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venerdì 15 dicembre 2017

mercoledì 3 dicembre 2014

Le avventure di Hergé, Jacobs, Jijé, Franquin e Morris


Da alcuni anni sia in Francia che in Belgio il successo, meritatissimo, dei fumetti creati da Hergé, Jijé, Jacobs, Morris e Franquin, astri del firmamento della BeDé belga, ha contribuito a una loro mitizzazione, una sorta di “adorazione sacra” presso i lettori abituali. Basti pensare al merchandising collegato ai loro eroi e ai simboli contenuti nelle loro storie, divenuti veri tormentoni visibili ovunque nei paesi francofoni: il razzo a scacchi bianchi e rossi di Tintin, il Marchio Giallo di Blake et Mortimer o il cappello di Spirou. E che dire dell’ovattata atmosfera “curiale” che vige nel Museo Hergé a Louvain-le-Neuve?


Fiumi di parole sono stati scritti su questi grandi artisti della Nona Arte gli scaffali delle librerie sono stati invasi da biografie, saggi, ricerche e riedizioni a getto continuo delle loro opere. Nell’elenco mancava solo una cosa, una loro biografia a fumetti, quella che di solito si riserva ai grandi personaggi storico-religiosi. Ora anche questa meta è stata conquistata.


Nel 1999 la casa editrice Reporter ha pubblicato un volume di 56 pagine, Les Aventures d’Hergé di José-Louis Bocquet e Jean-Luc Fromental, ambedue editori della bande dessinée (il primo presso la Dupuis, il secondo presso Denoël Graphic) e appassionati dell’universo di Tintin, su disegni di Stanislas Barthelémy. Nel 2007 è stata pubblicata una versione integrale di 64 pagine, mentre nel 2011 è uscita una terza edizione di 72 pagine per la Dargaud, tutte con copertine differenti. 


La biografia è un omaggio al creatore di Tintin e procede per tavole successive che rispettano l’ordine cronologico degli eventi principali della controversa vita di Hergé. Pur presentando numerosi aneddoti mancano i punti di vista troppo polemici: si accenna al suo debole per le giovani donne e per il bere e non si fa cenno al suo presunto coinvolgimento con l’occupante nazista.


Il racconto illustra i momenti in cui importanti protagonisti della BD belga lo hanno aiutato nella creazione dell’universo tintiniano: Edgar P. Jacobs, Jacques Martin, Bob De Moor, Jacques Van Melkebeke, Raymond Leblanc.


Ben delineata la parte iconografica di Stanislas, il quale è riuscito a rendere un doppio omaggio a Hergé, utilizzando per la narrazione della sua biografia uno stile che si rifà alla Linea Chiara. I tintinologi  vi possono trovare parecchie citazioni riprese dalle avventure di Tintin.


Dopo Hergé è la volta dell’altro grande autore belga, Edgar Pierre Jacobs. Il soggettista Daniel Jacquette Rodolphe ha scritto una sua biografia disegnata da Louis Alloing, sempre con uno stile prossimo a quella della Linea Chiara. Il titolo, Le Marque Jacobs, che richiama il racconto più emblematico di Jacobs, è stato pubblicato nel 2012 dall’editore Delcourt.


La biografia ripercorre le tappe della vita del creatore di Blake et Mortimer, gli incontri basilari con gli amici, mai rinnegati, Van Melkebeke, Laudy e infine con Hergé, le sue vicissitudini familiari, il suo amaro declino di uomo e di artista solitario.


L’uscita del volume è stata preceduta da un’azione legale presso un tribunale parigino contro l’editore Delcourt intentata da Média Participations, proprietaria, tramite Dargaud, dei diritti di riproduzione dell’opera di Jacobs. L’accusa: aver superato ampiamente i limiti di un’accettabile citazione nella copertina in cui sono rappresentati personaggi e riferimenti dell’opera jacobsiana.


Fortunatamente, il tribunale ha rigettato la richiesta e il volume è uscito in Francia e in Belgio nelle date previste.
La vita di un grande autore non è proprietà di nessuno, se non dei suoi lettori!


