mercoledì 7 novembre 2018

Due miti in una bédé di Sandro Garbo



Creato da Sandro Garbo e dal team svizzero del Garbo Studio, Steve McQueen in Le Mans ci permette di rivivere il mito dell’attore americano e del celebre film Le 24 ore di Le Mans (1971) di cui ne era protagonista. Gran parte di questo film venne girato durante la vera corsa del 1970. Un fiasco al botteghino, la pellicola è stata poi rivalutata fino a diventare, nella considerazione di molti appassionati, il cult per eccellenza del cinema motoristico. Garbo omaggia l’opera cinematografica, la corsa, le formidabili auto del tempo e l’uomo che ha reso tutto questo possibile. Si tratta di una partnership unica tra il concessionario della licenza della CBS Consumer Products, Greenlight (che rappresenta Steve McQueen) e l’ACO (proprietario della “24 Hours of Le Mans”).


In questa intervista il bravissimo Sandro Garbo ci racconta questa entusiasmante esperienza.


Garbo, quando è iniziata la sua passione per il disegno e per il fumetto?  

Disegno da quando ho memoria. Quando ero piccolo, i miei genitori mi lasciavano addirittura disegnare i miei eroi sulle pareti della mia cameretta. Lo adoravo. Leggevo i fumetti classici e quelli dei supereroi Marvel. Ero un grande fan e li disegnavo ovunque, di continuo. In seguito, mi sarebbe piaciuto prendere lezioni presso l’Accademia delle Belle Arti di Firenze, ma non è stato possibile. C’è sempre stata una vocina dentro di me che mi diceva, “Sii paziente. Un giorno creerai qualcosa di artistico.”


Come è nata l’idea di questo fumetto su Steve McQueen?

Per anni ho dipinto le auto dei miei amici e poi, nel 2013, Steve McQueen mi è apparso in sogno e mi ha detto di creare un romanzo a fumetti sul suo film per mantenere vivo il mito. Il giorno seguente mi sono messo a lavoro. Ho messo su una squadra e questa è diventata la nuova “missione” della mia vita.


Il film, oggi, è considerato un vero e proprio “cult”: cosa pensa possa aggiungere la sua opera?

Non credo che qualcuno abbia mai filmato una corsa automobilistica in modo tanto realistico e intenso. Ma guardando il film, io ci ho visto qualcosa in più della semplice gara.
Quando ho realizzato le tavole le ho trovate sorprendenti e il mio desiderio era quello di poter condividere tutto questo. Oggi, quando guardo il risultato, noto che non solo conserva la stessa energia, inoltre il fumetto consente a tutti di contemplare ogni dettaglio. Ecco quello che credo possa aggiungere la nostra opera.


Generalmente, lo story-board viene creato prima del film, voi, in pratica, avete fatto il contrario?

È vero. Ma non abbiamo mai cercato di essere come gli altri. Questo romanzo a fumetti è in sostanza il sogno di un entusiasta. Non abbiamo fatto analisi di mercato o stime sulle vendite. Abbiamo semplicemente tentato di realizzare il più bel romanzo a fumetti sulle corse automobilistiche e oggi, siamo elettrizzati nel vederlo completato. Per noi, questo è già un traguardo enorme.


Le avventure del pilota Michel Vaillant di Jean Graton: hanno, in qualche modo, ispirato il suo fumetto?

Non proprio. Come gran parte dei bambini, anche io leggevo Michel Vaillant. Ma quando ho sognato quelle pagine, la mia fonte di ispirazione è stata proprio il film. Questo lavoro lo ritengo più un’opera d’arte che un fumetto. Abbiamo passato un’enorme quantità di tempo a ricreare ogni dettaglio: le auto, il circuito, l’atmosfera degli anni ’70. Inoltre i responsabili dell’Automobile Club de l'Ouest (ACO), proprietario del circuito di Le Mans, hanno controllato tutte le tavole per assicurarsi che i fan riconoscessero i dettagli originali.


Che cos’è che l’affascina di questa corsa leggendaria?

La 24 ore di Le Mans è in primo luogo una questione di determinazione e resistenza. Poi c’è l’atmosfera della corsa. Consiglio a tutti di recarsi a Le Mans almeno una volta. La partenza, la gara in notturna, la suspense, il paesino. È un’esperienza indimenticabile.


A quasi cinquant’anni dall’uscita del film, questo lavoro coinvolge i lettori con un sicuro “effetto nostalgia” …

Perché evitarla? Alla gente piace ricordare i bei tempi. Ricordare ci offre anche delle prospettive sul modo di vedere la vita. Nel nostro caso, abbiamo tratto ispirazione da un film portato in vita da un vero entusiasta, Steve McQueen. E deve ammettere che lui, come nessun altro, è stato in grado di rappresentare una corsa automobilistica in modo così realistico. Per questo è senza tempo.


Tre anni di lavoro, c’è stato qualche momento di scoraggiamento?

Certamente. Proprio come nelle gare automobilistiche di durata. Tre anni sono tanti per un progetto come il nostro e questo è senza dubbio il motivo per cui prima di noi nessuno aveva mai creato nulla di simile. Alla fine del 2015 stavo quasi per mollare perché c’era ancora tanto da fare. Poi, a marzo del 2016, la tragedia: Florian, uno dei nostri artisti è tristemente scomparso a seguito di un incidente. Tutto il gruppo di lavoro era sotto shock. Ed è stato questo triste evento a rafforzare la nostra determinazione. Non avevamo più scelta. Dovevamo terminare il lavoro in memoria del nostro amico.


Quali sono i suoi più prossimi progetti?

Per il momento, il mio unico desiderio è che la gente che leggerà il nostro fumetto ne rimanga affascinata. Inoltre, sarebbe meraviglioso se la nostra esperienza riuscisse in qualche modo a motivare altre persone a perseguire i propri sogni.


Il volume, disponibile anche in lingua italiana, può essere richiesto consultando il seguente sito web: www.motors-mania.com

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