison (appena scoperto sul sito di Dargaud).

Anonimo ha detto...

Che bello non sono il solo a dire che una fotocopia a colori è meglio della roba cosmo.
Alla Mondadori mancano ancora due collane per essere perfetti: una dedicata al giallo/noir e l'altra al western.
Ora se qualcuno facesse l'ultimo salto verso il futuro e le passasse allo scanner potremmo goderne tutti.
Anzi, se mi passate le traduzioni di quelle inedite vi faccio il lettering io e saremmo ancora più contenti in attesa di una edizione in volume.
Riccardo Battaglia

GAF Firenze ha detto...
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