Molto più godibile, rispetto ai precedenti, il volume Dupuis intitolato Los Gringos locos (2012), con testi di Yann e disegni di Olivier Schwartz. Il soggettista Yann presenta in un sol colpo tre grandi autori belgi, Jijé, Morris e Franquin, raccontando, in maniera picaresca, le note vicende del loro viaggio intrapreso nel Messico e negli Stati Uniti. Jijé, fervente cattolico, decide con la famiglia e i due giovani allievi-amici Franquin e Morris di abbandonare l’Europa per sfuggire alla paura di una Terza guerra mondiale e a una improbabile supremazia del Comunismo.


In quell’epoca l’America rappresentava per gli autori del fumetto europeo l’Eldorado: i comics, Hollywood, lo swing, la vita on the road.
Comprensibile il loro desiderio di andare verso la Mecca del fumetto di allora. Yann descrive un divertente carnet di viaggio, in cui gli amati autori sono rappresentati come i protagonisti di un road movie umoristico. Non mancano camei di Victor Hubinon e altri colleghi del mitico gruppo facente capo a Le Journal de Spirou.


La narrazione va ampiamente contro l’idealizzazione che noi lettori-ammiratori ci siamo fatti di questi autori, perché ci ricorda che essi erano esseri umani, con tutto il bagaglio delle loro debolezze. Mette in evidenza, altresì, tutto il candore e l’innocenza di un periodo in cui gli autori disegnavano fumetti, considerati oggi capolavori, per il puro divertimento dei ragazzi. Purtroppo la ricostruzione di Yann, fatta anche in base a ricordi da lui ottenuti in prima persona da Franquin e Morris e da colloqui con gli eredi ha sollevato qualche problema.


Mentre la figlia di Franquin e la vedova di Morris non hanno avuto nulla da ridire, la biografia non è piaciuta ai figli di Jijé che ne avrebbero preferito una, come dire?, più canonica. Sicuramente non avranno apprezzato la rappresentazione caricaturale del proprio padre, il suo modo di vestire, la ipotetica tirchieria e, forse, la notizia della passione dell’insicuro e imbranato Franquin per la moglie di Jijé e loro madre, raffigurata con curve alla Betty Page! Secondo il loro giudizio Jijé padre non aveva nulla a che fare con questo simpatico personaggio del racconto, come chiosa Benoit Jijé (Bonux Boy): “Jijé non ha niente a che vedere con Charlie-Hebdo!”


Ma perché Yann ha messo l’accento proprio su questo viaggio? Perché l’incontro dei tre autori con l’umorismo ebreo new-yorkese ha cambiato la loro concezione sulla BD, rendendola quello che è diventata in seguito, un prodotto per adulti, la celebrata Nona Arte.
Lo stile grafico utilizzato da  Schwartz ricorda molto quello di Yves Chaland, anzi l’artista ammette di avere ripreso la figura di Jijé proprio da un omaggio in otto tavole di Chaland all’autore belga, pubblicato su Métal Hurlant n.64 (1980).


La piacevole serie proseguirà in un secondo volume intitolato Crazy Belgians, in cui entrerà in scena un altro gigante della BD, René Goscinny.
Imperdibile!


giovedì 17 luglio 2014

Quando André non era ancora Franquin!


È uscito il volume Spirou e Fantasio Gli inizi di un genio, terzo dell’integrale proposta da Lineachiara, divisione editoriale della RW Edizioni. In realtà, rispetto alle storie pubblicate è il primo in ordine cronologico perché riguarda la riedizione delle prime avventure disegnate da André Franquin dal 1946 al 1950, pubblicate in L'héritage e Radar le robotdue volumi Hors série, e negli album Quatre aventures de Spirou et Fantasio e Les chapeaux noirs della serie regolare. Praticamente il debutto professionale del grande umorista belga.


Il corposo redazionale redatto da Patrick Pinchart e Thierry Martens illustra gli esordi grafici del bambino André e poi, molto più interessante per i lettori, ripercorre la famosa esperienza lavorativa presso lo studio di animazione CBA. Lì, infatti, Franquin incontra Eddy Paape, Morris e Peyo, subito prima di essere accolto insieme a loro nella grande famiglia Dupuis sotto l’ala protettrice di Joseph Gillain, in arte Jijé, one man band del settimanale Le Journal de Spirou.


