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venerdì 19 ottobre 2018

Spirou difensore dei diritti umani



Il numero 4200 dell’ottantenne gloriosa rivista belga Spirou, edita dalla Dupuis è tutto dedicato ai settant’anni della Dichiarazione per i Diritti dell’Uomo. Questo perché è stata scelta dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite come Difensore dei Diritti Umani.


La scelta è dovuta al fatto che la rivista ha sempre propagandato nelle sue bedé valori altamente positivi, quali: il rispetto degli altri, il rifiuto della tirannia, la giustizia e i suoi 
celebri personaggi, coraggiosi e generosi, hanno sempre combattuto le ineguaglianze proteggendo i deboli.


Nel numero in questione numerosi autori della bedé si sono offerti di disegnare ognuno i propri personaggi in una tavola facente riferimento ai singoli articoli della Dichiarazione.


Il risultato sono trentuno tavole interessanti. Fra i personaggi, quelli più noti in Italias ono: Spirou di Émile Bravo, Marsupilami di Colman e Batem, Olivier Rameau di Dany, Le Petit Spirou di Tome e Janry, Blake et Mortimer di Sente e Juillard, Zorglub di Munuera, Lucky Luke di Achdé, Cubitus di Erroc e Rodrigue, Le Chat di Geluck, Spirou et Fantasio di Vehlmann e Yoann e una tavola finale di Derib che riassume l’importanza della Dichiarazione.


Questa è la bellezza (e la fortuna) di avere ancora in edicola nei paesi francofoni riviste che hanno qualcosa da dire, pur divertendo. Peccato che da noi non si possa dire la stessa cosa!


La copertina è di Émile Bravo, uno dei prosecutori delle Aventures de Spirou.



venerdì 21 aprile 2017

Spirou... speciale Cattivi!


Un malvagio è colui che si compiace del male che provoca, una figura quindi da non prendere a modello, ma l’universo del fumetto, come ben sappiamo, è dominato da un concetto zoroastrico di lotta perenne fra il bene e il male, per cui il cattivo di turno è un protagonista necessario perché serve a mettere in luce la positività dell’eroe; in un fumetto bene e male sono complementari come lo yin e lo yang.


Nel mondo della BD abbondano i cattivi: da Gargamella ai Dalton, da Rastapopulos a Olrik, dal Camaleonte a Zorglub, da Arbace a Mister Choc, da Lady X a Kriss di Valnor, tanto per citare alcuni noti, ma raramente sono stati messi alla ribalta soprattutto fino agli Anni Sessanta, essendo improponibili come modelli per la gioventù. Oggi i tempi sono cambiati e tali personaggi possono finire sotto le luci dei riflettori della ribalta.


Recentemente il settimanale Le Journal de Spirou, il più longevo e diffuso (300.000 lettori a settimana) in Europa, edito dalla Dupuis dal lontano 1938 e diretto fino a pochi giorni fa da Frédéric Niffle, ha dedicato il n.4117 dell’8 marzo 2017 alle figure dei cattivi, visti ovviamente da un’angolazione umoristica.


In copertina del numero in questione, intitolato Spécial Méchants Spirou, un primo piano di Zorglub, disegnato da José Luis Munuera, introduce all’argomento che è sviluppato da tutti gli autori presenti in quel numero.


All’interno c’è la prima puntata di La Fille du Z, scritta e disegnata dal medesimo Munuera dopo quattro tomi di Spirou et Fantasio;  il racconto fa parte della collana Le Spirou de….


Nella puntata la storia si svolge nel centro storico di Bruxelles, dove lo scienziato cattivo creato da Franquin cerca di proteggere la propria figlia adolescente di 16 anni, pardon, di 16 anni e mezzo, come specifica la ragazzina di nome Zandra, dalle avances dei suoi coetanei, non capendo che i tempi sono cambiati e che un genitore deve rispettare l’intimità dei propri figli, i quali in materia sessuale ne sanno molto di più degli adulti.


Simpatica la considerazione della ragazza sul fatto di essere “la figlia di una caricatura di un cattivo di un film di James Bond”!


Nell’intervista a Munuera che precede la puntata, intitolata La face cachée de Zorglub, l’autore ammette di considerare lo scienziato megalomane come un cattivo ambiguo e complesso, un poco gaffeur, la cui cattiveria, però, è frutto più di vanità che di una natura veramente malvagia. Lo considera alla stregua degli scienziati nei primi film di Bond, appunto! E proprio per tali contraddizioni il personaggio esercita su di lui una forte attrattiva.


All’interno del periodico un articolo del saggista Hugo Dayez su Mister Choc, il cattivo di Tif et Tondu, le cui prime storie sono in corso di pubblicazione nella serie integrale di Nona Arte. Anche in questo caso si tratta di un altro cattivo che ritorna in auge sulle pagine del blasonato periodico belga. Infatti è ripreso da Stephane Colman che, con l’entusiastico avvallo di Maurice Rosy, narra in un prequel come un giovane inglese diviene il principe del crimine.


Zona Bedé è sempre stata attenta a mostrare gli artisti italiani che fanno breccia sul mercato franco-belga e in questo numero è una piacevole sorpresa trovare Magic 7, disegnato da Rosa La Barbera e Giuseppe Quattrocchi con colori di Giovanni Marcora, su testi di Thierry “Kid” Toussaint.


Sempre graffiante la serie L’Année de Gaston, omaggio al simpatico personaggio di André Franquin.



venerdì 12 dicembre 2014

4000 volte Spirou


Questa settimana il settimanale Spirou raggiunge il numero 4000. Il primo numero è uscito poco più di 75 anni fa (storico compleanno festeggiato ampiamente nei mesi scorsi). Quel primo numero datato 21 aprile 1938 conteneva in copertina la primissima apparizione del giovane groom e le sue insolite origini, che echeggiano il nostrano Pier Lambicchi e la sua arcivernice, apparso quasi un decennio prima sulle pagine del Corriere dei Piccoli.


Solo un altro personaggio di quelle pagine vive ancora: si tratta di Tif del duo Tif e Tondu. Altri hanno avuto vita breve o hanno ceduto lo spazio a quelle che sarebbero diventate le grandi vedette della testata.


Anche se la numerazione del periodico è arrivata a 4000, non tutti i numeri sono stati pubblicati: ai primi di settembre del 1943 il settimanale sospende le pubblicazioni, per riprenderle solo dopo più di un anno nell’ottobre del 1944. In quest’intervallo, per mantenere vivo il ricordo della testata soppressa dall’occupazione nazista, appaiono solo un numero speciale e un almanacco.


All’inizio del 1946 la numerazione, che fino a quel momento era per annate a partire dal numero 1, diventa progressiva: il secondo numero del 1946 diventa il 404, come se il periodico fosse uscito regolarmente ogni settimana, o clandestinamente, sin dall’inizio. L’albo Spirou sous le manteau uscito un anno fa è una “finta” raccolta di fantomatici numeri della rivista diffusi clandestinamente per le strade di Bruxelles durante i mesi della proibizione nazista.


Anche se non si tratta realmente del quattromillesimo, quello appena uscito presenta un gigantesco 4000 sulla copertina, ha una foliazione straordinaria di 100 pagine e, con finta modestia, pretende di essere un numero come gli altri, o meglio “speciale come qualsiasi altro”.


Nelle sue pagine si trovano le tavole autoconclusive e le storie a puntate di sempre, ma anche tanti piccoli cadeau per la particolare ricorrenza.


Spirou, oltre alla puntata della nuova storia La grosse Tete di Tehem, compare anche con Les destins contrariés, una storia breve di 6 pagine di Vehlmann e Yoann. Lucky Luke s’addormenta e si risveglia bambino nella prima parte di una mini storia natalizia di Achdé.