Resosi conto delle capacità del giovane André, Jijé gli affida Spirou et Fantasio. E il delizioso volume presenta i primi racconti con un irriconoscibile Fantasio; si tratta di storielline semplici, improvvisate, brevi, senza nessuna pretesa se non quella di far sorridere il giovane lettore e ancora lungi dal possedere il fascino delle intriganti storie successive, ma importanti per capire l’evoluzione e la straordinaria maestria grafica raggiunta da Franquin.
Sono presenti nel volume anche le tavole autoconclusive, pubblicate in quel periodo sulla copertina del settimanale perché, per volontà dell’editore o del caporedattore, il protagonista che dava il nome al periodico doveva essere sempre presente sulla prima pagina.
Elenco dei racconti:


--  Il tank
Le Tank (Almanach Spirou 1947)
Album Hors série 1 - L'héritage (Dupuis 1976)

--  La casa prefabbricata
La maison préfabriqée (Spirou dal n.423 al n.442 del 1946)
Album Hors série 2 - Radar le robot (Dupuis 1976)

Franquin subentra a Jijé dalla 49 vignetta.
In due vignette di pagina 37 Spirou, credendo morto l’amico Fantasio, mette su un tavolo un suo ritratto incorniciato dove si vede la firma di Jijé, omaggio scherzoso al maestro. L’ultima vignetta di pagina 38 del volume Lineachiara presenta un personaggio di un sarto, ridisegnato in epoca successiva da Franquin, (vignetta originale visibile sul sito http://spirou.peuleux.eu/albums/album_hs2.htm#maison): originariamente l’autore aveva disegnato una caricatura di ebreo secondo la propaganda nazista dell’epoca, poi, vergognatosi, ha ridisegnato il personaggio, un poco come ha fatto Hergé con Tintin, anche se in questo caso è evidente lo stile differente fra Fantasio e il sarto.


--  L’eredità
L’heritage (Spirou dal n.453 del 1946 al n.491 del 1947)
Album Hors série 1 - L'héritage (Dupuis 1976)

--  Radar il robot
Radar le robot (Spirou dal n.496 del 1946 al n.521 del 1948)
Album Hors série 2 - Radar le robot (Dupuis 1976)

Si nota una certa violenza del giovane Spirou, poi eliminata dall’autore nelle storie successive.


--  Spirou e il progetto del robot
Spirou et les plans du robot (Spirou dal n.522 al n.540 del 1948)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

Seguito del precedente episodio.


6 Spirou sul ring
Spirou sur le ring (Spirou dal n.541 del 1948 al n.566 del 1949)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

Fin dalla prima vignette di questo episodio compare un protagonista bambino di nome Maurice, che altri non è che Morris, l’autore di Lucky Luke, grande amico di Franquin!


7  Spirou va a cavallo
Spirou fait du cheval (Spirou dal n.567 al n.564 del 1949)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

Il cavallo in questione assomiglia a Jolly Jumper, un altro omaggio a Morris?


--  Spirou tra i pigmei
Spirou chez les Pygmées (Spirou dal n.589 del 1949 al n.616 del 1950)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

 - I cappelli neri
Les Chapeaux noirs (Spirou dal n.617 al n.635 del 1950)
Album 3 - Les chapeaux noirs (Dupuis 1952)

Storia, forse, ispirata dal viaggio effettuato negli Stati Uniti con Morris e Jijé.


--  Mistero alla frontiera
Mystère à la frontière (Spirou dal n.636 al n.652 del 1950)
Album 3 - Les chapeaux noirs (Dupuis 1952)

I precedenti due volumi dell’integrale sono Viaggi intorno al mondo (1952-1954) e Il mitico Zorglub (1959-1960). Assolutamente imperdibili anche questi!!!