Tante stelle dalla BeDé, passate e presenti, della testata fanno apparizione nell’episodio di L’imbattable di Pascal Jousselin.


La prima parte di una mini-storia di Buck Danny Classic di Frédéric Zumbiehl e Jean-Michel Arroyo, la cui seconda avventura si è da poco conclusa sulle pagine del vitale settimanale, prevede la sua conclusione sul prossimo numero, un altro speciale per il Natale imminente.



C’è altro, tanto altro, in questo numero 4000, che si conclude con una scherzosa e ironica pagina finale e un omaggio all’eterno rivale, il reporter con il ciuffo da anni privo di una propria testata e di nuove avventure.




martedì 30 settembre 2014

Da Champignac al Marsupilami


Nel quarto volume dell’Integrale Spirou e Fantasio, pubblicato da Linea Chiara, intitolato Da Champignac al Marsupilami, ci sono due importanti racconti ideati da André Franquin, in cui l’autore mette dei paletti fissi nell’universo dei simpatici protagonisti creando il paese di Champignac e alcuni comprimari che hanno contribuito enormemente a rendere indimenticabile questa BD. 



In C’è uno stregone a Champignac l’azione si svolge nel paesino di Champignac, che diviene sede di alcune delle loro avventure e che non può non richiamare alla nostra memoria il castello di Moulinsart in Tintin e l’altrettanto celebre villaggio degli irriducibili Galli in Astérix. Molti personaggi classici risiedono o vivono le loro avventure in luoghi reali o ricreati con realismo, dovizia di particolari, caratteristiche di verosimiglianza. Questo espediente serve per rendere più credibili le loro avventure, perché il lettore è portato a pensare al proprio eroe come a una persona reale, della porta accanto e seguirne le vicende.
Fa la sua apparizione l’azzeccatissima figura del sindaco baffuto con vestito e bombetta nera, dall’eloquio forbito, vittima innocente degli avvenimenti\scherzi che accadono nel paese, attuale come mai con il suo perenne presenzialismo “elettorale”.


Ma soprattutto si fa la conoscenza con Pacôme Hégésippe Adélard Ladislas, conte di Champignac: la quintessenza del geniale e distratto inventore dalle nobili origini. Il conte diviene, come noto, una presenza costante nella saga, grazie alle sue invenzioni e ai suoi studi sui funghi. Lo scienziato eccentrico nelle sue creazioni e nei suoi modi non è certo un’idea originale di Franquin: è un comprimario classico nella letteratura popolare, e accompagna molti grandi personaggi della BeDé (il professeur Tournesol in Tintin, Panoramix in Asterix). In questo episodio Franquin, sganciatosi ormai dall’impianto di Rob-Vel e Jijé,  comincia a definire le basi del suo mondo “Spirou e Fantasio” - luoghi e ambientazione, comprimari e caratteristiche -  proprio come ha fatto Hergé qualche anno prima nel Tesoro di Rackham il rosso!


Il secondo episodio è Spirou e gli ereditieri. Anche se lo stile grafico di Franquin non ha ancora raggiunto quella maturità di espressione che lo ha reso giustamente popolare, collocandolo fra i quattro nomi “sacri” della BD belga (gli altri sono Hergé, Jijé e Jacobs), il racconto, per alcuni motivi, è fondamentale nell’epopea del simpatico groom e del suo amico.
Intanto si allarga l’universo dei personaggi che circondano Spirou e Fantasio con la prima apparizione del perfido cugino Zantafio, antagonista sul genere di Olrik o Rastapopulos, con baffetti e capelli neri.


Fondamentale è l’irruzione sulla scena dello straordinario animale Marsupilami e già solo questi sarebbero motivi di grande importanza, però ulteriore interesse è dato dal fatto che l’episodio rappresenta il prototipo cui l’autore farà riferimento per Gaston Lagaffe e le sue strepitose gag. Infatti Franquin sviluppa maggiormente il personaggio di Fantasio, che crea invenzioni assurde e inutili alla Archimede Pitagorico o meglio alla Gaston: a un certo punto della saga, l’autore, non potendo più accentuare nei racconti la folle esuberanza di Fantasio, è costretto a creare un nuovo personaggio con quelle caratteristiche, Gaston!