martedì 28 gennaio 2014

Le copertine inedite di Franquin




Le Journal de Spirou, una delle longeve pubblicazioni settimanali in Francia insieme al Journal de Mickey, ha festeggiato da poco il suo 75mo anniversario. Nel quadro delle celebrazioni di questo vero evento sono usciti numerosi libri sulla gloriosa testata, i suoi personaggi e i loro autori. Uno di questi è Spirou : Toutes les couvertures des recueils du journal, un volume di grande formato (31,4 x 49 cm) che raccoglie tutte le copertine delle raccolte della rivista.
Le raccolte del Journal de Spirou sono un'istituzione pari alla rivista. Escono con regolarità ogni tre mesi e contengono quasi sempre tredici numeri. Sono distribuite come propri e veri volumi cartonati in tutte le librerie francesi e, ovviamente, nelle grandi edicole con reparto librario.
Per moltissimo tempo le copertine sono state illustrazioni create appositamente e con molta cura da parte degli autori del personaggio principale della testata, Spirou. Dopo una decina di raccolte con copertine di Rob-Vel e poco più di Jijé, il compito di attrarre lettori e acquirenti tocca a Franquin.
Per più di venti anni, dal 1945 al 1967, con pochissime eccezioni, oltre 80 raccolte sono rese attraenti da uno dei grandi, indiscussi artisti della Bedé.



Nella primissima copertina da lui disegnata del luglio 1945, "un dejuner sur l'erbe" vede Spirou in compagnia di alcune delle vedette del settimanale: Tif et Tondu di Fernand DineurChevalier Rouge (Red Ryder) di Fred Harman, Caramel di Sirius e Annie l'orpheline di Walsh e McClure. In quegli anni la rivista ospitava molti personaggi americani, anche se a volte con avventure disegnate da autori quali Jijé



Nelle copertine successive, l'illustrazione richiama sempre più le storie di Spirou e Fantasio, che anche all'interno sono quelle disegnate da Franquin, alternandosi con altre che promuovono le star nascenti del settimanale (Valhardi, Buck Danny, Lucky Luke).



Quando cominciano le lunghe avventure create e disegnate da Franquin, le raccolte sono abbellite da piccoli capolavori. Ecco la prima per "Il y a un sorcier à Champignac", dove appare per la prima volta il Conte del piccolo villaggio che deve il suo nome a un provvidenziale regalo di funghi fatto da Jijé a Franquin in crisi creativa nella scelta del nome.



Questa storia non è mai apparsa in Italia. Il Corriere dei piccoli comincia la pubblicazione, a metà del 1962, solo dalla successiva, Spirou et les héritiers.   



La felice stagione creativa di Franquin alle redini delle avventure di Spirou, sia nelle storie che nei nuovi personaggi, si manifesta anche nei disegni per le raccolte. Alcune di queste copertine sono state di recente riproposte nell'integrale di Spirou di Franquin pubblicata in Francia, di cui solo qualche volume per il momento è apparso in Italia per i tipi di Rw-Linea Chiara.





Il volume commemorativo che presenta tutte le copertine contiene anche moltissime riproduzioni dei disegni originali, nei quali si può ammirare la maestria del disegno spesso offuscato dalla colorazione.







Vero è che, nel caso seguente, il clima di mistero evocato dalla versione colorata raggiunge livelli da piccolo capolavoro.



Tutte le copertine sono dedicate da Franquin a Spirou, o vedono l'eroe della testata in compagnia di altri personaggi. Un'unica eccezione viene fatta da Franquin per disegnare la copertina della raccolta 80, a favore di Benoît Brisefer (Poldino Spaccaferro in Italia) per il suo amico Peyo.



Agli inizi degli anni 60, compare Gaston, l'imprevedibile simpatico gaffeur che progressivamente prenderà il sopravvento nel cuore di Franquin e lo spingerà negli anni ad abbandonare le avventure di Spirou e Fantasio.



A metà degli anni 60, ormai stanco dopo un decennio intenso, le illustrazioni di Franquin tornano a essere un'allegra parata dei personaggi della rivista. Il confronto con gli originali consente di vedere le parti realmente disegnate e quelle ritagliate e incollate.





Una copertina disegnata direttamente a colori festeggia il 100mo numero della raccolta.



Nell'estate del 1968, dopo essersi alternato con altri nell'illustrare la copertina delle raccolte, Franquin abbandona il compito e si congeda facendo salutare i lettori dai suoi personaggi che partono in vacanza.



Il volume commemorativo, quasi tutto illustrazioni e un paio di pagine di testo, è stato pubblicato da Dupuis in tiratura limitata e costa circa 120 euro. C'è anche chi, purtroppo, lo propone a un prezzo molto superiore a quello di lancio.