Inoltre, c’è un’esilarante scena fra Fantasio e il notaio Mordicus che prelude al tormentone delle gag fra Gaston e la sua vittima ideale, Monsieur De Mesmaeker. Guardando le vignette si nota una certa indecisione, un poco surreale, dell’autore nel disegnare lo sfondo della scena, perché in molte la poltrona  in cui è sdraiato il notaio sembra addossata a una parete della stanza, mentre in alcune aggiunge una linea verticale (sempre in posizioni diverse rispetto allo sgabellino che sostiene il piede malato, forse di gotta, del notaio) e un battiscopa che lasciano intuire un angolo convesso nella stanza (tipo angolo di un corridoio). Quisquilie, certamente, quello che importa è l’esilarante trovata. Le fattezze del notaio non possono non fare venire alla mente il fantasmagorico e fracassone Achille Talon di Greg, pubblicato anni dopo su Pilote.


Altri motivi di interesse nel racconto sono che Franquin inizia a disegnare mezzi meccanici più veritieri (per esempio, la Maserati) e il mobilio più simile a quello moderno dell’epoca.
Per definire meglio l’universo di Spirou, l’autore crea anche la Palombia, nazione sud-americana in cui si svolgeranno altre avventure dei nostri eroi. Zantafio diventa dittatore di Palombia, come Alcazar di San Theodoros!


Una piacevole curiosità è che Franquin ha disseminato nel racconto alcune caricature di colleghi famosi. Il primo, come sottolineato anche nel testo redazionale di Patrick Pinchart e Thierry Martens, è Yvan Delporte, capo redattore della rivista Spirou dal 1955 al 1968, collaboratore di Peyo (Puffi), René Hausman (Saki), Gérald Forton (Alain Cardan), Jean Roba (La Rimbambelle), Jidéhem (Starter) e del medesimo Franquin, con cui condivide dal 1977 la responsabilità di Le Trombone illustré, supplemento di Spirou rivolto ad un pubblico più adulto. Delporte è rappresentato come uno smilzo giovane barbuto sullo sfondo della sesta vignetta di pagina 80 del volume.

Non sono state rilevate, invece, dai redattori del testo iniziale le caricature di Hergé e Jacobs, i due grandi autori della settimanale Tintin dell’editore concorrente Leblanc.


Il primo è riprodotto in due vignette di pagina 92, nel colloquio in un bistrot fra Zantafio e un meccanico, le cui fattezze sono quelle di Hergé.


Il secondo è raffigurato nelle vesti del direttore della Turbot a pagina 103, 104 e 108 del volume.

giovedì 17 luglio 2014

Quando André non era ancora Franquin!


È uscito il volume Spirou e Fantasio Gli inizi di un genio, terzo dell’integrale proposta da Lineachiara, divisione editoriale della RW Edizioni. In realtà, rispetto alle storie pubblicate è il primo in ordine cronologico perché riguarda la riedizione delle prime avventure disegnate da André Franquin dal 1946 al 1950, pubblicate in L'héritage e Radar le robotdue volumi Hors série, e negli album Quatre aventures de Spirou et Fantasio e Les chapeaux noirs della serie regolare. Praticamente il debutto professionale del grande umorista belga.


Il corposo redazionale redatto da Patrick Pinchart e Thierry Martens illustra gli esordi grafici del bambino André e poi, molto più interessante per i lettori, ripercorre la famosa esperienza lavorativa presso lo studio di animazione CBA. Lì, infatti, Franquin incontra Eddy Paape, Morris e Peyo, subito prima di essere accolto insieme a loro nella grande famiglia Dupuis sotto l’ala protettrice di Joseph Gillain, in arte Jijé, one man band del settimanale Le Journal de Spirou.


Resosi conto delle capacità del giovane André, Jijé gli affida Spirou et Fantasio. E il delizioso volume presenta i primi racconti con un irriconoscibile Fantasio; si tratta di storielline semplici, improvvisate, brevi, senza nessuna pretesa se non quella di far sorridere il giovane lettore e ancora lungi dal possedere il fascino delle intriganti storie successive, ma importanti per capire l’evoluzione e la straordinaria maestria grafica raggiunta da Franquin.
Sono presenti nel volume anche le tavole autoconclusive, pubblicate in quel periodo sulla copertina del settimanale perché, per volontà dell’editore o del caporedattore, il protagonista che dava il nome al periodico doveva essere sempre presente sulla prima pagina.
Elenco dei racconti:


--  Il tank
Le Tank (Almanach Spirou 1947)
Album Hors série 1 - L'héritage (Dupuis 1976)

--  La casa prefabbricata
La maison préfabriqée (Spirou dal n.423 al n.442 del 1946)
Album Hors série 2 - Radar le robot (Dupuis 1976)

Franquin subentra a Jijé dalla 49 vignetta.
In due vignette di pagina 37 Spirou, credendo morto l’amico Fantasio, mette su un tavolo un suo ritratto incorniciato dove si vede la firma di Jijé, omaggio scherzoso al maestro. L’ultima vignetta di pagina 38 del volume Lineachiara presenta un personaggio di un sarto, ridisegnato in epoca successiva da Franquin, (vignetta originale visibile sul sito http://spirou.peuleux.eu/albums/album_hs2.htm#maison): originariamente l’autore aveva disegnato una caricatura di ebreo secondo la propaganda nazista dell’epoca, poi, vergognatosi, ha ridisegnato il personaggio, un poco come ha fatto Hergé con Tintin, anche se in questo caso è evidente lo stile differente fra Fantasio e il sarto.


--  L’eredità
L’heritage (Spirou dal n.453 del 1946 al n.491 del 1947)
Album Hors série 1 - L'héritage (Dupuis 1976)

--  Radar il robot
Radar le robot (Spirou dal n.496 del 1946 al n.521 del 1948)
Album Hors série 2 - Radar le robot (Dupuis 1976)

Si nota una certa violenza del giovane Spirou, poi eliminata dall’autore nelle storie successive.


--  Spirou e il progetto del robot
Spirou et les plans du robot (Spirou dal n.522 al n.540 del 1948)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

Seguito del precedente episodio.


6 Spirou sul ring
Spirou sur le ring (Spirou dal n.541 del 1948 al n.566 del 1949)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

Fin dalla prima vignette di questo episodio compare un protagonista bambino di nome Maurice, che altri non è che Morris, l’autore di Lucky Luke, grande amico di Franquin!


7  Spirou va a cavallo
Spirou fait du cheval (Spirou dal n.567 al n.564 del 1949)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

Il cavallo in questione assomiglia a Jolly Jumper, un altro omaggio a Morris?


--  Spirou tra i pigmei
Spirou chez les Pygmées (Spirou dal n.589 del 1949 al n.616 del 1950)
album 1 - 4 aventures de Spirou et Fantasio (Dupuis 1950)

 - I cappelli neri
Les Chapeaux noirs (Spirou dal n.617 al n.635 del 1950)
Album 3 - Les chapeaux noirs (Dupuis 1952)

Storia, forse, ispirata dal viaggio effettuato negli Stati Uniti con Morris e Jijé.


--  Mistero alla frontiera
Mystère à la frontière (Spirou dal n.636 al n.652 del 1950)
Album 3 - Les chapeaux noirs (Dupuis 1952)

I precedenti due volumi dell’integrale sono Viaggi intorno al mondo (1952-1954) e Il mitico Zorglub (1959-1960). Assolutamente imperdibili anche questi!!!